Il senso civico prima di tutto: quando la colpa è soprattutto nostra

Quando un elemento è palese, quando è così profondamente radicato da far moltiplicare gli episodi che ne scaturiscono, basta davvero poco per indignarsi. È sufficiente osservare, senza tirare dritto per la propria strada, indaffarati nei propri pensieri quotidiani. Il nostro paese non è puramente una realtà fatta delle solite stradine, degli stessi muri, delle stesse facce; nei nostri obbligati percorsi giornalieri, osserviamolo, ascoltiamo i messaggi che ci invia, analizziamo la posizione degli oggetti che l’arredano o, cosa molto più frequente, che contribuiscono al suo degrado. Nei miei percorsi quotidiani lungo le solite, care viuzze di Casale, troppo spesso mi capita di imbattermi in spiacevoli sorprese: l’esempio più recente mi è stato dato da alcuni dispositivi elettronici – computer e televisori – “parcheggiati” presso il raccoglitore degli abiti nell’area parcheggio; ma non mancano esempi che si moltiplicano sempre più di frequente, come passeggini, scarpe, vestiti, sacchetti dell’immondizia ammassati lì, magari al volo, trovandosi di strada alla guida della propria auto. Mi è stato, inoltre, segnalato, da chi si trova spesso a sostare nell’area parcheggio, che perfino persone di paesi limitrofi, forse di passaggio per portare i propri figli a scuola o perché in fin dei conti, per alcuni piccoli borghi vicini, Casale costituisce una tappa obbligata per raggiungere l’Appia e i centri maggiori, hanno preso l’abitudine di abbandonare in zona i propri rifiuti ingombranti. Ma la nostra indignazione dov’è? 

Tutto ciò mi fa molta tristezza e rabbia, al pensiero che la situazione è davvero radicata nella forma mentis della maggior parte della popolazione, come mi capita di osservare anche dai piccoli gesti quotidiani: sì, perché i piccoli gesti all’apparenza innocui, episodi minimi di inciviltà, egoismo e maleducazione, sono in realtà enormi e consapevoli atti di decadenza quotidiana, soprattutto se tollerati e non segnalati: purtroppo anch’io ho constatato visivamente che alcune persone hanno l’abitudine di gettare i propri rifiuti alimentari dal balcone, imbrattando le strade con bucce, scarti, pacchetti di sigarette terminati, per non parlare delle cicche; altre, invece, magari noncuranti di chi passa, svuotano il proprio piatto di scarti di carne e verdure per strada. Sono troppo limitanti le giustificazioni che ci diamo, che riconosco di darmi anch’io, magari per l’amore della pace tra vicini: non basta rispondersi “Ma sì, sono bambini!”, “Che ci vuoi fare, sono persone anziane, non sanno differenziare!”. Ma noi per primi, abbiamo mai aiutato la nostra vicina anziana a differenziare? Ci siamo mai fermati a chiacchierare con lei per farle capire l’importanza di certi gesti? A volte bastano pochi minuti del nostro tempo, semplici atti di gentilezza, per costruire un po’ di coesione. Ma la verità è che anch’io che scrivo e mi lascio animare dalla speranza del cambiamento e dal mio spirito “costruttivo”, so perfettamente che la situazione è davvero penosa e che a nessuno importa di questioni così “di poco conto”… Ho, però, una fortissima convinzione nel fatto che, se si tollerano determinati comportamenti, se non ci si indigna e si protesta, questi atti si moltiplicheranno ed ingigantiranno sempre di più. Qualcosa deve cambiare e il cambiamento dipende principalmente da due fattori:

  • I CONTROLLI SULL’APPLICAZIONE DELLE NORME;
  • IL SENSO CIVICO E LA COLLABORAZIONE DI TUTTI.

La disapprovazione verso chi non ha senso civico è il primo passo e tutti si devono impegnare in tal senso. È necessario segnalare sempre quando il furbetto di turno cerca di ovviare a suo modo alle regole, scaricando un rifiuto ingombrante per evitare di informarsi sulle modalità di smaltimento; se in zone del paese nascono discariche improvvisate, la responsabilità è di noi tutti, che spesso fingiamo di non conoscere le modalità corrette di differenziazione dei rifiuti, per pura noncuranza e superficialità. Ma quand’è che capiremo che senza una vera preparazione civica, salta l’obiettivo della formazione dell’individuo, per una consapevole e corretta partecipazione alla dimensione civile e sociale? È un obbligo di vita che l’individuo, al fine di collaborare positivamente allo sviluppo della società di cui è partecipe, debba rendere conto a dei doveri, dei quali deve essere cosciente! Senso civico significa riconoscersi in tutti quegli elementi che costituiscono gli emblemi della cultura e del paesaggio comunitario. Invece, dal comportamento di molte persone, si ha l’impressione che, proprio perché si tratta di risorse non individuali ma di proprietà pubblica, il rispetto venga meno. Ecco, impegniamoci una buona volta a rinsaldare il nostro sentimento comunitario, animandoci di sane responsabilità e sconfiggendo la PIGRIZIA CIVICA che ci affligge. 

14 thoughts on “Il senso civico prima di tutto: quando la colpa è soprattutto nostra

  1. AvatarAnonymous

    cose giuste….ma come scrivi PESANTE…..diciamo che siamo un
    pò tutti colpevoli….quelli che non rispettano le regole e quelli che
    vedono e per pigrizia fanno finta di non vedere……c’è pure da dire
    che se dici qualcosa T’ABBUSCHI A BEVE.
    MANCA IL CONTROLLO DA PARTE DI CHI E’ PREPOSTO…
    CASALE è diventato un cesso per cani ,non possiamo più
    guardarci in faccia quando camminiamo per strada perché
    dobbiamo guardare a dove mettiamo i piedi…PIU’ INCIVILTA’
    DI QUESTA……………..siamo nella MERDA….

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    1. AvatarAnonymous

      Oddio per carità la cacca dei cani per la strada fa schifo ed è vero ma a me sinceramente fa più schifo l immondizia lasciata ovunque, le urla degli ubriaconi che partono dal monumento e si sentono fino a sopra Santa Maria,lo schifo che lasciano nel parcheggio il sabato dopo il mercato e mi fa ancora più schifo quella gang che si aggira di sera sempre nel parcheggio e lascia bottiglie di vetro vuote e cicche di sigarette “magiche” ovunque!!

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      1. AvatarAnonymous

        ci sei mai capitato su una cacca … e te la sei portata a casa?
        provaci e poi mi farai sapere….

    1. AvatarAnonymous

      Ho capito , sei uno dei passeggiatori con i cani…..almeno
      portatevi paletta e sacchetto , lo prevede la legge!

      ANCHE QUESTO E’ MANCANZA DI SENSO CIVICO

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  2. AvatarAnonymous

    se ne dovrebbe parlare di più e più spesso, purtroppo scansiamo sempre l’argomento forse perché ci sentiamo tutti colpevoli ma la situazione fa rabbia e tanta

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    1. Avataranonymus

      Chi ti dice che non se ne sia mai parlato? Quante volte si sono viste foto dei marciapiedi casalesi sporchi, e non di nutella?
      Quante volte abbiamo visto foto di immondizia buttata a vanvera o ammucchiata in piazzetta senza alcuna logica?
      No, la verità è che ogni volta che si è cercato di farlo la colpa per assurdo, è stata addossata a chi documenta questi sconci, perchè infanga il buon nome di Casale, e non a chi li fa!

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  3. AvatarAnonymous

    FACCIO UN APPELLO AL SINDACO E AI SUOI COLLABORATOR
    I
    PRENDETE PROVVEDIMENTI

    ESISTONO DELLE REGOLE CHE DEBBONO ESSERE RISPETTATE

    MULTE A CHI NON RISPETTA LA LEGGE E UNA TASSA DI

    POSSESSO SUI CANI….OGGI IL CANE E’ DIVENTATO

    UN BENE DI LUSSO

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  4. AvatarAnonymous

    E una tassa sui coglioni che si sentono meglio dei cani ma in realtà fanno schifo

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    1. AvatarAnonymous

      Bisognerebbe mettere una tassa sulle capre che scrivono in rete…sai quanti soldini…..capre ! Capre ! Capre!!!!!

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