2 GIUGNO 1946 – L’Italia sceglie: REPUBBLICA!

Il 2 giugno 1946 gli italiani con un referendum devono scegliere tra Monarchia e Repubblica e devono eleggere i membri dell’Assemblea Costituente che scriverà la nuova architettura dello Stato. In realtà il decreto-legge luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944, noto come I Costituzione Provvisoria parlava soltanto di Assemblea Costituente e non di referendum che fu effettivamente stabilito nel successivo decreto n. 98 del 16 marzo ’46, noto come II Costituzione Provvisoria.

Gli aventi diritto al voto erano 28 milioni: si trattò della prima votazione nazionale a suffragio universale maschile e femminile e milioni di donne italiane andarono tutte assieme alle urne (due mesi prima c’era stata una prova generale con alcune Amministrative locali) per esprimere il proprio voto e contribuire a un passaggio decisivo per la storia d’Italia.

L’Italia chiamata alle urne era un Paese sconfitto, tenuto sotto sorveglianza dagli Alleati vincitori sul nazi-fascismo. La Gran Bretagna e gli Stati Uniti avevano idee diverse: gli inglesi erano favorevoli a confermare l’istituzione monarchica per contenere i comunisti, gli americani spingevano affinché il popolo italiano fosse libero di scegliere tra Monarchia e Repubblica. Le elezioni rappresentavano quindi un passaggio obbligato per definire i nuovi equilibri politici e risolvere la questione istituzionale.

I seggi si aprirono alle 8 del mattino della domenica e si votò fino alle 14 di lunedì 3: una popolazione festosa e quasi emozionata partecipò con giubilo a votazioni libere cui da decenni non era più abituata, ordinatamente in fila da ore, affrontò pazientemente quelle stesse code cui era costretta fino a poco tempo prima per procurarsi pane e cibo di prima necessità. A Roma addirittura gli esercizi pubblici rimasero chiusi fino alle 12.00 per consentire al personale di recarsi ai seggi.

Fin dal giorno successivo, però, ci fu una sequela di scambi di accuse su presunti brogli e irregolarità varie, che non riguardarono però di certo l’ordine pubblico visto che gli osservatori internazionali presenti verificarono che tutto si era svolto correttamente, e solo il 10 giugno si poterono proclamare i risultati quando furono proclamati i risultati da parte della Corte di Cassazione (la Corte Costituzionale ancora non esisteva): il 54% degli italiani (12.717.923) si pronunciarono a favore della Repubblica, mentre invece a favore della Monarchia si erano espressi 10.719.284 di votanti.

I risultati furono comunicati, dopo un ulteriore controllo di schede bianche e nulle di cui molte per la verità erano già state distrutte, ad Umberto II (il Re di maggio, perché in carica ufficialmente da nemmeno un mese) da Alcide De Gasperi, Capo del Governo cui il Consiglio dei Ministri aveva conferito la carica di Capo Provvisorio dello Stato, e costrinsero il Re a partire per  l’esilio di Cascais, in Portogallo, mettendo fine a una delle dinastie più antiche d’Europa.

Questa scelta, epocale, pesante, addirittura lacerante se si pensa al ruolo che la Monarchia aveva avuto nella storia del Paese, spaccò l’Italia in due anche geograficamente, il Nord schierato con la Repubblica ed il Sud con la Monarchia; a Carinola, per esempio, i circa 6000 voti furono così distribuiti: Monarchia 5194 – Repubblica 616 (dati dell’Archivio di Stato di Caserta, fasc. 2267).

 

Novelio Santoro

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* in foto la scheda elettorale: anch’essa fu motivo di polemiche perché secondo i monarchici il simbolo dell’Italia Repubblicana essendo turrito poteva trarre in inganno, visto che scimmiottava una corona e quindi la regina stessa, e avrebbe potuto dirottare il voto di qualche “distratto” che intendeva votare per la monarchia verso i repubblicani

 

 

 

One thought on “2 GIUGNO 1946 – L’Italia sceglie: REPUBBLICA!

  1. AvatarAnonymous

    AVEVA VINTO LA MONARCHIA
    Il 2 giugno e nella mattinata del 3 giugno 1946 in Italia si tenne il referendum per scegliere la forma costituzionale dello Stato.
    Il 4 giugno i carabinieri, a metà spoglio, comunicarono a Pio XII° (chissà perchè solo a lui) che la monarchia si avviava a vincere.
    Nella mattinata del 5 giugno, De Gasperi annunciava al re Umberto II° che la monarchia aveva vinto.
    Dopo chei rapporti dell’arma dei carabinieri, presenti in tutti i seggi, segnalarono al Ministro degli interni Romita la vittoria della monarchia, iniziarono una serie di oscure manovre ancora non del tutto chiare, nella notte tra il 5 ed il 6 giugno i risultati si capovolsero in favore della repubblica con l’immissione di una valanga di voti di dubbia provenienza.
    Accurati studi statistici hanno dimostrato che in quell’epoca non potevano esserci tanti votanti quanti ne sono stati conteggiati nei dati ufficiali del ministero dell’interno, dunque i voti giunti al ministero dell’interno all’ultimo momento, che avevano dato la vittoria alla repubblica, erano scaturiti dal nulla.
    di conseguenza?………………………
    un brigante del sud

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