25 giugno 1946: 80⁰ dell’Assemblea Costituente

Il 25 giugno 1946 rappresenta una delle date più importanti della storia italiana contemporanea. In quel giorno, ottant’anni fa, si riunì per la prima volta a Palazzo Montecitorio l’Assemblea Costituente, chiamata a scrivere la nuova Carta fondamentale dello Stato dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale.

L’Italia usciva da anni drammatici. Le ferite del conflitto erano ancora aperte, le città portavano i segni delle distruzioni e il Paese era impegnato in una difficile opera di ricostruzione materiale e morale. Pochi giorni prima, il 2 giugno 1946, gli italiani erano stati chiamati alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica e per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente. Per la prima volta nella storia nazionale votarono anche le donne, protagoniste di una svolta democratica destinata a cambiare il volto del Paese.

La seduta inaugurale del 25 giugno si svolse nell’Aula di Montecitorio in un clima carico di emozione e responsabilità. I 556 deputati eletti erano espressione delle diverse culture politiche dell’Italia del dopoguerra: cattolici, socialisti, comunisti, liberali, repubblicani e rappresentanti di altre forze democratiche. Pur provenendo da esperienze e visioni differenti, essi erano accomunati dalla consapevolezza di dover costruire le basi istituzionali della nuova Italia.

Presidente provvisorio dell’Assemblea fu il socialista Giuseppe Saragat, in quanto il deputato più votato nelle elezioni del 2 giugno. Nei giorni successivi sarebbe stato eletto presidente dell’Assemblea Umberto Terracini, figura che avrebbe guidato i lavori costituenti fino all’approvazione della Carta.

L’Assemblea Costituente non aveva un compito semplice. Doveva infatti elaborare una Costituzione capace di garantire libertà, diritti e democrazia, evitando il ripetersi delle degenerazioni autoritarie che avevano caratterizzato il ventennio fascista. Da quel confronto nacque un testo che ancora oggi rappresenta il fondamento della nostra convivenza civile.

I lavori si svilupparono attraverso commissioni e dibattiti spesso intensi ma sempre orientati alla ricerca di un equilibrio tra le diverse sensibilità politiche. Particolare importanza ebbe la cosiddetta Commissione dei 75, incaricata di predisporre il progetto costituzionale da sottoporre all’esame dell’Assemblea.

Dopo circa diciotto mesi di lavoro, il 22 dicembre 1947 la Costituzione della Repubblica Italiana venne approvata. Entrò in vigore il 1° gennaio 1948, sancendo principi che ancora oggi guidano la vita della Nazione: la centralità della persona, l’uguaglianza dei cittadini, la tutela dei diritti fondamentali, la sovranità popolare e la separazione dei poteri.

Donne e uomini che, in un momento tra i più difficili della storia nazionale, seppero mettere da parte divisioni e interessi di parte per costruire un progetto comune: ecco cos’era l’Assemblea Costituente. La loro eredità continua a vivere nella Costituzione repubblicana, un patrimonio di valori che appartiene a tutti gli italiani e che ancora oggi rappresenta il punto di riferimento della nostra democrazia.

Ottant’anni dopo quella storica giornata del 25 giugno 1946, Montecitorio resta il simbolo di una stagione politica straordinaria, nella quale l’Italia seppe ritrovare se stessa e gettare le fondamenta della Repubblica in cui viviamo.

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