Salvini-Orban, l’M5S c’’entra più di quanto voglia far credere

Il fatto che l’incontro di Matteo Salvini, ministro degli Interni della Repubblica italiana e capo della Lega (nominalmente non più “Nord” ma geneticamente sempre uguale a se stessa), con Viktor Orban, premier d’Ungheria, non c’entri nulla con l’alleanza governativa come il M5S ripete come un mantra ad ogni occasione, è uno dei tanti alibi che non reggono più.

Tanto per essere chiari: Orban è uno dei leader più fascisti, razzisti e populisti che l’Europa ricordi da Adolf Hitler, tanto da essere degno erede del Partito delle Croci Frecciate il partito filonazista e antisemita che governò l’Ungheria dall’ottobre 1944 al gennaio 1945. Uno dei pochi pregi che la sua politica poteva avere è una difesa dell’identità nazionale che lo ha fatto accreditare come “sovranista” che crediamo non sia per nulla un difetto a meno di non portarla all’eccesso come lui che ha fatto costruire una barriera di filo spinato, lunga 175 chilometri e alta 4 metri al confine con la Serbia, per difendere i confini nazionali e contrastare ogni tipo di immigrazione, irregolare o umanitaria che fosse.

L’abbraccio del nostro Ministro degli Interni ha però un altro limite: l’interpretazione stessa dell’essere sovranista. Due sovranisti che si alleano sono in realtà una contraddizione in termini visto che, se ognuno pensa solo ed esclusivamente agli interessi del suo Stato Sovrano non potrà essere amico dell’altro fino in fondo visto che i reciproci interessi andranno prima o poi a collidere.

Torniamo però all’ennesimo atteggiamento politico farlocco del Movimento 5 Stelle, che con la politica a livello nazionale ed estero continua a mostrare tutti i suoi limiti: una delle parole d’ordine del M5S sembra essere “Mai più soldi a chi non aiuta l’Italia con la soluzione del problema immigrati”. D’accordo, in definitiva può essere anche condivisibile tale posizione, ma poi vien da chiedersi come mai l’alleato di governo, che condivide in toto tale atteggiamento, flirta con l’Ungheria che dà all’Europa circa un miliardo di euro, ne riceve 4,5 e prosegue imperterrita nel suo atteggiamento di chiusura totale specie di fronte a chi come l’Italia chiede collaborazione?

E ancora: il cosiddetto “gruppo di Visegrad” (Ungheria, appunto, con Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) si foraggia con i fondi europei (quindi anche nostri), stanno conoscendo il miglior periodo di sviluppo grazie a tali finanziamenti europei, e nonostante ciò si ostinano a proseguire pervicacemente nel proprio isolazionismo…

E NOI A PAROLE DICIAMO DI VOLER LOTTARE CONTRO QUESTA POSIZIONE, E CON I FATTI LA LEGITTIMIAMO!

Insomma l’atteggiamento ossessivamente ondivago del M5S dimostra essenzialmente due cose: in primis che in effetti quest’Europa non funziona e va radicalmente riveduta, ma in secondo luogo anche che, a loro scorno, gli alibi non finiscono mai e il Movimento ne fa uso a piene mani!

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