Ieri 9 dicembre 2025, con la proclamazione ufficiale da parte dell’Ufficio elettorale della Corte d’Appello di Napoli, Roberto Fico è diventato formalmente presidente della Regione Campania. Alla base del suo insediamento c’è una coalizione ampia, che unisce forze politiche diverse, dal centro-sinistra al M5S, passando per soggetti di sinistra riformista, con l’obiettivo dichiarato di proporre una “nuova stagione” per la Regione.
Nel suo primo discorso, Fico ha indicato con chiarezza le priorità: “sanità, investimenti nei territori, trasparenza e giustizia sociale”. E ha annunciato che intende mantenere per sé la delega alla sanità, almeno in questa fase.
Secondo il programma iniziale del neogoverno, i punti cardine su cui concentrare l’azione sono:
Sanità pubblica: rafforzare i servizi sul territorio, ridurre le disuguaglianze e affrontare le carenze strutturali. Fico ha scelto di tenere direttamente la delega.
Trasporti e infrastrutture: investire in mobilità, collegamenti regionali e servizi nelle aree meno servite.
Lavoro e sviluppo economico: promuovere politiche attive e iniziative per la crescita, in particolare nei territori più fragili.
Giustizia sociale e coesione territoriale: ascolto delle forze civiche e sociali, con l’obiettivo di “far sentire coinvolte” anche le fasce più deboli della popolazione.
Fico ha insistito molto sull’“etica pubblica” come faro guida per ogni nomina e decisione, promettendo trasparenza e partecipazione.
Con la proclamazione, si apre ora la fase cruciale della formazione della giunta regionale. Secondo quanto riportato, la scelta verrà fatta con l’obiettivo di garantire un equilibrio politico tra le forze della coalizione.
Nei prossimi giorni, una volta che verranno proclamati anche i consiglieri regionali, si attendono segnali sui nomi e sulle deleghe chiave. Secondo le previsioni, la prima seduta consiliare dovrebbe essere convocata da Giorgio Zinno, il consigliere più votato, non meno di cinque giorni dopo la notifica ufficiale.
Al momento non ci sono nomi ufficiali per posti di rilievo nella giunta, ma è possibile ipotizzare alcuni criteri che Fico e la sua coalizione terranno in considerazione:
Deleghe strategiche per partiti diversi, per dare rappresentanza all’intera coalizione, si potrebbe pensare di assegnare portafogli chiave (es. lavoro, ambiente, infrastrutture) a esponenti del Partito Democratico, del M5S, e di altri partiti alleati, in funzione del peso elettorale di ciascuno.
Presenza territoriale e rappresentatività, tenendo conto della varietà delle province campane, potrebbe essere importante bilanciare la giunta con assessori provenienti da aree diverse, per garantire equità territoriale.
Figure “tecniche” o indipendenti, per tradurre l’enfasi sull’“etica pubblica” e sulla trasparenza in realtà amministrative, potrebbero essere coinvolti esperti o personalità non strettamente legate ai partiti tradizionali. Per esempio uno degli elementi irrinunciabili sembra essere nessun Consigliere eletto in Giunta. Di qui la promessa di ascolto di associazioni, forze sociali e civiche suggerisce la possibilità di coinvolgimento di figure esterne alla politica tradizionale, come consulenti o rappresentanti della società civile.
La partecipazione alle elezioni è stata SOLO del 44%, un’affluenza sensibilmente inferiore rispetto al 2020. Questo dato rappresenta un campanello d’allarme: la nuova amministrazione dovrà faticare non solo per governare, ma anche per ricostruire fiducia e partecipazione tra i cittadini.
Allo stesso tempo, con il voto netto e il mandato forte, aumenta la pressione sulle promesse fatte, soprattutto su sanità, lavoro e coesione sociale. Il popolo campano osserverà con attenzione le prime mosse: ogni scelta di giunta sarà scrutinata, e la gestione del “faro dell’etica pubblica” sarà fondamentale per dimostrare che non si tratta solo di vuote parole.
La composizione della giunta, la distribuzione delle deleghe, la capacità di dare risposte rapide e credibili: tutto questo determinerà se il mandato potrà davvero rappresentare una svolta oppure restare una promessa incompiuta.
Per i cittadini campani è tempo di guardare ai fatti con attenzione, spirito critico e la speranza che l’entusiasmo iniziale si traduca in risultati tangibili.
One thought on “Roberto Fico presidente della Campania”
signore salvaci tu!!!