I deputati di Fratelli d’Italia Marco Cerreto, Gerolamo Cangiano e Gaetana Russo hanno espresso soddisfazione per la risposta fornita dal Governo alle interrogazioni presentate sul tema dei premi assicurativi e delle evidenti disparità che continuano a penalizzare molte aree del Mezzogiorno.
Si tratta di una questione che da anni alimenta polemiche e proteste. I numeri, del resto, parlano da soli. Nelle province di Caserta e Napoli la percentuale di autoveicoli assicurati con la cosiddetta “scatola nera” raggiunge rispettivamente il 64,1% e il 53,1%, percentuali molto elevate che testimoniano come gli automobilisti del territorio abbiano ampiamente aderito a strumenti pensati per monitorare i comportamenti di guida e ridurre il rischio di frodi.
Eppure, nonostante ciò, le tariffe continuano a rimanere tra le più alte d’Italia. Per i motocicli, infatti, Napoli registra premi medi che sfiorano i 577 euro annui, mentre Caserta supera i 523 euro. Una situazione che appare paradossale: chi accetta controlli più stringenti e si dota di strumenti che dovrebbero favorire una valutazione più corretta del rischio continua a pagare molto più degli altri.
Non è un caso che proprio su questo tema, nei giorni scorsi, si sia svolto in Piazza del Plebiscito a Napoli un flash mob promosso dal Movimento Equità Territoriale (MET), da tempo impegnato in battaglie contro le disparità che colpiscono il Sud. Una mobilitazione che ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica un problema tutt’altro che marginale, considerando il peso che i costi assicurativi hanno sui bilanci delle famiglie.
I tre parlamentari di Fratelli d’Italia si dichiarano soddisfatti dell’attenzione mostrata dal Governo. Sarebbe auspicabile condividere il loro stesso entusiasmo e sperare che dalle parole si passi finalmente ai fatti. Tuttavia, non è facile ignorare una domanda di fondo: può davvero un Governo di cui la Lega rappresenta una componente essenziale adottare misure capaci di incidere concretamente a favore delle finanze del Mezzogiorno?
Anche ammettendo che sul fronte assicurativo possano arrivare interventi efficaci, il problema non si esaurisce certo nelle polizze più care applicate agli automobilisti meridionali. La questione diventa molto più seria quando a sottrarre risorse al Sud è lo Stato stesso oppure quando vengono sostenute proposte come l’Autonomia Differenziata, cavallo di battaglia della Lega e progetto che continua a suscitare fortissime perplessità.
Non va dimenticato che la Corte Costituzionale ha già espresso rilievi pesanti su parti significative dell’impianto normativo proposto. Eppure alcuni esponenti leghisti sembrano intenzionati a proseguire sulla stessa strada, come se quei richiami non fossero mai arrivati.
Negli ultimi giorni è circolato anche un elenco di parlamentari eletti nelle regioni meridionali che, seguendo le indicazioni dei rispettivi partiti, hanno sostenuto posizioni considerate da molti contrarie agli interessi del Sud. È un tema che merita una riflessione seria.
Per questo sarebbe interessante conoscere fin da ora quale sarebbe la posizione di Marco Cerreto, Gerolamo Cangiano, Gaetana Russo e degli altri parlamentari meridionali della maggioranza qualora il Governo chiedesse loro di sostenere nuovamente un progetto di Autonomia Differenziata nei termini auspicati dalla Lega.
La battaglia contro le discriminazioni assicurative è certamente importante e merita sostegno. Ma la vera cartina di tornasole per capire quanto contino realmente gli interessi del Mezzogiorno all’interno della maggioranza di governo potrebbe essere proprio un’altra: verificare come i rappresentanti del Sud voteranno quando saranno chiamati a scegliere tra la disciplina di partito e la tutela dei territori che li hanno eletti.
Perché da quelle scelte, più che dalle dichiarazioni di circostanza, gli elettori potranno comprendere con maggiore chiarezza chi difende davvero il Mezzogiorno e chi, invece, è disposto a sacrificarne le ragioni in nome degli equilibri politici nazionali.