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  • Un anno senza Nicola

    Un anno senza Nicola

    Quando la notizia giunse ebbe l’effetto di un velocissimo rapace che ghermisce la preda: ci tramortì, ci stordì, dovemmo fermar la macchina perché non riuscivamo più ad andare avanti per la commozione. Erano le 18.00 di giovedì 1° agosto: Nicola da qualche minuto non era più tra noi, in seguito a complicanze per un apparentemente banale intervento chirurgico! Istintivamente la memoria andò all’ironia della sorte: da qualche settimana Nicola, evidentemente presago della fine, continuava a dirmi di preparare un coccodrillo, un articolo cioè commemorativo che si prepara ben prima della morte di un personaggio e si ripone in un cassetto nell’attesa che l’infausto evento si verifichi e che quindi possa tornare utile. Ovviamente non era stato preparato nulla anzi, approfittando della familiarità che ci legava, molto poco gentilmente lo avevo invitato a recedere da quei malsani pensieri, insomma per dirla fuor di metafora lo mandai a quel paese.

    Nicola Aurilio era nato il 20 marzo del 1947 a Casale di Carinola, dov’è vissuto fino alla morte. Nicola per sua espressa volontà non voleva cerimonie liturgiche per far memoria della sua scomparsa, «Ma il Signore guarda il cuore delle persone!» come opportunamente sottolineò don Luciano Marotta nell’omelia funebre di due giorni dopo, ma speriamo che non si adonti per questa che è una sorta di, per dir così, “cerimonia laica” e in definitiva solo una dimostrazione di immenso affetto nei riguardi dell’uomo Nicola Aurilio, del suo vivere con coraggio situazioni di vita certo non facili, con l’occhio e la penna sempre rivolti ai drammi della Terra, alle continue guerre, ai soprusi, alla fame, all’emarginazione.

    Prima di compiere 5 anni lo assale una forma violenta di poliomielite che lo rende gravemente disabile per sempre, era il 4 novembre del 1951 e il corteo dell’Unità d’Italia che attraversava le strade del paese è sempre stato uno dei più vividi ricordi impressi nella sua memoria: visto che il vaccino fu sviluppato solo alcuni anni dopo, il virus poté agire indisturbato e da allora cominciò la sequela di ricoveri/viaggi-della-speranza, come a Bologna e a Firenze, tutti infruttuosi. Ciò gli impedisce di andare normalmente a scuola («Due giorni di frequenza per gli esami di licenza Elementare e due per quella della Media. Poi autodidatta», raccontava): ma Nicola impara tutto dalle basi, divora libri su libri, fino alle altezze più vertiginose del sapere tanto che, lui costretto dalla sorte su una sedia, sapeva volare sulle ali della cultura.

    Gestisce un’edicola dal 1968, anno iconico quello, anno che somiglia in toto a Nicola, giovane dentro fino all’ultimo giorno di vita, fino al 1999, locale che divenne punto di ritrovo quasi istituzionale della meglio gioventù di Casale di Carinola: come dimenticare infatti l’esperienza del Circolo Culturale L’Arcobaleno che sfociò nella pubblicazione, fatta con un vecchio ciclostile, del periodico mensile che prese lo stesso nome, pubblicazione avvenuta dal 1968 fino al 1970, tra varie difficoltà economiche, non c’erano sponsor ma non se ne vollero proprio per essere liberi, si stigmatizzava, e spesso anche pesantemente, il potere politico che, diceva Nicola, «come ogni potere, avversava in tutti i modi, ricorrendo anche a colpi bassi, un pensiero che voleva essere libero e autonomo». Su quell’onda nacque poi Il Centro di Cultura Popolare e la collaborazione con ogni iniziativa socio-culturale-politica riguardante Casale e Carinola, non ultime quelle con alcuni siti Internet del territorio con articoli di analisi politica locale e generale, articoli graffianti e mai banali.

    L’impegno politico non si limitò però alle parole, si candidò infatti al Consiglio Comunale di Carinola nel maggio 2011 nella lista civica Coraggio e Libertà, un’aggregazione di giovani della società civile di varie estrazioni politiche ma spiccatamente progressista e animata dalla «speranza di riscatto che illuminerà la nostra terra, una speranza che vi meritate e ci meritiamo» e sensibile alla voglia di dire «basta con i giovani che sono già vecchi a 20 anni!» (citazioni dal discorso di Nicola nella Piazzetta di Casale durante quella campagna elettorale). Quell’esperienza purtroppo non fu coronata da successo, ma si sa che spesso chi più merita un determinato incarico è tra i meno bravi a raccogliere consensi, vuoi perché poco incline a chiedere voti, e infatti Nicola diceva «Mai andrò a casa della gente per chiedere una preferenza, temo di disturbare!», vuoi perché mosso da quella speranza, ingenua forse, che la propria voglia di rinnovamento e cambiamento fosse condivisa da tutti e che senza sollecitazione alcuna sarebbe stato votato: ottenne 84 preferenze, un po’ pochine in verità, ma come 3⁰ non-eletto, in base ad accordi pregressi su periodiche rotazioni, comunque nel giugno del 2015 avrebbe dovuto sedere nel Consiglio Comunale, ma preferì lasciare spazio a chi più vigorosamente avrebbe potuto rappresentare gli interessi generali.

    Nel dicembre 2021 in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, su proposta della Sindaca di Carinola è stato attribuito a Nicola un attestato di riconoscenza del Comune di Carinola, «per aver conferito lustro alla nostra città distinguendosi a livello nazionale per le sue doti di fine enigmista», atto forse tardivo ma sicuramente encomiabile (è a quella serata che si riferiscono le due foto in fondo).

    Da ultimo è stato l’anima di un Vocabolario del Dialetto Casalese, il nostro Vocabolario, tanto per evidenziare ancora di più il suo attaccamento al luogo natio e, quindi, al suo idioma: «A un certo punto della Storia l’uomo si alzò sulle gambe e gli arti superiori furono liberi di diventare mani. Forse il passo successivo fu dare un suono alle cose, un nome, inventando la parola», dall’articolo di presentazione dell’edizione 2024 del Vocabolario suddetto in cui si attribuiva eminente importanza al patrimonio della parola, sia modernamente inteso sia a quel dialetto parlato dai nostri avi ben prima della nostra nascita.

    La poesia e in un secondo momento l’enigmistica sono stati per lui i pochi motivi che davano senso alle giornate, la seconda soprattutto è stata la sua compagna di vita per anni, soprattutto nei momenti di solitudine. Dopo aver cominciato a scrivere versi in età adolescenziale, un po’ come fanno tutti e in effetti egli stesso li considerava poco luminosi (Nicola non volle mai raccoglierli per procedere a una pubblicazione, anzi ad amici che volevano farlo diede il permesso solo a una pubblicazione postuma, dicendo «Solo dopo la mia morte», mentre quelli più recenti invece sono stati da egli stesso raccolti ne Lo sbagliar m’attira, pubblicazione del 1982, e in Dietro vetri di finestra, del 2018, si dedica all’enigmistica, dapprima a quella “popolare”, collabora con Domenica Quiz, si fa risalire il suo esordio al 1966 anno in cui troviamo un “N. Aurilio” che pubblica 13 rebus, e con La Settimana Enigmistica. In seguito si cimenta con l’enigmistica più tecnica, la cosiddetta “classica” (a fianco il suo ex-libris, una sorta di identificativo personale, uno stemma che ogni enigmista sceglie): è al 1977 che risalgono le prime collaborazioni con l’Enimmistica Moderna e al 1978 con la Sibilla, quindi rebus, enigmi, crittografie – semplici, mnemoniche, a frasi -, anagrammi, lucchetti, sciarade, incastri, biscarti, intarsi e soprattutto poetici, meravigliosi componimenti degni di vera e propria poesia con tanto di versi e rime ma con un qualcosa in più, un significato meno evidente, mai nascosto però perché l’enigmistica non nasconde niente, anzi mette in evidenza mostrando strade che normalmente la nostra mente non percorre.

    Era questo il fulcro della sua attività, un’attività che quasi tutti ignoravano o misconoscevano, ma non per cattiveria o per quella mancanza d’attenzione di cui purtroppo soffre oggi la nostra società che spesso porta a ignorare le perle più preziose, bensì per la sua umiltà, la sua discrezione, chiamatela come volete, fatto sta che minimizzare l’eccezionalità era uno degli aspetti più encomiabili del carattere del nostro Nicola. La ludolinguistica, l’arte cioè di giocare con le parole di cui era un maestro, e attraverso cui continuerà a deliziarci da vero artigiano della parola, sì continuerà perché un artista non muore mai, vive attraverso le sue opere, la ludolinguistica si diceva viene da lui esplorata talmente a fondo in oltre cinquant’anni d’attività, che appare impensabile una raccolta completa della sua sterminata produzione enigmistica (dall’anno 1977 a oggi è stato autore di 2.245 crittografie, 3.822 giochi in versi e 3.131 rebus, almeno relativamente all’enigmistica classica, è quanto infatti risulta dall’archivio BEI, la Biblioteca Enigmistica Italiana).

    Per descrivere al meglio Ilion, questo il suo nome d’arte derivato dalle ultime lettere del suo cognome e l’iniziale del nome, nei primordi a volte si firmava anche Nilio premettendo la “N” di Nicola, è opportuno lasciare la parola a chi ha saputo apprezzarlo al meglio, a chi sedeva con lui in quel consesso di illuminati di cui il nostro Ilion era sicuramente uno dei principi, e ciò a detta dei suoi stessi colleghi, che nei suoi confronti hanno sempre avuto parole encomiastiche e soprattutto competenti.

    lion è stato uno dei più completi autori nella storia dell’Enigmistica Classica, e nella sua produzione troviamo capolavori nei quattro settori tradizionali. Nella sua lunga carriera si è distinto soprattutto per i giochi poetici, ma è stato anche brillante nella creazione di epigrammatici, crittografie e rebus, nonché compositore di cruciverba e fortissimo solutore

    Guido

    Resterà nella nostra memoria come un gigante che poteva sdrammatizzare i dolori che la vita non gli aveva risparmiato, con una spiazzante battuta fulminante e poi vedevi, altissimo, il guizzo di genio in giochi che non potrei definire diversamente se non come arte. Arte che rimarrà nel tempo, nei nostri cuori e nella nostra mente

    Laurina

    Eccellente autore di rebus – oltre che di poetici, brevi e crittografie – sa coniugare la prolificità della propria produzione con un livello qualitativo spesso eccelso. Di ciò testimonia la messe di premi conquistati negli innumerevoli concorsi che l’hanno visto vincitore o onorevolmente piazzato

    motivazione del Trofeo A.R.I., l’Associazione Rebussistica Italiana, 1999

    Nei concorsi riservati agli autori si afferma a ripetizione («Nicola è stato non soltanto l’enigmista italiano più vittorioso di ogni epoca e in tutti i campi dell’arte di Edipo, circa 500 volte sul podio di concorsi e campionati, per citare un dato difficile anche solo da poter avvicinare», cit. Penombra) – nella foto di testa ne ritira uno a Cattolica (Rimini) nel 1989 -. Nonostante la consapevolezza dell’improba impresa, si è cercato di raccogliere dati sui riconoscimenti ottenuti e, talvolta, i corrispondenti versi premiati, abbiamo cercato di ricostruire schematicamente quegli anni sintetizzandoli nell’allegato documento PDF liberamente scaricabile da tutti, ma bisogna tener presente che i lavori sono oltre 50000 (!): tanto per fare qualche esempio, trionfò per ben cinque volte nel prestigioso Premio Stelio dedicato al pisano Giovanni Chiocca in arte, appunto, Stelio, all’Oscar dell’Enigmistica, al Premio Capri dell’Enigma, al Trofeo A.R.I., al primo Gran Premio Mario Daniele, il mitico Favolino, forse l’alloro cui teneva di più, tutto ciò unito agli innumerevoli concorsi in ritrovi, convegni, e gare organizzate dalle riviste del settore tra cui spiccano i vari Campionati Poetici, insomma è stato un vero e proprio maestro dell’enigmistica, premio che gli è stato effettivamente conferito nel 2007 e con un estratto della cui motivazione ci piace concludere queste poche, inutili parole, Nicola le avrebbe sicuramente definite così visto che lo accompagnava costantemente un fine senso dell’umorismo: 

    È un Enigmista che conosce tutti i segreti della nostra arte ludica […] ed egli li ha svelati non dando lezioni accademiche, ma con i suoi moltissimi esempi in ogni settore della nostra attività […] ha già cumulato meritati riconoscimenti alla sua bravura, ma non è da tutti emergere, allo stesso altissimo livello, nell’invenzione dei rebus, nella stesura di crittografie d’ogni tipo, nella spigliatezza dei testi brevi e nell’emozione dei componimenti che, a buona ragione per lui, si direbbero poetici […]». (leggi l’intero, emozionante, testo nell’allegato PDF)

    Parole alte; parole scritte quasi venti anni fa; parole dedicate a chi era nella piena maturità e in piena attività, parole quindi non certo di circostanza o per un premio alla carriera e quindi retoriche o ad honorem per un premio alla carriera; parole che descrivono al meglio la genialità del nostro caro Ilion che è stato, come scrive il direttore della rivista Penombra, di cui era uno dei collaboratori, «Vero Poeta, uomo coraggioso, dispensatore di ironia, saggezza corrosiva, una di quelle persone non convenzionali che mai potranno essere clonate».

    A te Nicola che della tua vita di generosità, dolore e sacrifici hai fatto un sereno e silenzioso olocausto, insegnando a tutti noi come sorridere alla vita, con lo sguardo rivolto anche a chi è ai margini per qualsiasi motivo.

    Grazie Nicola, grazie Ilion!

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  • Il patrimonio della parola – Vocabolario Casalese 2024

    Il patrimonio della parola – Vocabolario Casalese 2024

    A un certo punto della Storia l’uomo si alzò sulle gambe e gli arti superiori furono liberi di diventare mani. Forse il passo successivo fu dare un suono alle cose, un nome, inventando la parola. Allora fu uomo e non più scimmia. L’essere umano, espandendosi sul pianeta, frazionò il linguaggio in miriadi di parlate diverse, dialetti, lingue. Dunque la lingua è tratto essenziale dell’evoluzione della specie. Senza la parola saremmo ancora trogloditi incapaci di progredire, e trasmettere o ricevere emozioni. Questo il vero, grande prodigio che ci ha reso uomini senzienti. Da questa riflessione scaturisce la necessità di raccogliere in modo organico il corpus dei vocaboli che compongono il dialetto di Casale – idea primigenia nata nella mente di Novelio Santoro – in un vocabolario, a testimonianza scritta del nostro idioma.

    Idea ambiziosa e, al tempo stesso, inevitabilmente lacunosa, poiché la scarsità di una letteratura locale, riduce di molto le fonti dove attingere. Eppure esistono precedenti raccolte di vocaboli, elaborate da valenti studiosi del nostro linguaggio, ma non pubbliche, o perché sono andate perdute, oppure perché non si è voluto metterle a disposizione del tentativo attuale. Ciò, a nostro parere, è un torto verso la memoria di chi si era impegnato in questo tipo di ricerca. Pazienza… Noi per farlo, per renderlo pubblico e disponibile appunto, abbiamo deciso, al pari della volta scorsa, di renderlo liberamente scaricabile in formato PDF (acronimo di Portable Document Format, ottimo per una comoda consultazione su un telefonino per esempio), un formato di file specifico per la visualizzazione di documenti indipendentemente dall’editor di testo che è stato utilizzato per generarlo. Un programma che ha il non trascurabile pregio di essere gratuitamente reperibile in rete e che anzi è pre-installato su ogni computer.

    Anche il dialetto di un piccolo paese definisce e identifica una popolazione; questo il motivo per il quale si è intrapreso il programma di darne una versione, il più aggiornata possibile, con un testo destinato a restare per studi, conoscenza antropologiche di un gruppo, seppur ridotto di persone, curiosità riguardanti il nostro parlato. Nel nostro dire quotidiano ci sono, e prevalgono, influssi della parlata napoletana, ma non mancano elementi permeati dal linguaggio del basso Lazio, oltre a molte locuzioni che, come nella lingua madre, ci pervengono direttamente dal latino dei nostri antenati. Volutamente non si affronta una classificazione etimologica dei vocaboli inseriti, resa oltremodo aleatoria data la scarsità delle fonti consultabili, in effetti solo alcune volte si ipotizzano le radici di un termine.

    Come avviene in qualsiasi lingua viva anche nel nostro parlare vi sono evoluzioni, Sì, una lingua è cosa viva e, come tale, acquista nuovi suoni, ne accantona altri, dà luogo a significati ulteriori. In una parola: evolve, si adatta alle trasformazioni della società. Ciò, naturalmente avviene anche per il nostro dialetto che, tra l’altro, contempla piccole differenze di pronuncia, nelle varie zone del borgo.

    In questo scritto ci preme citare l’atto d’amore voluto da Adele, Nicola e Peppino, gli altri autori firmatari con Novelio di questo Vocabolario del Dialetto Casalese, per il nostro paese e del loro generoso tentativo di salvarne, nei limiti del possibile, un suo patrimonio culturale, identificativo del popolo casalese.

    Infine va rilevato il grande apporto con il quale i compaesani hanno contribuito nell’aggiungere vocaboli, dare consigli, suggerimenti: un apporto fondamentale senza il quale quest’opera non sarebbe stata possibile e che preghiamo di continuare a fornire, perché questo vocabolario è e deve essere, oggi come in futuro, patrimonio di tutti. A tal proposito un ringraziamento: non neghiamo affatto, anzi ci piace sottolinearlo, che talvolta abbiamo preso spunto da CASALESITUDINE, il gruppo Facebook dedicato a Casale di Carinola creato e curato da uno dei membri della nostra redazione, le cui “discussioni” seguiamo spesso, anzi a volte ci piace animarle: ecco è anche a tutti gli iscritti di tale gruppo che pensiamo quando auspichiamo una collaborazione sempre crescente nel nome del nostro amato borgo.

    N. Aurilio

  • Serata per i “Tentativi di enigmi” di Ilion

    Serata per i “Tentativi di enigmi” di Ilion

    Sabato 11 a Roccamonfina, nell’Officina Culturale di Roccamonfina, davanti a una sala piena e attenta è stato presentato il libro di Ilion (Nicola Aurilio) TENTATIVI DI ENIGMI. Noi purtroppo non eravamo presenti e non possiamo raccontare con con dovizia di particolari <<sarebbe come voler descrivere il sapore del limone, il profumo del borotalco. Come si fa?>>, parole di Massimo Gerardo Carrese animatore dell’evento e, come vedremo, di altro.

    Non eravamo presenti semplicemente perché non lo sapevamo: umiltà, discrezione, chiamatela come volete, fatto sta che minimizzare l’eccezionalità è uno degli aspetti più encomiabili del carattere del nostro Nicola.

    Sin qui la stretta e, ahinoi, scarna cronaca della serata di sabato. Riproponiamo ora ciò che scrivevamo due mesi fa a proposito di questa pubblicazione.

    TENTATIVI DI ENIGMI edito per i tipi delle Grafiche Mincione di Sparanise, è un libro-raccolta di 222 enigmi di una lunghezza di 15 versi, non destinato alla vendita (l’autore ne ha generosamente donato copie ai presenti), a differenza di Dietro vetri di finestra del 2018 libro dedicato alla poesia classica. È stato creato in tre – quattro mesi di attività ludolinguistica, quell’arte, sì Nicola è un vero artigiano della parola, attraverso cui ci delizia con i suoi rebus, crittografie (semplici, mnemoniche, a frasi), anagrammi, lucchetti, sciarade e soprattutto poetici o enigmi.

    I Tentativi di Enigmi di Ilion, il suo nome d’arte, sono ovviamente inediti, anzi una delle difficoltà del lavoro dell’enigmista, spesso un vero e proprio punto d’onore, è proporre sempre novità, cosa non facilissima dopo secoli di questa nobile arte, e che solo con l’avvento dei moderni mezzi informatici è diventata meno ostica per le enormi possibilità di archiviazione e di ricerca.

    Introdotto dalla prefazione del professor Massimo Gerardo Carrese (Algernon), un «fantasiologo», neologismo da lui stesso creato e cui l’Enciclopedia Treccani dedica una citazione solo ed esclusivamente in riferimento alla sua attività, che sta ad indicare chi lavora e s’interessa della fantasia, che già conosciamo per aver coordinato e moderato la presentazione di Dietro vetri di finestra all’Oratorio di Casale, e concluso dalla postfazione di Giovanni Caso (Cleos), anch’egli enigmista di vaglia e caro amico di lunga data di Nicola.

    Anche questi sono due autentici pezzi di bravura: si va dalla citazione del celeberrimo episodio del primo classico esempio di enigma, risalente a circa 2.500 anni fa, un indovinello, che la Sfinge (mostro mitologico dal corpo di leone, volto di donna ed ali di uccello, posto all’ingresso della città di Tebe) imponeva ai passanti e quindi a Edipo:

    Qual è l’animale, che al mattino cammina con quattro zampe, a mezzogiorno con due e alla sera con tre?

    … solo intuendo che “mattino”, “mezzogiorno” e “sera” andavano interpretati come metafore delle principali fasi della vita umana, infanzia, maturità e vecchiaia quando si cammina prima carponi da bambino poi in posizione eretta da adulto e infine da vecchio anche con il bastone, Edipo riuscì a giungere alla soluzione che era l’Uomo, riuscendo a salvarsi la vita perché chi non era in grado di risolverlo veniva ucciso;

    oppure alla tecnica definizione che Ennio Peres (Mister Aster) diede dell’enigma «Accanto a un significato di spontanea attribuzione (senso forte), infatti, ne può emergere almeno un altro, un po’ meno immediato, ma altrettanto plausibile (senso debole)».

    In pratica mi vien da dire che la distinzione tra enigma e indovinello è labile, potremmo quasi azzardare che un enigma è un indovinello in giacca e cravatta perché ben più ricercato ed elegante del secondo, popolare e immediato.

    Con la postfazione Giovanni Caso (Cleos) con il suo eloquio aulico e forbito ci fa immergere nel «mondo creativo di Ilion» nel quale Nicola pur parlando per enigmi ha «un linguaggio sempre esplicito e magnificamente esibito, vissuto con forte intensità e passione creativa». Una vera e propria ode innalzata al «poeta-enigmista di Casale di Carinola, quel bel territorio che, come un raggio luminoso, si stacca da Caserta per raggiungere contrade lontane e suggestive», e da lì «dà voce al suo impegno civile» evidente in quasi tutti gli enigmi della raccolta scritti in maniera elegante quasi per difendersi «dalla sciatteria della parlata moderna».

    Da ultimo ricordiamo che a Nicola Aurilio è stato conferito un attestato di riconoscenza del comune di Carinola nello scorso dicembre in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, su proposta della sindaca Giuseppina Di Biasio, «per aver conferito lustro alla nostra città distinguendosi a livello nazionale per le sue doti di fine enigmista».

  • Oratorio di Casale: serata dedicata all’impegno poetico di Nicola Aurilio

    Oratorio di Casale: serata dedicata all’impegno poetico di Nicola Aurilio

    Presentazione del libro DIETRO VETRI DI FINESTRA di Nicola Aurilio presso i locali dell’oratorio “Ain Karem” di Casale di Carinola, un libro di poesie scritte nella canonica misura dell’endecasillabo: «Poesia classica» per dirla con le parole dell’introduzione di Barbara Nugnes, illustre saggista ed esperta di poesia a livello internazionale.

    Dietro vetri di finestra è uno dei versi della poesia Bagagli, ed è diviso in sette … paragrafi? capitoli? atti?… insomma è scansionato in sette sezioni (Percorsi, Ambulatorio, Ritratti, Migranti, Ricordi, Incontri e La guerra di Luis Salgado, il messicano) ognuno comprendente 10 poesie tra cui anche 1947, seconda classificata al premio carinolese Fulvio Nuvolone del 2007 e ieri letta dalla professoressa Elvira Franco con l’accompagnamento musicale del maestro Walter Palmieri, introdotte da altrettante mini-prefazioni o commenti di Riccardo BenucciMichele FrancipaneFilippo IannielloGiovanni Caso, Alessandra Cappabianca, Olga Torrico e, infine, Carmen Melese.

    Il primo a prendere la parola è stato il professor Massimo Gerardo Carrese nelle sue vesti di coordinatore, autodefinitosi «fantasiologo», un neologismo che sta ad indicare chi lavora e s’interessa della fantasia, e che definisce Nicola un: «fantasticatore, ma non di quelli che si astraggono semplicemente dalla realtà ma è uno che guardare oltre, immaginare come sarà la vita davanti a sé».

    Gli altri preziosi interventi, quello della professoressa Carmen Melese la vera responsabile (nel senso di «colpevole», come simpaticamente dice lo stesso Nicola) della pubblicazione del libro, laureata in Lettere Classiche e colei che infatti si sente un po’ la «madrina» di tutta la serata, e del professor Filippo Ianniello, docente e studioso di Storia di Sessa Aurunca, che tra le altre cose ha posto l’accento sull’aspetto socio-politico che nitido traspare dalle poesie di Nicola, specie dalla lettura della sezione intitolata Migranti (e che con una bella dichiarazione di umiltà ha esordito dicendo «non voglio e non posso avventurarmi in una critica letteraria dei testi visto che non sono adeguato»), non fanno altro che confermare tutte le sensazioni trasmesse («in un’opera d’arte ognuno ci trova sempre quello che vuole») dalla lettura del libro Dietro vetri di finestra.

    Infine ha preso la parola per un breve, «anzi brevissimo intervento», l’autore del libro Nicola Aurilio, in arte Ilion come ha precisato il coordinatore Massimo Gerardo Carrese perché «sono pochi quelli che lo conoscono come eccellente enigmista», che si è limitato a ringraziare chi si è speso per la riuscita della serata, molto partecipata da una folla di gente oltre le attese, secondo noi nemmeno egli stesso si aspettava una risposta simile, i relatori e… la sorella Giuseppina, nostra cara e gentile amica, autrice del ricco buffet fatto quasi totalmente in casa che Nicola ha offerto a tutti i presenti che hanno voluto testimoniargli il proprio affetto e la propria stima.

     

    Ecco un po’ di foto della serata di ieri gentilmente messe a disposizione dall’amico Francesco Anfora

     

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  • Casale di Carinola, Il Mattino e l’enigmista Ilion

    Casale di Carinola, Il Mattino e l’enigmista Ilion

    «Via Aurilio è una fettuccia che taglia Casale di Carinola per quant’è lunga, si arriva alla Chiesa Madre, una scalinata la fa imponente, di lato un bar, tavolini e accanimento di Tressette, di fronte tre panchine e conversazioni. E il “marciapiede della sapienza” e meriterebbe una targa a ufficializzare il toponimo che tutti hanno affibbiato al salottino dove si concentrano i chiacchiericci del paese».

    Così esordisce il bell’articolo a firma del giornalista Franco Tontoli che Il Mattino, il quotidiano più diffuso nel Mezzogiorno d’Italia, dedica oggi a Nicola Aurilio, in arte Ilion… e anche un po’ a Casale di Carinola il paese che settantuno anni fa ha dato i natali a colui che senza giri di parole è definito “il mago dei rebus e dei cruciverba” definizione che, conoscendolo, non avrà di certo fatto impazzire il nostro caro Nick ma che in buona sostanza risponde a verità.

    Non è certo la prima volta che questo sito si occupa di Nicola Aurilio, l’ultima è stata appena qualche mese fa per la pubblicazione del suo libro “Dietro vetri di finestra”, ma stavolta segnaliamo con piacere che a farlo è stato Il Mattino dedicando un’ampia introduzione al nostro borgo e a colui che «è una sorta di rebus vivente, un geniale creatore di cruciverba e giochi […] uno dei più grandi enigmisti italiani, noto e stimato anche all’estero con la firma Ilion […] un autodidatta che crea anagrammi, crittografie e indovinelli».

    Eh sì, in effetti una delle cose che colpisce di più in Nicola è il suo autodidattismo («Quattro in tutto sono i miei giorni di frequenza scolastica, due per gli esami per la licenza Elementare e due per quella Media, sempre da privatista»), peculiarità che non gli preclude una spiccata familiarità con i “quasi facili” cruciverba, anagrammi e rebus, e con i ben più impegnativi lucchetti, crittografie e poetici.

    In ogni caso però Nicola ci tiene a precisare che «Ho sempre accettato la mia condizione e non sono uno di quegli invalidi che si ritengono “beneficati”. No. Sciocchezze. Io e quelli come me siamo sfortunati, ma io apprezzo la vita e quel che mi consente».

    Dopo questa pillola di saggezza ci ispiriamo alle parole conclusive dell’articolo per ribadire che fino al 1999 è stata un’edicola, oggi dalla stanza-ufficio di Nicola si distribuisce sapienza e cultura e anche quel pizzico di genialità che lo fanno essere tra i migliori e più apprezzati “giocatori con le parole”.

  • “Dietro vetri di finestra” di Nicola Aurilio: vendita on-line e in libreria

    “Dietro vetri di finestra” di Nicola Aurilio: vendita on-line e in libreria

    Ci giunge notizia che il libro – raccolta di poesie di Nicola Aurilio “Dietro vetri di finestra”, recentemente pubblicato da Genesi Editore e di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo, può essere comodamente prenotato o direttamente acquistato, oltre che sui normali canali di distribuzione on-line gestiti dall’Editore, presso lo stesso Nicola Aurilio a Casale di Carinola oppure presso:

    Edicola Verrengia – Casale di Carinola

    Edicola Zano – Sessa Aurunca

    Edicola Pettenò – Falciano del Massico

    Edicola Sciaudone – Carinola

    Il prezzo al pubblico è di € 10.

  • Dietro vetri di finestra raccolta di poesie di Nicola Aurilio

    Dietro vetri di finestra raccolta di poesie di Nicola Aurilio

    È stato da pochi giorni dato alle stampe Dietro vetri di finestra ultimo libro di Nicola Aurilio di Casale di Carinola, edito per i tipi della Genesi Editrice di Torino, un libro di poesie scritte nella canonica misura dell’endecasillabo: «Poesia classica» per dirla con le parole dell’introduzione di Barbara Nugnes, illustre saggista ed esperta di poesia a livello internazionale.

    A dire il vero Nicola, ci permettiamo di chiamarlo confidenzialmente col solo nome di battesimo per la pluridecennale consuetudine che ci lega a lui, non è che scriva tanto, o meglio non è che si dedichi frequentemente alla poesia tradizionale, classica, ma obiettivo del suo impegno è l’Enigmistica con i suoi indovinelli, anagrammi, sciarade, crittografie, rebus, lucchetti e soprattutto i bellissimi e affascinanti poetici, componimenti in versi che nascondono con maestria soluzioni ad un primo impatto impensabili, un’attività questa che gli consente di essere uno dei più apprezzati d’Italia in questo campo riscuotendo innumerevoli apprezzamenti e primeggiando per ben cinque volte nel prestigioso Premio Stelio, magari lo avrete “incontrato” sulla stampa di settore come Ilion o Nilio.

    Dicevamo che anche quelle, magari come e più delle altre, sono pubblicazioni ma sono grosso modo rivolte a un pubblico di nicchia e a riviste specialistiche, quindi in pratica Nicola scrive “poco”, basti pensare che questo è “solo” il quarto volume che pubblica, l’ultimo è stato nel lontano 1982. Questa, però, non è certo una diminutio visto che personalmente abbiamo sempre apprezzato chi è molto parco con le parole, le calibra a dovere, e Nicola lo fa meravigliosamente, anzi quasi sempre chi ha molto da dire usa il silenzio e solo fatti e azioni come forma prediletta di comunicazione.

    Dietro vetri di finestra – Copertina

    Dietro vetri di finestra, uno dei versi della poesia Bagagli, inizia con la toccante dedica a Lucia Annibali l’avvocata pesarese, aggredita e sfregiata dall’ex fidanzato il 16 aprile 2013 ed è diviso in sette … paragrafi? capitoli? atti?… insomma è scansionato in sette sezioni (Percorsi, Ambulatorio, Ritratti, Migranti, Ricordi, Incontri e La guerra di Luis Salgado, il messicano) ognuno comprendente 10 poesie tra cui anche 1947, seconda classificata al premio carinolese Fulvio Nuvolone del 2007, introdotte da altrettante mini-prefazioni o commenti di Riccardo Benucci di Siena, Michele Francipane originario di Napoli ma ormai milanese di adozione, Filippo Ianniello docente e studioso di Storia di Sessa Aurunca, e poi Giovanni Caso di Salerno, amico di lunga data e collega di tanti enigmi e giochi di parole, in arte Cleos, la giornalista professionista e docente universitaria di lingua spagnola Alessandra Cappabianca, la giovane dottoressa casalese Olga Torrico. e Carmen Melese, la vera responsabile (nel senso di «colpevole» come simpaticamente dice lo stesso Nicola) della pubblicazione del libro, laureata in Lettere Classiche.

    Un’ultima annotazione riguardo alla grafica del volume: le illustrazioni, veri e propri dipinti, sono opera di Laura Neri, una pittrice livornese, mentre la copertina è opera del maestro locale Fioravanti Lepore di cui più e più volte abbiamo avuto modo di apprezzare l’arte.

    Da noi sollecitato in merito ad un’eventuale presentazione ufficiale dell’opera, Nicola è parso restio anzi addirittura riluttante, ma a dire il vero, se mai accadrà, non vediamo l’ora di partecipare ma questo a Nicola forse è meglio non dirlo, sappiamo che è poco convinto.

  • L’Arcobaleno degli antichi giorni

    L’Arcobaleno degli antichi giorni

    1968… formidabile quell’anno! A dire il vero sarebbe più corretto parlare di «quegli anni», anni della contestazione studentesca, anni che probabilmente si inseriscono nell’onda delle grandi “Rivoluzioni culturali” che, a partire da quelle “Industriali” del XVII secolo passano da quella “Francese” del 1789, per giungere alle più “recenti” delle “Suffragette” o a quella “Maoista”, grande impulso hanno regalato all’umano sentire. Certo non tutti i semi gettati da quegli anni godono di unanime approvazione, ma di una cosa si può essere sicuri: comunque la si veda quegli anni sono stati testimoni di una grande vivacità do pensiero, di un sussulto che ha attraversato la nostra società a livello planetario! Forse per l’ultima volta finora!

    E Casale, nel suo piccolo, c’era, grazie ad un gruppo di baldi giovani che forse «non sapevano che stavano facendo la storia», ma che sicuramente hanno contribuito a scrivere la microstoria del nostro paese e, perché no, del nostro Comune, perché anche se per stessa ammissione di uno dei protagonisti, non si trattò di un tentativo vincente, ha dimostrato al contrario che il solo “tentare”, non significherà proprio vincere, ma comprova che una certa mentalità si può cercare di cambiarla: e non solo in politica!

    Già altre volte casaledicarinola.net ha raccontato del fermento culturale che un tempo attraversava la nostra Casale, la rievocazione del giornale DUX degli anni ’30 ne è solo un esempio, con la speranza, nemmeno poi tanto recondita, di rivivere quegli anni, e in questo senso, sì lo ammettiamo, siamo un po’ nostalgici: ma il nostro impegno sarebbe inutile, sterile se non fosse supportato dalla passione dell’amico che ci racconta una storia quasi dimenticata nei meandri della memoria, o che ci metta a i disposizione fogli sepolti in cantina, o, come in questo caso, grazie al vero e proprio recupero archeologico, con tanto di certosino restauro, di chi come Nicola Aurilio, è stato testimone di un passato non tanto remoto, che non vuol far cadere nel dimenticatoio. È alle sue parole che lasciamo spazio, e alla rilassante lettura delle annate dell’Arcobaleno specchio non deformante della nostra società di cinquant’anni fa.

     

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    Il mensile L'Arcobaleno
    Il mensile L’Arcobaleno

    Eravamo giovani, molto giovani e molto ingenui, in quel lontano 1968 quando, sotto l’impulso di Michele Lepore e del mai compianto abbastanza Gaetano Ruosi, ci associammo fondando un circolo culturale, al quale demmo il nome beneaugurante de “L’Arcobaleno”. Affidammo la nostra incerta voce a un periodico mensile che prese lo stesso titolo. Con entusiasmo e totale inesperienza lo portammo avanti tra, inenarrabili difficoltà, fino al 1970. Difficoltà dovute alla penuria di spiccioli nelle nostre tasche, eppure ognuno metteva a disposizione quel poco che aveva per comprare carta, inchiostro, matrici, pagare il fitto del locale. Non avevamo sponsor, non ne volemmo per essere liberi. Lottammo, con forze ovviamente impari, contro il potere politico che, come ogni potere, avversava in tutti i modi, ricorrendo anche a colpi bassi, un pensiero che voleva essere libero e autonomo. Ci ribellammo alle nostre famiglie, assuefatte ad ubbidire ai “potenti” del tempo, di qualsiasi colore politico, lottammo contro gli innumerevoli benpensanti che ci volevano proni ai “ signori” che tutto decidevano e, in certi casi, addirittura imponevano alla povera gente. Non vincemmo, ma gettammo un seme che germogliò nei nostri cuori e nel pensare del paese. Non produssero frutti quei semi, ma qualche fiore sì. Anche oggi, ormai stanchi e carichi di anni, frustrati e avviliti dalle nerbate della vita, siamo fieri di quella bella gioventù. Non siamo riusciti a passare il testimone, dobbiamo ammetterlo, così come avremmo voluto, ma qualche labile traccia l’abbiamo lasciata. E poi possiamo dire di aver vissuto.

    Dicevamo, era il mitico ’68, ne avvertivamo vagamente i fermenti, ma non sapevamo che, anche nel nostro piccolo paese, stavamo “facendo la storia”. Una storia che, pur tra devianze e storture, ha cambiato il mondo. Ad una certa età si è incline a sfogliare l’album dei ricordi, e allora ci è venuto in mente di dare un’occhiata a quei fogli ormai sbiaditi, macchiati dall’umidità e il trascorrere degli anni, con l’intento inconscio di riassaporare qualche briciola della remota gioventù. Scritti spesso puerili; poesie acerbe e retoriche, come tutti scriviamo durante l’adolescenza; dettati non sempre impeccabili sotto l’aspetto grammaticale e argomentativo, ma – almeno per noi – ancora freschi e toccanti. Testimonianze di un tempo quando ancora credevamo di poter cambiare il mondo o, almeno, di conquistarne uno migliore, come ogni giovane, di ogni epoca, crede. Forse siamo riusciti solo a non farci cambiare troppo dal mondo, ed è già un magnifico risultato…

    Affidarne una copia al web, unico supporto che può resistere al tempo, ci è sembrato doveroso verso quei fogli ammuffiti che hanno fatto parte di un’altra età, splendente di gioventù, irripetibile come è sempre il passato. Lo consegniamo ai lettori. Quelli che quei giorni li hanno vissuti, con noi o estranei a noi e, soprattutto, alle nuove generazioni, quei ragazzi dei quali chiediamo di chi sono figli o nipoti per inquadrarli nei nostri ricordi. Siano indulgenti e ci facciano il grande dono di leggerle quelle incerte testimonianze con un briciolo di affetto: sono state scritte in altri tempi, per altre problematiche, sotto l’imperare di altri costumi. Sono scritte da coloro che furono giovani come lo sono loro oggi.

    Nicola Aurilio

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  • E la nave va…

    E la nave va…

    Il cosiddetto “debito fuori bilancio” che il comune di Carinola ha riconosciuto alla CITE ammonta in 27.000 euro e riguarda i due mesi iniziali di questo 2015: era la terza parte del Consiglio chiamato ad approvare il Bilancio consuntivo, un adempimento necessario per legge, tanto è vero da esser stato sollecitato dal prefetto di Caserta in persona.

    Poi il Sindaco si risente, e non capiamo proprio perché, se usando una metafora calcistica talvolta lo definiamo “un Consiglio spezzatino”! Mah, mistero… Un arcano destinato a rimanere tale soprattutto alla luce della lettera egli stesso ha ritenuto di dover scrivere invitando, con toni decisi, i membri della sua Maggioranza ad una compattezza necessaria per poter traghettare il Comune fino alla naturale conclusione della Legislatura, prevista per la Primavera prossima: invito raccolto a quanto pare, Maggioranza unita, compatta se vogliamo, ma non certo coesa, anzi tenuta insieme con lo scotch.

    L’altro punto all’ordine del giorno era la cosiddetta “surroga” del consigliere Severino Di Cresce dimessosi da pochi giorni, con la lettera di rinuncia all’incarico di Nicola Aurilio di cui si è preso atto ad inizio seduta con la lettura da parte del presidente Francesco Di Spirito.

    Ora c’è da dire che secondo la vigente normativa Nicola Aurilio era già automaticamente diventato Consigliere di Carinola nel momento stesso del protocollo delle dimissioni di Di Cresce, anche se si è dovuto aspettare qualche giorno per registrare la sua effettiva rinuncia:

    [quote color=”#000000″ bgcolor=”#e2e2e2″ bcolor=”#eeee22″]Dichiaro di non accettare la carica di consigliere comunale spettante al gruppo di opposizione “Coraggio e Libertà”[/quote]

    concludendo con un poco velato messaggio a chi avrebbe preso il suo posto:

    [quote color=”#000000″ bgcolor=”#e2e2e2″ bcolor=”#eeee22″]Formulo i migliori auguri a chi mi subentrerà, sperando che effettivamente rivesta nei confronti della Maggioranza quel ruolo di controllo per il quale è stato delegato dall’elettorato. Non farlo significherebbe tradire la fiducia di chi lo ha votato e svendere al miglior offerente i nobili ideali che erano propri di “Coraggio e Libertà”[/quote]

    Alquanto sibillino quest’ultimo passaggio, ma evidentemente reputato necessario dallo scrivente e spia dei problemi interni al Gruppo di C&L.

    Il neo-consigliere Fulvio Nuvolone si è insediato tra i banchi dell’Oppposizione dichiarandosi, in continuità con i predecessori Zannini-Bertone-Di Cresce facente parte del gruppo autonomo di Coraggio e Libertà.

    La navigazione prosegue, incurante dei marosi la nave va.

     

    ccomun 16-6-2015
    Consiglio Comunale del 16.6.2015

     

  • Di Cresce si è dimesso, Nuvolone prossimo Consigliere

    Di Cresce si è dimesso, Nuvolone prossimo Consigliere

    È ufficiale, solo stamani lo è: con atto n° 5453 del protocollo comunale, come egli stesso ci conferma, sono state depositate le dimissioni di Severino Di Cresce da Consigliere Comunale di Carinola. Si avvia così la procedura di surroga al termine della quale nuovo Consigliere di Coraggio e Libertà sarà Fulvio Nuvolone che siederà tra i banchi dell’Opposizione fino al termine di questa Consiliatura, termine che ci sarà tra poco meno di un anno.

    Ribadire che solo adesso è ufficiale non è un mero esercizio sintattico, in realtà quello che da giorni o mesi veniva annunciato come uno scontato avvicendamento, anche noi lo facemmo lo scorso anno, in pratica non era più tanto sicuro, almeno fino a poche ore fa, fino cioè al momento della consegna ufficiale dell’atto all’Ufficio Protocollo. Non lo era per un motivo semplicissimo: gli equilibri interni al gruppo di Coraggio e Libertà non erano più gli stessi, tanto che una forte spaccatura tra i componenti ne mette a rischio l’esistenza stessa.

    A conferma di ciò sta il fatto che Nicola Aurilio, il più votato dopo Di Cresce ma che fin dall’inizio era intenzionato a tener fede alla sua intenzione di rinuncia, in questi ultimi giorni, proprio a causa di quel mutamento di equilibri cui accennavamo in un Gruppo Politico cui ufficialmente non faceva più parte, aveva rimesso tutto in discussione e tutte le ipotesi fatte finora, erano solo illazioni fondate sul nulla, o meglio fondati su premesse ormai non più sussistenti.

    Si è sentito di tutto in questi giorni, accanto ai prevedibili battiti di ali di tanti avvoltoi in doppio petto, persino che la vecchia politica pretendeva di mettere il cappello su un’idea nata proprio contro di lei: ai salti mortali la politica, o meglio i politici, ci hanno abituato, è vero, ma nel contempo bisogna dire che i componenti di Coraggio e Libertà hanno prestato il fianco a certi giochetti e loro malgrado ne sono rimasti vittima.

    Nell’augurare un buon lavoro al neo-Consigliere Fulvio Nuvolone, la cui carica diverrà ufficiale solo nei prossimi giorni, ci corre l’obbligo di specificare che noi abbiamo cercato di sintetizzare il più efficacemente possibile le informazioni in nostro possesso e, qualora non ci fossimo riusciti, siamo doverosamente pronti ad ospitare qualsivoglia rettifica.

     

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    N/S

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