Carinola: amarcord della BUONA POLITICA

Negli ultimi decenni lo sport nazionale e quindi uno dei più praticati sia a livello locale sia statale, è stato sparare a zero sulla politica, facendo di tutta l’erba un solo fascio. Eppure alcune volte, poche purtroppo, anzi pochissime visto che nell’amministrare l’eccezionale dovrebbe costituire la normalità, la politica ha dato prove di sé talmente buone che ancora oggi è bello parlarne a distanza di oltre vent’anni. È BELLO CIOÈ PARLARE DELLA BUONA POLITICA!

Il progetto di cui vogliamo parlare è il Piano Integrato Territoriale Litorale Domizio, chiamato per comodità PIT Domizio, ed era parte di una grande programmazione di recupero dei monumenti della zona del Litorale Domizio, pianificata tra il 2001 ed il 2004. Fu la Giunta di Antonio Bassolino, insieme alle amministrazioni di Sessa Aurunca, Cellole, Carinola, Mondragone, Castel Volturno, Villa Literno e Giugliano a varare il PIT Domizio. Questa programmazione, su cui venne richiesto ed ottenuto il cofinanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2000-2006, che con la deliberazione della Giunta Regionale 1789/2004 mise in cantiere una batteria di interventi sui beni culturali, tutti di straordinario valore, tra cui giova ricordare:

“Sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica di Punta San Limato e del complesso storico-monumentale di S. Marco”, CELLOLE – € 361.519,82

“Sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica di Liternum”, GIUGLIANO IN CAMPANIA – € 464.811,20 (I lotto) + € 2.750.000,00 (II lotto)

“Sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica di Monte Petrino e della via appia Antica”, MONDRAGONE – € 623.039,65

“Sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica di Suessa”, SESSA AURUNCA – € 774.685,33

“Recupero funzionale del borgo Centore”, CELLOLE – € 2.840.512,93

“Recupero funzionale del palazzo storico Tarcagnota”, MONDRAGONE – € 2.300.815,46

“Restauro del castello ducale e SESSA AURUNCA”, SESSA AURUNCA € 1.291.142,24 (I Lotto) + 1.000.0000 (II Lotto)

“Recupero, restauro conservativo e rifunzionalizzazione dell’Episcopio di Ventaroli “, CARINOLA – € 1.500.000,00

È da considerare, comunque, che quelli erano gli anni in cui, con altri programmi, a Sessa veniva riportato alla luce il Teatro Romano e a Carinola il Palazzo Petrucci-Novelli dopo il restauro tornava all’antico splendore, nonché si interveniva dal punto di vista statico, architettonico e conservativo sul monumentale convento di San Francesco. Una grande stagione, quindi, almeno dal punto di vista del recupero dei beni culturali, che tuttora andrebbero valorizzati e “sfruttati”.

Nonostante l’impegno che Teodolindo Iacovone, vicesindaco e assessore al Turismo dal 1999 sino al 2003, profuse al fine di immettere Carinola nella programmazione del PIT. Non fu facile. Come si può notare Carinola è l’unico Comune coinvolto che non affaccia a mare. I Comuni costieri faticarono a capire l’importanza della nostra presenza ed in un primo momento ci esclusero attuando una sorta di ostracismo. Teodolindo non si arrese e non mollò la presa, a botta di relazioni di insigni architetti e di esperti di flussi turistici, riportanti la tesi che lo sviluppo del litorale, in una logica integrata, non poteva escludere l’entroterra carinolese e le sue meraviglie. Ma fu sotto il brillantissimo assessorato di Argene Merola che si riuscì a perfezionare l’entrata di Carinola ed a curare tutto l’iter di progettazione ed assegnazione dei lavori a farsi. L’avvocato Luigi Verrengia senior ci mise la sua enorme autorevolezza e la sua capacità di persuasione in ossequio all’assunto che usare la propria personalità e le proprie entrature politiche per il bene comune non è mai sbagliato (anzi!), ed alla fine arrivò la tanto attesa telefonata di Marco Di Lello, l’allora assessore regionale al ramo, che annunciava l’inserimento del restauro dell’Episcopio nel PIT. A proposito, per ribadire una nostra proposta di qualche anno fa, che il comune di Carinola tenga viva la memoria di personaggi come l’avvocato Verrengia che ne hanno illustrato il nome, e non solo tra i confini cittadini, intitolandogli una strada o una piazza, ci sembra il minimo per onorarne il ricordo, cosa che scrivemmo per esempio anche per il compianto dottor Armando Trabucco che fu stimato medico condotto e politico apprezzato in ambito comunale e provinciale.

Veniamo ora all’attualità. Per completare in modo definitivo, affinché l’Episcopio non rimanga un’isolata “cattedrale nel deserto”, bisognerebbe dotare la Basilica di un parcheggio adeguato, di servizi igienici moderni e allargare e rifunzionalizzare la strada che dall’Appia conduce all’Episcopio. È bellissima! Si tratta di una stradina di campagna delimitata da antichi muretti a secco, ripetiamo è bellissima però… È STRETTA! E che non sia sufficientemente larga non lo diciamo noi, ma ci riferiamo a un ben preciso episodio risalente ai primi mesi del 2016 quando i mezzi della Rai-TV non riuscirono a transitare per trasferire all’Episcopio tutte le attrezzature per la trasmissione in diretta della Santa Messa domenicale, quella che poi venne irradiata da Casale.

Bisognerebbe procedere a un esproprio per allargarla? Lo si faccia! Si intaccherebbe parti di proprietà privata? Di fronte alla pubblica utilità non crediamo possano esserci interessi privati che tengano!  

Un’altra opera cui questo lavoro va agganciato, ma questo già sappiamo che si ha in animo di realizzarlo, sarà il Museo Matilde Serao: sembrerebbero due cose slegate, oltre alla comune matrice ventarolese in verità Matilde Serao è stata forse colei che in tempi relativamente recenti, parliamo della fine del XIX secolo, citandola nelle sue opere, ne ha tenuto viva la memoria e quindi sarebbe un lavoro dedicato anche a chi vi si recava per cercare un po’ di serenità quando l’Episcopio era purtroppo poco più di una stalla per gli armenti.

Che la BUONA POLITICA continui!

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