Legge Elettorale: Proporzionale o Maggioritario, è un dubbio solo tecnico?

Ci risiamo: ancora una volta il nostro Paese è alle prese con la legge Elettorale. Col voto del consiglio regionale piemontese sono cinque (tutti a guida centrodestra, con Lombardia, Veneto, Friuli e Sardegna) le Assemblee Regionali che, come prescrive la Costituzione, hanno votato (nell’arco di tre giorni!) una mozione per chiedere un referendum il cui obiettivo è cancellare la quota proporzionale del Rosatellum (l’arzigogolata legge elettorale vigente cui dobbiamo in parte l’instabilità politica degli ultimi mesi) per trasformare così la legge elettorale in un sistema del tutto maggioritario.

Adesso starà alla Corte Costituzionale pronunciarsi sull’ammissibilità o meno di tale richiesta e, in caso affermativo, si aprirà la via delle urne nella prossima Primavera. Quel che è certo è che da lunedì scatterà anche la corsa contro il tempo per chi, nella maggioranza di governo, è intenzionato a correggere il sistema in chiave proporzionale. Tanto più dopo l’approvazione definitiva del 7 ottobre della riforma costituzionale che prevede il taglio di 345 parlamentari. Una nuova normativa elettorale sarà indispensabile.

Ci risiamo appunto: Maggioritario o Proporzionale?

Siamo sempre stati affascinati dalle possibili virtù salvifiche del sistema maggioritario o del modello presidenziale o del “Sindaco d’Italia” addirittura, una proposta di molti anni fa dell’on. Gianfranco Fini che proponeva di trapiantare la legge elettorale vigente per i Comuni su scala nazionale in modo da garantire al Presidente del Consiglio una solida maggioranza, al pari, appunto, dei Sindaci. Ma dopo i poco esaltanti risultati del quasi-Maggioritario adottato in questi anni in Italia, siamo sicuri che la vera vocazione del nostro Paese non sia quella proporzionale?

Certo il dubbio è legittimo, e numerosi sono i detrattori del “vecchio Proporzionale”: Marco Damilano per esempio è sicuro che «Il ritorno al sistema proporzionale condannerebbe l’Italia al trasformismo e all’arretratezza politica». Per carità, parere autorevolissimo quello del Direttore dell’Espresso, uno dei migliori notisti politici del nostro Paese, ma ben vengano il trasformismo e la cosiddetta arretratezza politica se i risultati dovessero essere pari a quelli della Germania, ritenuta, e i fatti stanno lì a corroborare tale tesi, la Locomotiva d’Europa. Il sistema tedesco è sostanzialmente un proporzionale – con sbarramento al 5 per cento. importante per arginare e limitare al minimo l’eventuale trasformismo di gruppuscoli minori, i cosiddetti cespugli, o partitini da zero virgola – in cui la distribuzione del voto degli elettori si rispecchia più o meno esattamente in Parlamento: se un partito viene votato dal 30 per cento degli elettori, otterrà all’incirca il 30 per cento dei seggi.

È vero probabilmente, anzi sicuramente, la nuova conventio ad excludendum nei confronti dei sovranisti sta fornendo una brusca accelerata verso il nuovo-vecchio meccanismo elettorale proporzionale, e forse è anche giusto fidarsi poco di chi ti entra in casa, sbatte i piedi sul tavolo e cerca d’imporre la propria volontà con toni meno che diplomatici condannando l’Italia all’isolamento internazionale e alla scarsissima fiducia dei mercati, ma ci sarà un motivo se Forza Italia e quindi Silvio Berlusconi, vecchio volpone della politica, frena in maniera evidente sulla richiesta di maggioritario puro avanzata da Matteo Salvini e appoggiata da Giorgia Meloni. Il motivo è che così si consegnerebbero le sorti della coalizione di Centro-Destra al partito maggiore e quindi a Salvini: ebbene perché si dovrebbe fare la stessa cosa a livello più generale con chi ha sempre propugnato la secessione del Nord, solo oggi edulcorata col nome di autonomia, ma che rappresenta pur sempre una polpetta avvelenata, anche se forse in maniera più blanda?

Insomma il problema vero è che in Italia ancora una volta NON si deciderà per il bene del Paese e quindi della sua governabilità, bensì CONTRO qualcuno e per garantire durata al proprio potere. Garantire invece una fluida capacità decisionale al Governo della Repubblica e una maggiore esecutività … all’Esecutivo e agli organi legislativi, è anche una questione che ci riguarda da vicino: qualcuno dice che la Legge Elettorale non assicura lavoro o non aiuta a mettere il piatto in tavola, ma a noi non sembra la solita questione di lana caprina con cui spesso amano trastullarsi i politici.

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2 thoughts on “Legge Elettorale: Proporzionale o Maggioritario, è un dubbio solo tecnico?

  1. Anonymous

    I partiti di conseguenza i politici non servono nemmeno a farci crepare in santa pace.
    I politici italiani dovrebbero essere tutti orfani o figli unici, in un paese che aborre il merito, è inevitabile che il familismo assume il ruolo fondamentale per ogni carriera, per ogni guadagno, per ogni attività.
    Ci vorrebbe una sola legge “L’ESILIO POLITICO PER TUTTI I POLITICI ITALIANI”, una legge ottocentesca a salvaguardia del popolo “quello onesto” italiano

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  2. Anonymous

    abbiamo bisogno di gente ONESTA non di questi politicucci voltacabana per giunta squattrinati.
    questi con qualsiasi legge elettorale vivacchiano sempre, perchè non hanno altro modo di CAMPARE
    povero popolo italiano

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