Tag: comune di Carinola

  • Ordinanza traffico Casanova (la strada)

    Ordinanza traffico Casanova (la strada)

    Il Comune di Carinola interviene sulla viabilità della frazione di Casanova con un’ordinanza che dispone modifiche temporanee alla circolazione per consentire lavori urgenti alla rete idrica. Il provvedimento, identificato con il numero 26 del 18 aprile 2026 e firmato dal Comandante della Polizia Municipale, introduce un divieto di transito in un tratto specifico della viabilità locale al fine di garantire lo svolgimento in sicurezza degli interventi programmati.

    Nel dettaglio, il divieto riguarderà la strada comunale che collega via Tenente Budetti a via S. Tenente Montano. La limitazione entrerà in vigore alle ore 8:00 del giorno 20 aprile 2026 e resterà valida fino al completamento dei lavori, senza una precisa indicazione dell’orario di riapertura, proprio perché subordinata alla conclusione delle operazioni sul campo.

    La decisione nasce dalla necessità di consentire l’occupazione della sede stradale da parte del cantiere e di tutelare sia gli operatori impegnati nei lavori sia i cittadini in transito.

    L’intervento è stato richiesto dalla società ITL Spa, incaricata delle opere sulla condotta idrica, e si inserisce in un quadro più ampio di manutenzione e adeguamento delle infrastrutture locali. La ITL Spa dovrà provvedere alla segnaletica stradale necessaria, garantire l’utilizzo di dispositivi di sicurezza da parte degli operai e ripristinare lo stato dei luoghi al termine dei lavori, assicurando la completa pulizia dell’area e la riparazione di eventuali danni causati al manto stradale o a terzi.

  • KOCCA: Moda Calena

    KOCCA: Moda Calena

    “Kocca annuncia la nomina di Federica Costanzo come Chief Marketing Officer, rafforzando ulteriormente il proprio percorso di crescita e consolidamento nel panorama fashion internazionale. Con una solida esperienza nel marketing strategico e nella costruzione di brand identity contemporanee, Federica Costanzo entra in Kocca con l’obiettivo di guidare l’evoluzione del posizionamento del marchio, sviluppando una visione integrata tra comunicazione, retail e customer experience.

    Nel suo ruolo, sarà responsabile della definizione e implementazione delle strategie di marketing globali e della gestione e sviluppo del canale e-commerce, con particolare focus sull’innovazione digitale e sul rafforzamento del dialogo con le nuove generazioni, anche attraverso l’adozione di modelli avanzati che integrano l’intelligenza artificiale a supporto delle strategie di comunicazione, contribuendo ad anticipare i trend e costruire relazioni sempre più efficaci e mirate con la propria audience.

    “L’ingresso di Federica rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso di sviluppo”, dichiara Andrea Miranda, consigliere delegato di Kocca srl. “La sua visione strategica e la capacità di interpretare i linguaggi attuali del brand contribuiranno a rafforzare la nostra identità e ad amplificare la presenza del marchio sui mercati internazionali”.
    “Sono entusiasta di entrare a far parte di Kocca in un momento così dinamico per il brand”, afferma Federica Costanzo. “L’obiettivo è costruire un ecosistema di comunicazione coerente e distintivo, capace di valorizzare il DNA del marchio e di creare connessioni autentiche con la community”.

    Questa nomina si inserisce in un più ampio piano di sviluppo aziendale volto a consolidare il ruolo di Kocca come brand di riferimento nel segmento contemporary fashion, attraverso un approccio sempre più orientato all’esperienza e al rafforzamento del valore di marca.”

    ———————————–

    Il comunicato stampa emesso qualche giorno fa da Kocca, noto brand della moda, che riportiamo integralmente sopra, racconta il raggiungimento di un notevole traguardo professionale di una giovane donna manager carinolese: Federica Costanzo (figlia del dott. Gabriele Costanzo e della dott.ssa Marialuisa Golia).

    Quella di Federica è la storia di una donna in carriera stimata ed apprezzata in ambienti lavorativi molto competitivi che contribuiscono al successo del Made in Italy nel mondo.
    Abbiamo voluto evidenziare questa notizia senza dubbio perché ci inorgogliscono i risultati importanti raggiunti dai nostri concittadini. Ma anche perchè crediamo che in questo particolare momento sia necessario dare spazio e respiro a notizie positive, capaci di rilanciare la forza di impegnarsi sempre con determinazione sul lavoro, di mantenere viva la fiamma della speranza e di alimentare sempre la capacità di sognare, tutte doti che caratterizzano la nostra Federica .

    Auguri a Federica Costanzo per il nuovo incarico.

  • Flower Top: sogno breve ma intenso

    Flower Top: sogno breve ma intenso

    Casale, 1977. C’è chi guarda a quegli anni con il filtro scuro della cronaca, etichettandoli solo come Anni di Piombo. Ma per chi li ha vissuti nel cuore pulsante della nostra terra, quegli anni non suscitano rimpianti rimpianti o timori, ma chiedono, come se fossero una persona, di essere raccontati. Erano tempi vibranti, mossi da un’energia diversa, forse più sana, sicuramente più umana. Erano gli anni in cui la musica non era solo un suono, ma un richiamo a cui non si poteva restare indifferenti.

    In questo scenario, quasi come un incantesimo che si sprigiona da un garage privato, nasce un nome che ancora oggi, a chi ha qualche primavera in più sulle spalle, fa battere il cuore: Flower Top.

    Eredi diretti de I figli di Cupido, i Flower Top non erano solo una band, erano un frammento di giovinezza casalese che decideva di sfidare il silenzio, anche se a tratti questo silenzio era stato già rotto da esperienze indimenticabili come Il Circolo Culturale l’Arcobaleno e la libera emittente radiofonica Radio Casale. Torniamo però ai Flower Top, il nucleo originale del complesso, termine un po’ vintage forse ma adatto a quei tempi, era un mosaico di talenti e passioni: Giuseppe La Vecchia dettava il ritmo alla batteria, Roberto La Vecchia sosteneva l’armonia al basso, mentre la voce inconfondibile di Luigi “Giggino” Anfora portava le melodie verso il cielo. A completare l’opera, Giovanni Traglia, chitarrista ritmico ma anche sapiente tecnico del suono e coreografo, ed Enzo Compagnone, l’anima letteraria del gruppo, colui che con i suoi testi dava voce ai sentimenti di una generazione, pur attingendo ai grandi successi del tempo.

    Con il passare dei mesi, la famiglia si allargò, accogliendo nuove energie: Salvatore Conforti, il talento falcianese di Ugo Zannini (oggi stimato archeologo), i teanesi Mario ed Enzo Ferrara, e il ricordo sempre vivo del compianto Giuliano De Robbio, il poliziotto di San Marco che alla divisa sapeva alternare la magia delle note.

    Il debutto fu una folgore. Era il maggio del 1978, durante la Festa di San Pasquale. Da quel momento, le piazze di Sessa Aurunca, Teano, Scauri, Casi, Gusti e San Marco impararono a conoscere la loro grinta, sempre sotto la guida sicura del presentatore ufficiale, Mattia Verrengia.

    Ma c’era un dettaglio che rendeva le loro esibizioni leggendarie, un tocco di poesia ruspante e indimenticabile: il loro palco era un “gigante semovente”. Non c’erano riflettori fissi o strutture faraoniche; la musica viaggiava sul cassone del camioncino di Giuseppe Fiorillo o sull’OM50 di Mattia. Quel mezzo, che di giorno faticava trasportando cassette di frutta, la sera si trasformava magicamente nel tempio del rock locale, portando la band e i suoi strumenti tra la gente.

    Perché un nome così suggestivo? Flower Top. Evoca cime innevate, fiori rari, sogni d’alta quota. Ma la realtà è ancora più bella perché radicata nella nostra terra: il nome fu “rubato” da Mattia a una varietà di pesche che proprio allora dominava i mercati ortofrutticoli campani. Un omaggio alle radici, alla natura e alla dolcezza di quella stagione della vita.

    Tutte queste notizie si debbono alla cortesia e alla disponibilità dei succitati amici che, strappati ai loro impegni quotidiani, sono stati da noi contattati: adesso, però, lasciamo spazio ad un nostro ricordo personale.

    Non era solo svago. I Flower Top avevano un cuore che batteva all’unisono con le ferite dell’Italia. Resta scolpito nella memoria il veglione di Capodanno del 1981. Mentre per noi ragazzi era una notte di luci e balli, per loro era una missione: raccogliere fondi per i fratelli colpiti dal devastante terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980. Un gesto nobile, un’armonia di solidarietà che superava il suono degli amplificatori.

    Tutto ciò che è intenso brucia in fretta. Il cammino, iniziato tra i fiori di pesco nel ’78, trovò il suo epilogo nel Capodanno del 1983. Non ci furono liti o rotture drammatiche, ma solo il fluire inesorabile del tempo. «Per colpa della vita che cambia», come ha detto uno di loro. Le strade si separarono, le responsabilità presero il posto delle prove in via Vignai, e il silenzio tornò nel garage di Giggino.

    È stato un sogno breve, è vero. Ma quanto è stato intenso? E quanto è dolce, oggi, chiudere gli occhi e sentire ancora quell’eco che arriva dal cassone di un vecchio OM50, ricordandoci che certi sogni meritano, sopra ogni cosa, di essere stati vissuti.

    Abbiamo ripubblicato questa storia nella speranza di viverne altri di sogni visto che Casale ha un altro gruppo, gli Old Friends Vintage Band e cioè Franco Mancini, Sergio D’Angelo, Sergio Maina, Albino e Manuel Migliozzi, il giovane ultimo acquisto in ordine di tempo ma che già da qualche anno ha dato prova del suo estro, che sono mossi dalla stessa passione e cioè la musica, con un condimento fondamentale, l’amicizia. È dal 2014 che questo sodalizio va avanti anche se, come i Flower Top, è sempre più difficile conciliare impegni lavorativi e familiari con un hobby nato da bambini e diventato adulta con loro.

  • Corso di balli popolari

    Corso di balli popolari

    Con grande soddisfazione comunichiamo l’avvio del Corso di Balli Popolari, un percorso dedicato alla riscoperta delle nostre tradizioni e del patrimonio culturale che da secoli unisce le comunità attraverso il ritmo, il gesto e la festa condivisa.

    Grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale, le lezioni si svolgeranno presso il prestigioso Palazzo Novelli, a Carinola, cornice storica ideale per accogliere un’attività che intreccia memoria, socialità e movimento.

    Il corso guiderà i partecipanti attraverso passi base, ritmi tradizionali e semplici sequenze, con l’obiettivo di valorizzare la danza popolare come esperienza culturale, sociale e comunitaria.

    Con questo progetto desideriamo rinnovare un legame antico e prezioso: quello tra la nostra terra, le sue tradizioni e le persone che la vivono.

    Vi aspettiamo per danzare insieme e dare nuova voce alla nostra eredità popolare.

    * Per informazioni e iscrizioni invitiamo gli interessati a contattarci tramite i nostri canali ufficiali e al numero whatsapp 3201311643.

    Ufficio Stampa APS Un passo dal domani

  • Fatto di sangue tra nobili

    Fatto di sangue tra nobili

    Nel cuore del tardo Rinascimento italiano, quando Napoli era una delle capitali più vive e contraddittorie d’Europa, si consumò uno dei più celebri e inquietanti fatti di sangue della storia nobiliare: l’omicidio della moglie e dell’amante da parte di Carlo Gesualdo. Una vicenda che, ancora oggi, continua ad affascinare storici, musicologi e narratori per la sua miscela di passione, potere, arte e violenza.

    Carlo Gesualdo nacque nel 1566 in una delle famiglie più influenti del Regno di Napoli, allora sotto la corona spagnola. Era principe di Venosa e conte di Conza, titoli che lo collocavano ai vertici dell’aristocrazia meridionale. Molto più rilevante, però, era il lato materno: sua madre, Girolama Borromeo, apparteneva alla potente famiglia Borromeo di Milano. Questo lo rendeva nipote diretto di uno dei più importanti protagonisti della Controriforma cattolica dopo il Concilio di Trento, Carlo Borromeo, poi santo, che era suo zio materno. Sempre attraverso i Borromeo, Carlo Gesualdo era imparentato con altri esponenti di spicco dell’alta nobiltà e del clero, inserendosi in una rete di potere che univa Milano, Roma e Napoli. Cresciuto in un ambiente colto e raffinato, Gesualdo sviluppò presto una sensibilità artistica fuori dal comune, diventando uno dei compositori più originali del suo tempo, celebre per i suoi madrigali carichi di tensione emotiva e ardite dissonanze.

    I madrigali, erano composizioni musicali vocali tipiche del Rinascimento, diffuse soprattutto in Italia tra il XVI e l’inizio del XVII secolo. Si trattava di brani scritti per più voci, generalmente da tre a sei, eseguiti senza accompagnamento strumentale, anche se in alcuni casi gli strumenti potevano raddoppiare le parti vocali. Nato come forma di espressione colta e raffinata, non era destinata alla chiesa ma agli ambienti aristocratici e alle corti, essendo “musica da camera”, pensata per un pubblico ristretto, colto e capace di apprezzare le sottigliezze del rapporto tra musica e poesia. I testi erano spesso tratti da autori importanti, come Francesco Petrarca o Torquato Tasso, e trattavano quasi sempre temi amorosi, ma anche tormenti interiori, contrasti emotivi, passioni e sofferenze. I compositori cercavano di “dipingere” il significato del testo attraverso le note: se il testo parlava di dolore, la musica diventava dissonante e tesa; se evocava gioia o dolcezza, le armonie si facevano più morbide e fluide. Era, in sostanza, una forma di espressione emotiva estremamente sofisticata.

    Dietro la sua produzione musicale si agitava una personalità tormentata, segnata da inquietudini profonde e da un senso quasi ossessivo dell’onore. Nel 1586 sposò Maria d’Avalos, donna di straordinaria bellezza, di qualche anno più vecchia di lui e già vedova due volte; in tal modo Gesualdo si unì a una delle famiglie più influenti del Regno di Napoli. I d’Avalos erano di origine spagnola e avevano un ruolo di primo piano nella politica e nella vita militare del regno. Il matrimonio, combinato secondo le logiche dinastiche dell’epoca, univa due casate potenti, ma non fu mai realmente felice. Maria era brillante, vivace, abituata alla vita mondana della corte napoletana, mentre Gesualdo, più introverso, si rifugiava sempre più nella musica e nella solitudine.

    Fu proprio nella vivace società aristocratica napoletana che Maria intrecciò una relazione clandestina con Fabrizio Carafa, duca d’Andria e poco più che trentenne. Carafa era un uomo affascinante e coraggioso, ben noto negli ambienti di corte. La loro relazione, inizialmente segreta, divenne ben presto oggetto di sussurri e pettegolezzi, fino a giungere alle orecchie dello stesso Gesualdo. Nel contesto culturale e giuridico del XVI secolo, il tradimento coniugale non era soltanto una questione privata, ma un’offesa gravissima all’onore familiare, soprattutto per un nobile e la vendetta, in questi casi, era spesso tollerata se non addirittura giustificata. Gesualdo, ferito nell’orgoglio e consumato dalla gelosia, iniziò a pianificare quindi la sua vendetta con fredda determinazione.

    Nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 1590, nel palazzo di famiglia a Napoli, situato nel cuore della città antica, zona di piazza San Domenico Maggiore, nei pressi dell’attuale Palazzo Sansevero, mise in atto il suo piano. Fingendo di partire per una battuta di caccia, Gesualdo lasciò intendere che sarebbe stato assente, mentre in realtà si nascose per sorprendere gli amanti. Quando ebbe la certezza della presenza di Carafa nelle stanze di Maria, fece irruzione accompagnato da alcuni fidati servitori. La scena che si presentò ai suoi occhi fu quella che temeva e al tempo stesso cercava: i due amanti insieme e a quel punto esplose la violenza: Gesualdo uccise entrambi con numerosi colpi, usando spada e pugnali con un accanimento che andava oltre il semplice “delitto d’onore” e infierendo sui corpi con gesti che andavano al di là della semplice esecuzione di una vendetta tanto è vero che le cronache raccontano di una furia brutale, quasi rituale, come se l’atto dovesse cancellare non solo il tradimento, ma anche l’onta pubblica che ne derivava.

    Dopo il delitto, i corpi furono esposti pubblicamente, secondo una pratica che aveva lo scopo di dimostrare la legittimità dell’azione e ristabilire l’onore violato. L’episodio suscitò enorme scalpore, ma, come spesso accadeva in simili contesti, Gesualdo non subì conseguenze giudiziarie significative. La sua posizione sociale e la concezione dell’onore vigente gli garantirono una sorta di impunità poiché Carlo Gesualdo non era solo un principe e un compositore, ma un nodo centrale in una fitta rete di parentele che univa aristocrazia feudale, grandi casate italiane e persino i vertici della Chiesa cattolica. Questa posizione privilegiata contribuì in modo decisivo alla sua sostanziale impunità dopo il delitto.

    Tuttavia, se la giustizia terrena non lo colpì, fu probabilmente la sua coscienza a perseguitarlo. Dopo l’omicidio, Gesualdo si ritirò sempre più spesso nei suoi feudi, vivendo una vita appartata e segnata da un crescente isolamento. Le sue opere musicali successive sembrano riflettere questo tormento interiore: armonie spezzate, tensioni irrisolte, un linguaggio sonoro che anticipa sensibilità molto più moderne, non a caso dai suoi madrigali più maturi emergono atmosfere cupe, spezzate, a tratti quasi moderne, tanto da far dire a molti studiosi che Gesualdo fosse avanti di secoli rispetto al suo tempo. In lui il madrigale non è più soltanto un elegante esercizio di stile rinascimentale, ma diventa una vera e propria confessione musicale, un luogo in cui le emozioni più profonde e oscure trovano voce.

    Dopo il tragico episodio dell’omicidio, Gesualdo si risposò con Eleonora d’Este, entrando così in relazione con la prestigiosa casa d’Este, una delle più importanti dinastie rinascimentali italiane, signori di Ferrara. Questo secondo matrimonio lo collegò a un ambiente culturale raffinatissimo, dove la musica e le arti erano particolarmente sviluppate.

    La sua figura rimane oggi sospesa tra genio e follia, tra artista innovatore e uomo segnato da un gesto estremo: il compianto cantautore Franco Battiato dedica al madrigalista Carlo Gesualdo la canzone intitolata proprio “Gesualdo da Venosa”. Il fatto di sangue del 1590 non è soltanto un episodio di cronaca nera rinascimentale, ma uno specchio della società del tempo, in cui potere, onore e violenza si intrecciavano in modo indissolubile: raccontare questa storia significa anche entrare nelle pieghe più oscure del Rinascimento italiano, spesso idealizzato come epoca esclusivamente di luce e bellezza, ma in realtà attraversato da passioni violente e conflitti profondi. E forse è proprio questa ambivalenza che rende ancora oggi la vicenda di Carlo Gesualdo, morto l’8 settembre del 1613, così potente e irresistibile.

  • Rottamazione cartelle: necessità e realismo

    Rottamazione cartelle: necessità e realismo

    Il Consiglio Comunale di Carinola, con la delibera n. 13 dell’11 aprile 2026, ha approvato il regolamento per la definizione agevolata delle entrate tributarie locali, recependo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026. In termini più semplici, si tratta della possibilità per i cittadini di regolarizzare i propri debiti con il Comune pagando solo l’importo originario, senza sanzioni né interessi.

    La decisione si inserisce in un contesto tutt’altro che ordinario: Carinola è infatti in stato di dissesto finanziario dal 2022, una condizione che impone all’amministrazione di recuperare quante più risorse possibili per far fronte ai debiti accumulati nel tempo. In questa situazione, i tributi non riscossi rappresentano una riserva importante, ma spesso solo sulla carta.

    Molti di questi crediti, infatti, sono datati, difficili da recuperare e legati a posizioni ormai compromesse. Insistere con le procedure ordinarie di riscossione significa spesso affrontare tempi lunghi, costi elevati e risultati incerti. È proprio da questa consapevolezza che nasce la scelta di aderire alla cosiddetta rottamazione: meglio incassare subito almeno il capitale, piuttosto che inseguire per anni somme che rischiano di non essere mai recuperate. La rinuncia a sanzioni e interessi è quindi una decisione pragmatica. Eliminando gli importi aggiuntivi, si rende più accessibile la possibilità di mettersi in regola e si favorisce un’adesione più ampia da parte dei contribuenti. O almeno si spera!

    Dal punto di vista dell’ente, l’obiettivo è chiaro: trasformare crediti incerti in liquidità immediata. Le somme recuperate saranno infatti fondamentali per alimentare la massa attiva gestita dall’Organo Straordinario di Liquidazione, chiamato a fronteggiare i debiti del Comune. Più risorse si riescono a incassare in tempi rapidi, maggiori saranno le possibilità di accelerare il percorso di risanamento e avvicinare il ritorno a una gestione finanziaria ordinaria.

    Non si tratta, ovviamente, di una soluzione definitiva ai problemi finanziari del Comune. Ma è un passo concreto, forse inevitabile, nella direzione di una gestione più realistica delle risorse.

  • SMS truffaldini sulla TARI

    SMS truffaldini sulla TARI

    Come purtroppo ben sappiamo negli ultimi mesi il fenomeno delle truffe digitali ha assunto proporzioni sempre più preoccupanti, adattandosi rapidamente ai temi più sensibili per i cittadini. Dopo le campagne fraudolente che hanno colpito utenti fingendosi istituti bancari, enti pubblici, militari o servizi sanitari, ora i truffatori hanno trovato un nuovo terreno fertile: la tassa sui rifiuti, meglio conosciuta come TARI.

    Sta infatti circolando in tutta Italia una nuova truffa via SMS, costruita con un meccanismo tanto semplice quanto efficace. I cittadini ricevono un messaggio apparentemente ufficiale, nel quale si segnala un presunto mancato pagamento della TARI o un’irregolarità nella propria posizione. Il tono è spesso urgente e allarmistico: si invita a saldare immediatamente quanto dovuto per evitare sanzioni o addirittura azioni legali. All’interno del messaggio è quasi sempre presente un link che rimanda a un sito web, graficamente molto simile a quello di un ente comunale o di una piattaforma di pagamento ufficiale. Ed è proprio qui che si nasconde il vero pericolo. Una volta cliccato, l’utente viene indirizzato verso una pagina in cui gli viene chiesto di inserire dati personali e, soprattutto, informazioni sensibili come numeri di carta di credito o coordinate bancarie. In alcuni casi, viene richiesto anche il pagamento immediato di una somma di denaro.

    La truffa è stata segnalata nei giorni scorsi in Toscana, poi nel Lazio, adesso è stato il vicino comune di Maddaloni ad esserne colpito, e ora temiamo possa far breccia anche nel Carinolese. Si tratta di una classica operazione di phishing, cioè un tentativo di sottrarre dati personali fingendosi un soggetto affidabile. Il problema è che il riferimento alla TARI rende il messaggio particolarmente credibile: tutti i cittadini sanno di dover pagare questa tassa e spesso non ricordano con precisione scadenze e importi.

    La forza di questo raggiro sta nella sua capacità di sfruttare tre elementi fondamentali: l’urgenza, che spinge la vittima ad agire senza riflettere, l’apparente ufficialità, con nomi e loghi simili a quelli dei Comuni, la confusione, legata alla gestione spesso complessa dei tributi locali. Comincia a diventar sempre più difficile distinguere tra comunicazioni autentiche e fraudolenti.

    Per evitare di cadere in queste trappole è fondamentale adottare alcune semplici ma efficaci precauzioni:

    • Non cliccare mai su link sospetti ricevuti via SMS
    • Verificare sempre la fonte, contattando direttamente il proprio Comune
    • Non fornire dati personali o bancari attraverso link ricevuti via messaggio
    • Controllare eventuali comunicazioni ufficiali tramite i canali istituzionali

    È bene ricordare che gli enti pubblici, nella quasi totalità dei casi, non richiedono pagamenti tramite SMS né invitano a inserire dati sensibili attraverso link esterni. Come sempre la difesa più efficace resta sempre l’informazione: conoscere questi meccanismi è il primo passo per evitarli.

  • Caserta: Commissioni elettorali circondariali

    Caserta: Commissioni elettorali circondariali

    La Provincia di Caserta ha pubblicato un avviso pubblico, volto alla designazione dei componenti della Commissione Elettorale Circondariale e delle relative Sottocommissioni operanti sul territorio provinciale. Con questo avviso, il Presidente della Provincia invita i cittadini elettori a candidarsi per ricoprire il ruolo di componenti delle Commissioni elettorali.

    La richiesta nasce da una nota ufficiale della Prefettura di Caserta, che ha sollecitato l’Ente ad attivare la procedura per la designazione complessiva di ben 78 componenti, tra effettivi e supplenti, e si tratta di un passaggio fondamentale per il corretto funzionamento del sistema elettorale locale, disciplinato dal D.P.R. 20 marzo 1967, n. 223. Le Commissioni interessate comprendono: la Commissione Elettorale Circondariale di Caserta e dodici Sottocommissioni distribuite nei principali ambiti territoriali, tra cui Aversa, Capua, Carinola, Sessa Aurunca, Teano e altri centri strategici della provincia.

    La normativa stabilisce criteri ben precisi per poter partecipare. In particolare, i candidati devono essere elettori di uno dei Comuni del circondario, non far parte dell’amministrazione comunale, possedere almeno il titolo di studio della scuola media inferiore oppure aver maturato esperienza di almeno due anni in commissioni elettorali e non essere dipendenti dello Stato, della Provincia, dei Comuni o di enti pubblici assistenziali. Si tratta dunque di un incarico che mira a garantire indipendenza, competenza e imparzialità.

    L’attività svolta all’interno delle Commissioni elettorali è cruciale per la tutela della regolarità delle liste elettorali. Tra i principali compiti vi sono il controllo delle operazioni effettuate dalle commissioni comunali, la decisione sui ricorsi presentati dai cittadini e la verifica delle iscrizioni e cancellazioni dalle liste elettorali.

    Nonostante l’importanza del ruolo, l’incarico è a titolo gratuito, con il solo rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute.

    Gli interessati devono presentare la propria candidatura esclusivamente via PEC, allegando domanda compilata secondo il modello previsto, documento di identità in corso di validità e curriculum vitae. L’invio deve riportare nell’oggetto la dicitura: “CANDIDATURA CEC/SEC 2026”

    La scadenza fissata è l’8 maggio 2026. Tuttavia, l’avviso prevede una clausola importante: resterà valido anche oltre tale termine fino al raggiungimento del numero necessario di candidati.

  • La domenica andando alla messa

    La domenica andando alla messa

    Fermo ad ammirare l’ennesimo incredibile spreco di denaro pubblico senza alcun utilità pubblica. Fare per fare, spendere per spendere, è un leitmotiv che d’almeno trent’anni caratterizza gran parte “l’opera” e la lungimiranza di quasi tutte le amministrazioni comunali succetudesi fino a oggi.

    Non un progetto serio o una visione organica, ma “fare e spendere” a prescindere…!

    La quintessenza del “fare per fare e spendere per spendere” è il “mostro” di Nocelleto cosiddetto Palazzetto dello Sport (!), ancora in via di completamento , dopo trent’ anni dalla posa della prima pietra. Praticamente i ragazzi di ieri che ne avrebbero dovuto godere sono i nonni di oggi.

    E non crediate che il campo di calcetto “monta e smonta” in piazza parcheggio Nocelleto non sia frutto di un acume ingegneristico di grande scuola.

    Mentre alla piccola frazione di Santacroce, laddove si poteva immaginare di costruire un qualcosa che potesse essere punto d’ incontro per i nostri amici di quella nobile frazione, tipo circolo sociale, un approfondito studio di politici e tecnici ha partorito la brillante idea di fare un parchetto per i bambini, già prigioniero di erba alta e abbandonato al suo destino , laddove bambini ve ne sono davvero pochini , e addirittura due campetti di bocce , in prossimità di essere inghiottiti dai cespugli di erba e rovi, laddove non ci sono né bocciatori e ne bocce.

    E vai con la prossima invenzione ” del fare per fare e spendere per spendere…”

    Da Carinola , Comune delle ” meraviglie ” è tanto ma non tutto… Buona domenica!

    Lorenzo Razzino

  • Vinitaly 2026: Campania, Caserta, Carinola

    Vinitaly 2026: Campania, Caserta, Carinola

    L’edizione 2026 di Vinitaly 2026 conferma ancora una volta il ruolo centrale della Campania nel panorama vitivinicolo italiano. La presenza regionale si distingue per numeri importanti e per una rappresentanza territoriale ampia, che coinvolge tutte le province e valorizza le eccellenze locali. La partecipazione campana si articola su 177 aziende ammesse, (anche se probabilmente saranno un po’ di meno quelle effettivamente presenti) selezionate attraverso procedure pubbliche nell’ambito delle politiche di internazionalizzazione della Regione Campania.

    Si tratta di un sistema produttivo composito, che unisce realtà storiche e nuove imprese, tutte impegnate nella promozione dei vitigni autoctoni e nella conquista dei mercati internazionali.

    All’interno di questo quadro, la provincia di Caserta si presenta con una presenza significativa:

    • 19 aziende ammesse
    • 1 azienda ammessa con riserva

    Un dato che testimonia la crescita costante del comparto vitivinicolo casertano, sempre più protagonista grazie alla valorizzazione di produzioni identitarie come il Falerno del Massico, il Pallagrello e il Casavecchia. Di seguito l’elenco delle aziende della provincia di Caserta presenti a Vinitaly 2026:

    1. Pagano Angelo
    2. Sviluppo Iniziative Agroalimentari – Società Agricola a r.l.
    3. Vinica Società Agricola s.r.l.
    4. Agrinova D & D s.r.l. – Società Agricola
    5. Azienda Agricola Bianchini-Rossetti di Rossetti Antonio
    6. Azienda Agricola Porto di Mola di Antimo Esposito
    7. Azienda Agricola Vigne Chigi
    8. Azienda Agricola Viticoltori Migliozzi di Migliozzi Giovanni
    9. Fattoria Alois F.T.A. Azienda Agricola s.r.l.
    10. Il Verro s.r.l. – Società Agricola
    11. La Masseria di Sessa – Società Agricola s.r.l.
    12. Menale Carlo
    13. Scirocco Marialuisa
    14. Società Agricola Annù s.r.l.
    15. Società Agricola Poderi Bosco – Società Agricola a r.l.
    16. Società Agricola Sclavia s.r.l.
    17. Terre di Tora di Antonia D’Amore
    18. Tenute Bianchino s.a.s. di Bianchino Concetta – Società Agricola
    19. Villa Sorbo di Sorbo Salvatore

    Azienda ammessa con riserva

    • Tenuta Fontana – Società Agricola Semplice

    La presenza casertana al Vinitaly non è soltanto numerica, ma rappresenta un segnale chiaro di maturazione del territorio. Negli ultimi anni, infatti, le aziende locali hanno investito in qualità, innovazione e promozione, recuperando vitigni storici e costruendo un’identità forte e riconoscibile. Dal Massico all’Alto Casertano, si sta consolidando un modello produttivo capace di competere sui mercati globali senza perdere il legame con la tradizione.

    Il Vinitaly 2026 si conferma dunque una vetrina strategica per la Campania e per la provincia di Caserta. I numeri parlano chiaro, ma ancora di più parlano i territori e le imprese che li rappresentano. Ed è proprio da queste aziende che passa una parte importante del futuro del vino campano.

    * Elenco tratto dal Decreto Dirigenziale 118 del 13/3/2026 della Regione Campania