[Pubblichiamo il testo dell’elaborato con cui la nostra compaesana Anna Verrengia, della 3D di Casale di Carinola, ha partecipato e vinto al Premio Letterario Veronica Abbate di Mondragone, dedicato alla memoria della giovane vittima di “femminicidio” nel 2006]
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Sono la strega in cima al rogo, anche se condannata rimango a testa alta rifiutando di soccombere alle violenze e alle aspettative sociali.
Una farfalla che imbraccia un fucile. posso sembrare debole fragile ma ho una grande forza interiore e sono determinata nel lottare contro la discriminazione e la violenza di genere.
Una regina senza trono: sono donna forte e indipendente non più relegata a ruoli tradizionali ma vivo in un contesto in cui il mio potenziale e la mia autorità non sono pienamente riconosciuti solo perché sono una donna.
Sono una corona d’arancio e di spine perché sono una donna complessa in grado di essere dolce come un arancio ma anche forte e resiliente da lottare sempre per la mia libertà.
«Sono stanca di vivere in una società che non mi rispetta, che mi considera inferiore all’uomo e che limita le mie competenze nel mondo del lavoro» dice Maria.
«Vorrei solo camminare per strada senza sentire commenti e fischi; non sono un oggetto o un capo di bestiame in vendita ma una persona con dei sentimenti» scrive Francesca.
«Vorrei non sentir più parlare di povere donne come me uccise da piccoli uomini senza cuore» grida Veronica.
«Sono sempre più irritata quando sento frasi del tipo: – se l’è cercata, girava con un vestito troppo corto – come se la colpa fosse la mia!» riflette Angelica.
Oggi troppe donne vivono imprigionate da catene che non si vedono, ma si sentono addosso ogni giorno. Catene fatte di controllo, terrore e accettazione. Hanno ali ma non possono volare. Hanno sogni, ma li tengono nascosti. La loro libertà è spezzata da uomini che non le amano davvero, ma le vogliono possedere. Uomini che le tengono al guinzaglio, non per affetto, ma per potere.
Tagliamo i guinzagli e rompiamo le catene; diamo la libertà a chi ancora può salvarsi, restituiamo la dignità a chi si è vista togliere la vita solo per aver detto no. Diamo voce a chi ha provato ad aggrapparsi alla vita e a urlare BASTA. Sono stanca di sentire in telegiornale di donne uccise o sopravvissute ma segnate indelebilmente, donne a cui sono state spezzate le ali, che non riescono più a porre speranze in nessun uomo e che hanno paura di spiccare il volo per paura di essere imprigionate nuovamente
Non riesco più a comprendere tutte queste ingiustizie, vorrei mettere la parola fine e abbattere questo muro tra uomo e donna che purtroppo sembra invalicabile. Sono una donna e come tante donne so cosa vuol dire sentirsi invisibile, sottovalutata e messa a tacere da uomini che si considerano superiori. So cosa vuole dire vivere con la paura negli occhi e il cuore che corre troppo forte anche solo camminando per strada. Ma soprattutto, so cosa significa essere considerata valida solo se sto zitta, se non disturbo, se non brillo.
Non voglio più vivere in un mondo in cui essere donna significa doversi difendere ogni giorno. Difendersi per strada, a casa, sul lavoro. Non voglio più vedere il fuoco negli occhi di amiche, sorelle, conoscenti spegnersi piano piano, soffocato da relazioni che dovevano essere amore, ma che si sono rivelate gabbie.
Gabbie fatte di controllo, paura, silenzi forzati.
Oggi alzo la voce. Lo faccio per me e per tutte. Per chi non ha potuto parlare, per chì non ce l’ha fatta, per chi ancora lotta ogni giorno nel silenzio.
Alzo la voce affinché nessuna debba più sentirsi sola. Affinché nessuna debba più sentirsi inascoltata. Affinché nessuna debba più sentirsi in trappola.
Meritiamo libertà, rispetto, sicurezza. Meritiamo di vivere, non solo di sopravvivere. E finché questo non sarà realtà per tutte, la nostra voce non smetterà di farsi sentire.
Sogno che ogni donna venga cresciuta consapevole di valere, di avere dei diritti, di poter dire di no e soprattutto di non dover mai dipendere da nessun uomo perchě pochi ci lasciano libere di affermarci, di essere soddisfatte di noi stesse. Il resto invece ci illude solo di poterlo fare.
Desidero che anche gli uomini sappiano riconoscere e combattere la violenza e la discriminazione e a non alimentarle, perché il cambiamento è possibile, ma solo se si è tutti insieme. Donne non smettiamo di parlare, di denunciare e di educare perché il silenzio è complice. Tutte noi abbiamo un forte carico sulle spalle: speranze, sogni, fiducia di chi non può più realizzarli, delle donne che ci hanno lasciato l’onore di cambiare la società di riscattare il nostro essere FIERAMENTE DONNA.
Anna Verrengia