È stata ufficialmente presentata la Destination Management Organization (DMO) del Litorale Domizio, un progetto che mette insieme istituzioni, imprese e associazioni con un obiettivo chiaro: trasformare una delle aree più discusse della Campania in una destinazione turistica strutturata, riconoscibile e competitiva.
A promuovere l’iniziativa sono i comuni di Castel Volturno, Mondragone e Cellole, insieme alla Camera di Commercio di Caserta e alle principali associazioni di categoria: Confcommercio, Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura, Fiavet e il Consorzio Turistico Operatori Domizia. Un’alleanza ampia, che punta a fare sistema. Ed è proprio questo il punto.
La DMO non è solo un organismo burocratico. È, o dovrebbe essere, uno strumento operativo capace di coordinare la promozione turistica, attrarre investimenti, costruire un’identità territoriale condivisa e mettere in rete operatori pubblici e privati. Il Litorale Domizio, da sempre sospeso tra enormi potenzialità e criticità strutturali, prova così a cambiare passo: non più iniziative isolate, ma una strategia unitaria.
Qui nasce la domanda, tanto semplice quanto inevitabile: Carinola dov’è?
Il nostro Comune non compare tra i protagonisti di questa iniziativa. Eppure, per posizione geografica, storia e patrimonio culturale, non è affatto estraneo alla logica del progetto, anzi. Carinola rappresenta quel retroterra naturale che ogni destinazione costiera moderna cerca e valorizza tra borghi storici, produzioni agricole di qualità, percorsi enogastronomica e identità autentica, lontana dal turismo mordi e fuggi. In altre parole, ciò che oggi il turismo internazionale chiede.
A voler essere onesti la risposta è meno scontata di quanto sembri. Ebbene sì, Carinola ha potenzialità evidenti, ma una DMO non si costruisce solo sulle potenzialità: si costruisce sulla capacità di stare dentro un sistema e questo significa una progettualità concreta, una presenza istituzionale attiva, un dialogo con gli altri enti. Tutto ciò per favorire una visione strategica del turismo.
Allora la vera domanda diventa un’altra: Carinola ha espresso, negli ultimi anni, questa capacità?
Restare fuori da un progetto del genere non è solo una questione simbolica, è un rischio reale, perché oggi il turismo funziona per destinazioni integrate, non per singoli Comuni isolati. Chi resta fuori da queste reti perde visibilità, opportunità di finanziamento e perde capacità di attrarre flussi turistici organizzati, ma soprattutto rischia di essere raccontato da altri, senza poter incidere sulla propria narrazione.
Definire questa esclusione come un’occasione persa è comprensibile, ma forse prematuro visto che le DMO, per loro natura, possono allargarsi e fino al 31 dicembre di ogni anno possono includere nuovi territori, nuovi partner, nuove visioni. La vera questione, quindi, non è tanto ciò che è accaduto oggi, ma ciò che accadrà domani e quindi viene naturale chiedersi: Carinola proverà a entrare in questo sistema? Saprà costruire una proposta credibile? Oppure continuerà a restare ai margini, osservando gli altri fare rete?
Questa vicenda non riguarda solo il turismo, è una questione esistenziale oltre che come detto simbolica, perché mentre il Litorale Domizio prova, finalmente, a ragionare come sistema, Carinola è chiamata a decidere se vuole farne parte o continuare a muoversi da sola. Oggi, più che mai, non basterebbe avere risorse, cosa mai semplice, bisogna saper fare rete, pena restare indietro!