Nel tardo pomeriggio di ieri una famiglia del nostro territorio ha vissuto uno di quegli episodi che, purtroppo, sempre più spesso colpiscono le nostre comunità: dei malviventi si sono introdotti in casa approfittando dell’assenza dei proprietari. Un furto che, sebbene non abbia provocato danni materiali ingenti, ha lasciato un segno profondo, come raccontano i diretti interessati.
“Purtroppo abbiamo avuto una sgradita visita – spiega la stessa Giusy Di Biasio su Facebook – e dei malviventi si sono introdotti in casa per rubare. Fortunatamente stiamo bene: non eravamo in casa e i danni materiali non sono stati tanti. Ma quello che fa più male è il sentirsi violati nel proprio intimo, il pensiero che persone senza scrupoli abbiano messo le mani nelle nostre cose. Chi ha vissuto questa brutta esperienza comprende di cosa parlo. Accanto alla paura e allo smarrimento, però, è arrivata anche la dimostrazione più bella della forza di una comunità: la vicinanza. Vogliamo ringraziare di cuore le tante persone che hanno avuto un pensiero per noi: una telefonata, un messaggio per chiedere come stavamo io, mio marito e, soprattutto, il piccolo Mario. GRAZIE! In questi momenti la vicinanza fa bene. Un sollievo ulteriore è arrivato nel constatare che anche gli amati animali di famiglia, Ciro e Rocco, non hanno subito alcun danno. L’importante è che stiamo bene tutti, umani e non”.
Determinante è stato anche l’intervento delle Forze dell’Ordine: i Carabinieri di Mondragone e di Carinola sono arrivati tempestivamente, avviando subito le procedure necessarie per ricostruire la dinamica del furto e individuare i responsabili.
E così, mentre da un lato episodi del genere generano rabbia e un senso profondo di ingiustizia, dall’altro la solidarietà ricevuta in queste ore diventa una carezza, un segno concreto di quanto il tessuto sociale sia ancora vivo, legato, capace di stringersi attorno a chi ne ha bisogno.
“Supereremo anche questo – conclude con fiducia – perché sappiamo che c’è tanta gente che ci vuole bene”.
Un messaggio di speranza che, nonostante tutto, restituisce un’immagine autentica della nostra comunità: ferita, sì, ma mai sola.