Lello Esposito, Parthenope e Carinola

Ieri 23 dicembre 2025 è stata presentata ufficialmente, presso le Scuderie di Palazzo Sansevero, l’opera “Parthenope”, una scultura di grande impatto visivo e simbolico firmata dal maestro napoletano Lello Esposito, uno degli artisti più significativi dell’arte contemporanea italiana: un nuovo simbolo artistico per Napoli che guarda al suo passato millenario e, al tempo stesso, invita alla speranza per il futuro. Secondo la leggenda, Partenope era una delle sirene che tentarono di ammaliare Ulisse con il loro canto. Fallito l’incantesimo, la sirena si lasciò morire per il dolore e il suo corpo fu trasportato dalle onde fino alle coste del Golfo, dove oggi sorge Napoli. Qui venne sepolta e venerata dagli abitanti del luogo, che diedero il suo nome alla prima città: Parthenope, da cui nacque Neapolis “la città nuova”.

La scultura, realizzata in alluminio e concepita per celebrare i 2.500 anni dalla fondazione di Napoli, realizzata come abbiamo visto da Lello Esposito, rappresenta un  legame con il Premio Giornalistico Matilde Serao di Carinola (Caserta) poiché è lo stesso artista che da anni realizza la statuetta/scultura originale diventata simbolo visivo della manifestazione, e che viene assegnato al Premio Giornalistico “Matilde Serao” di Carinola, un riconoscimento dedicato alla figura della scrittrice e giornalista italiana della Belle Époque e annualmente assegnato a una delle eccellenze nel giornalismo femminile. L’opera di Esposito, accompagna idealmente questo premio che celebra le voci del giornalismo nazionale e il valore della professione.

La figura mitologica della sirena Partenope, la leggendaria creatura cui la città deve il suo nome, è stata reinterpretata con un linguaggio visivo fortemente contemporaneo e, dobbiamo dire, probabilmente molto più aderente al vero, infatti la Sirena a quanto pare aveva piume di uccello a differenza dell’immagine tradizionale con coda di pesce. Esposito sceglie un corpo antropomorfo che fonde tratti femminili di ispirazione classica con elementi aviari: la parte inferiore richiama un gallo, simbolo di speranza, rinascita e risveglio, e le zampe ricordano un Vesuvio rovesciato, richiamando in modo poderoso l’identità partenopea. L’opera è destinata a essere collocata sul Monte Echia, il promontorio che secondo la tradizione ospitò il primo insediamento di quella che sarebbe poi diventata Neapolis, e luogo simbolico per riscoprire le radici antiche della città.

Nato a Napoli nel 1957, Lello Esposito si è imposto nel panorama artistico per la sua capacità di reinterpretare l’iconografia popolare partenopea, dal Pulcinella al Vesuvio, dagli oggetti simbolici come il corno portafortuna ai grandi miti del territorio, fondendo tradizione e contemporaneità in un linguaggio riconoscibile e originale. Nel corso della sua carriera Esposito ha spesso creato opere che celebrano Napoli e la sua cultura: la sirena Parthenope, figura arcaica alla base della leggenda fondativa della città, rientra pienamente in questo percorso, trasformando un mito classico in un messaggio di vitalità e identità collettiva e, grazie alla sua attenzione all’attualità e all’informazione, anche la statuetta/scultura del Premio Giornalistico “Matilde Serao” di Carinola.

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