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  • Incarichi specifici per l’ex assessore Francesco GIACCA

    Incarichi specifici per l’ex assessore Francesco GIACCA

    Affidato uno specifico incarico di collaborazione al Consigliere Comunale dottor Francesco Giacca: l’incarico è stato assegnato con Decreto Sindacale che, dopo aver ribadito che è stata recepita ogni indicazione dell’On.le Prefettura di Caserta, che afferma che «il consigliere può essere incaricato di studi su determinate materie, di compiti di collaborazione circoscritti all’esame e alla cura di situazioni particolari che non implichino la possibilità di assumere atti a rilevanza esterna, né dì adottare atti di gestione spettanti agli organi burocratici», recita testualmente:

    [quote font=”palatino” font_style=”italic” bcolor=”#dd3333″]affida al Consigliere Comunale dott. Francesco Giacca, specifici incarichi di collaborazione nelle materie IGIENE E PATRIMONIO specificando che il primo si sostanzia in attività connesse alla verifica sul territorio comunale del buon andamento della raccolta rifiuti nelle diverse articolazioni e il secondo nella valorizzazione del patrimonio comunale[/quote]

    Ricordiamo che il dottor Francesco GIACCA era stato Assessore e Vicesindaco fino a poco più di un mese fa, ed era stato sostituito in un rimpasto, pardon “avvicendamento”, detta così sembra più politically corrrect, dal dottor Salvatore MIGLIOZZI, casalese anch’egli, che fu nominato assessore esterno con deleghe ad Ambiente, Sanità, Istruzione e Politiche Educative.

    È forse questa la delega, pardon “incarico speciale”, all’Ecologia che si era perduta in quello scambio degno delle più classiche porte girevoli di un grande albergo? Non è una critica per carità è solo una constatazione dei fatti, anzi non può che far piacere che qualcuno vada ad interessarsi di un settore nevralgico per ogni Comune come quello della raccolta dei rifiuti, solo ci piace ricordare che le istituzioni, e quindi gli incarichi istituzionali, non sono un Lego che si smonta e si rimonta a piacimento .

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  • Sei domande al Sindaco di Carinola

    Sei domande al Sindaco di Carinola

    Ho letto con attenzione la lettera invito del Sindaco di Carinola dott. Luigi De Risi, piena di voglia di creare, di progettare e di “scolpire” il futuro di Carinola. So che sarebbe stato meglio il silenzio, rispetto a ciò che sto per scrivere. Il silenzio può pagare in futuro, specialmente quando lo scenario politico della propria città è frastagliato e cerca di ricomporsi come ingranaggi: mettendo o togliendo qualche portatore di voti, accanto a squadre già precostituite, portatrici di interessi.

    Sì! Perché a cinque mesi dal voto ancora non si è vista una formazione salda che abbia abbozzato quantomeno un programma e che cerchi di incrementarlo con il suggerimento della cittadinanza. Non esiste a Carinola un tavolo di individuazione dei punti per cui ci si candida ad amministrare. Ci si incanta di fronte al pallottoliere, affrontando con leggerezza i problemi relativi a tassazione, lavori pubblici, servizi sociali e il funzionamento della macchina comunale.

    Apprezzabile il tentativo del Sindaco, che boccia definitivamente la sua squadra di governo e pone le basi per un discorso di allargamento. Ma si possono dimenticare i cinque anni di immobilismo? Può cadere nell’oblio la sua trentennale presenza nella casa comunale? E infine, la freddezza con cui affermava in consiglio comunale: “I mali pregressi di Carinola sono da imputare ad una mala gestione amministrativa”. Puntava il dito contro Sindaci del passato. Perché oggi si offre in pasto alle belve?

    Penso che la cittadinanza debba essere innanzitutto informata, e di qui le sei domande:

    1) Il sindaco è ancora tesserato con il Nuovi PSI o è in quota PdL?

    2) Come mai ha portato a termine il mandato quando ha avuto la chiara ed evidente conferma di essere un peso piuma dopo il voto per la scelta del revisore dei conti?

    3) Il Sindaco apre ai Partiti ed alle Associazioni. In “via IV novembre” accoglieranno il ritorno del figliuol prodigo?

    4) In che ruolo si posiziona oggi, sapendo di essere stato investito come Sindaco di un governo di salute pubblica in una recente intervista a Pasquale Di Biasio?

    5) Il Sindaco ha memoria del PUC? Ricorda di non essere riuscito a portarlo in CC entro la data stabilita? Chi pagherà ai Carinolesi l’ennesimo fallimento?

    6) Non pensa che restare a casa possa essere il più grande contributo per Carinola?

    Non sono abituato a seguire linee e diktat dei capibastone, ed è questo uno dei motivi per i quali ancora oggi non sono tesserato in alcun partito, ma sono ancora fiducioso che possa crearsi un’alternativa, magari con il giusto connubio tra esperienza, capacità e novità che possa permettere come 5 anni fa la possibilità di un voto per Carinola, un voto di speranza, un voto che spezzi le dinamiche che hanno contraddistinto gli ultimi anni. Questi sono i requisiti: gli unici che mi vedrebbero in campo con qualunque ruolo.

    Rino Di Cresce, già consigliere comunale C&L