Autonomia Differenziata: ancora tu?

Sorpresa pasquale per il Sud: mittente? Il ministro leghista, il dentista, Roberto Calderoli… e il Governo! Si può esser condannati a morte per malasanità? Queste parole che suonano come una denuncia dura, quasi brutale, rappresentano la sintesi delle intenzioni del ministro Roberto Calderoli, del governo guidato da Giorgia Meloni e dei governatori regionali che sostengono il progetto dell’autonomia differenziata. Parole forti, che meritano però di essere analizzate nel merito, al di là della loro carica emotiva.

Al centro della polemica ci sono le PREINTESE sull’autonomia differenziata, già approvate dal Governo, che aprono alla possibilità per le Regioni di ottenere maggiori competenze e trattenere una quota più ampia delle risorse fiscali. In teoria, un meccanismo pensato per valorizzare l’efficienza amministrativa, ma in pratica, secondo i critici, un acceleratore delle disuguaglianze territoriali.

Il punto più delicato riguarda la Sanità. Se le Regioni più ricche potranno contare su maggiori risorse, sarà inevitabile, sostengono i detrattori, una competizione al rialzo su stipendi, infrastrutture e qualità dei servizi. Il risultato? Medici e infermieri attratti dal Nord, ospedali meridionali sempre più in difficoltà, e un aumento dell’emigrazione sanitaria già oggi consistente. Non è una previsione astratta: è un fenomeno già in atto da anni, con migliaia di cittadini del Sud costretti a spostarsi per curarsi, generando un flusso economico che finisce per rafforzare ulteriormente i sistemi sanitari settentrionali.

L’immagine evocata, “arricchimento del Nord sul dolore del Sud”, è volutamente provocatoria, ma coglie un nervo scoperto della questione italiana: il divario storico tra le due macro-aree del Paese, l’autonomia differenziata, senza adeguati correttivi, rischia di cristallizzare e amplificare questo divario. Se i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) non verranno definiti e finanziati in modo uniforme su tutto il territorio nazionale (come peraltro prevede la Costituzione!), il diritto alla salute potrebbe trasformarsi, di fatto, in un diritto variabile a seconda della latitudine.

A rafforzare le critiche interviene anche il riferimento alla sentenza n. 192 del 2024 della Corte Costituzionale, che ha posto paletti precisi: nessuna autonomia può essere concessa senza la preventiva determinazione e garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni. È un passaggio fondamentale, perché stabilisce un principio chiaro: prima si garantiscono i diritti, poi si distribuiscono le competenze. Invertire questo ordine significherebbe mettere a rischio l’uguaglianza sostanziale tra cittadini, sancita dalla Costituzione.

Il Movimento Equità Territoriale annuncia una strategia duplice: da un lato la mobilitazione politica, dall’altro il ricorso agli strumenti giuridici. L’obiettivo è impugnare le eventuali leggi attuative delle PREINTESE, qualora dovessero violare i principi indicati dalla Consulta. Parallelamente, l’appello rivolto ai presidenti delle Regioni che si sono opposti all’autonomia differenziata è quello di attivarsi direttamente davanti alla Corte Costituzionale, sollevando questioni di legittimità.

Al di là dei toni accesi, il tema resta profondamente politico e nazionale, non si tratta soltanto di uno scontro tra Nord e Sud, ma della tenuta complessiva del sistema Paese: la vera sfida sarà trovare un equilibrio tra autonomia e solidarietà, tra efficienza e uguaglianza. Perché se è legittimo premiare chi amministra meglio, è altrettanto doveroso garantire a tutti i cittadini italiani gli stessi diritti fondamentali, a partire da quello alla salute.

Tutto per rispettare un patto elettorale che si sta sbriciolando sotto i colpi di maglio del voto della gente: in principio si voleva il Referendum sulla Giustizia per accontentare Forza Italia e i figli politici di Berlusconi, l’Autonomia Differenziata per stendere un tappeto rosso davanti alle voglie di quegli avventurieri della Lega e, dulcis in fundo o meglio in cauda venenum, il Premierato per cullare le nostalgie dell’uomo solo al comando di Fratelli d’Italia.

Vergogna! Infamia!

Grazie a Dio, e al rinsavimento degli italiani, sta andando tutto a ramengo ma, purtroppo, nonostante i continui STOP di Costituzione e Corte Costituzionale l’Autonomia Differenziata viene portata avanti da quei galantuomini della Lega.

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