Un anno di Casale, Carinola e non solo

L’ultimo anno restituisce il ritratto di una comunità che vuol rimanere viva, che è consapevole, capace di interrogarsi sul presente senza perdere il legame con la propria storia. Politica locale, cronaca quotidiana, fede, tradizioni e cultura: insieme costituiscono l’identità di Casale di Carinola. Una parte centrale è stata come sempre dedicata alla vita politica e istituzionale, soprattutto in relazione alle elezioni regionali e al funzionamento delle istituzioni. Articoli come “Regionali ’25: sistema elettorale Campania” e “Campania: eletti al Consiglio Regionale” sono stati realizzati con l’intento di svolgere un ruolo fondamentale di chiarezza e servizio pubblico, spiegando ai cittadini le regole del voto e i meccanismi della rappresentanza democratica e come essa sia distribuita.

Non sono mancati gli articoli di commento e riflessione post-elettorale, come “L’EPIDEMIA DEL CONSENSO TRASFERIBILE”, “Regionali 2025 – ringraziamenti e auguri”, “Effetto-Zannini: per Carinola sarà un tornado o un venticello?” o ancora “Liste locali e personali: e a Carinola?” che hanno sottolineato il valore della partecipazione e della responsabilità di chi è chiamato a rappresentare la comunità.

Allo stesso modo, la nascita di nuove esperienze politiche locali è stata raccontata con attenzione, come nel caso di “Grimaldi: formalizzato gruppo consiliare indipendente a Carinola”, segno di un confronto politico sempre vivo sul territorio, confronto che spesso si è animato sulle nostre colonne virtuali che hanno ospitato comunicati stampa, ordinanze, determine e vari commenti alla vita amministrativa locale, come “La TARI: perché da noi è più alta?” oppure “Destra e Sinistra nel livello locale (1)” o ancora “Casale: et lux facta est… forse!”, o più raramente, nazionale “Raccolta differenziata: rapporto ISPRA”. I commenti all’attività amministrativa chiudono col botto, non quelli di Capodanno, deprecabile e difficilmente estirpabile piaga, ma con l’articolo “Carinola: Isola Ecologica” che presenta un clamoroso e molto incoraggiante annuncio fatto sul finire dell’anno dai nostri amministratori: ovviamente valuteremo progettazione e realizzazione, ma non possiamo che sperare bene.

Accanto alla politica, il blog ha continuato a raccontare la cronaca del vivere quotidiano, quella fatta di avvisi, organizzazione, rispetto delle regole e momenti di condivisione. Ne sono esempio articoli che vanno oltre la semplice comunicazione amministrativa e restituiscono il senso di una comunità che si prepara a vivere insieme il tempo delle feste come per esempio uno degli ultimi articoli dell’anno “Casale: il Natale all’asilo” che racconta di una comunità che, come dicevamo all’inizio, vuole vivere, articolo che segue quelli dedicati alla Festa della Vendemmia “Festa della Vendemmia 2025 – Casale di Carinola”.

Un filone fortemente identitario del blog è quello legato alla vita religiosa e parrocchiale, da sempre cuore pulsante di Casale di Carinola. Il racconto delle esperienze educative e comunitarie, come “Casale di Carinola – GREST 2025”, mette in luce il valore formativo e sociale dell’oratorio e della Chiesa come luogo di incontro per le nuove generazioni. Alla storia del nostro paese sono dedicati i due articoli “Casale di Carinola: l’origine di un borgo” e “Casale di Carinola: i tempi moderni/2”.

Purtroppo questo 2025 si è aperto con la bruttissima notizia della morte del dottor Vincenzo Aurilio, il farmacista di Casale ma soprattutto il caro amico di tutti che prematuramente ci ha lasciato in capo a pochi velocissimi mesi di una fulminante e aggressiva malattia. Era febbraio e da allora un po’ di gioia e vitalità, quelle stesse che animavano il povero Vincenzo, ha abbandonato il nostro paese.

Quasi da contraltare temporale è la scomparsa di Michele Lepore, altro amico che grazie al suo ingegno, e anche alla sua relativamente lunga vita, ha inciso più a lungo e più fecondamente sulla storia di Casale. “In morte di Michele Lepore” è un articolo dello scorso novembre.

Le tradizioni che si rinnovano ogni anno trovano spazio in articoli come “Casale di Carinola: Festa d’agosto 2025”, dove la devozione popolare diventa occasione di coesione e memoria collettiva. Di grande intensità anche i contributi di carattere spirituale e culturale, come “Via Crucis – Fonte di speranza” di don Luciano, che collegano la riflessione cristiana al nostro tempo, richiamando anche il messaggio di papa Francesco in un mondo ferito da guerre e disuguaglianze. Già don Luciano Marotta: dopo quasi venti anni nella nostra Parrocchia, da circa un mese è stato trasferito a Mondragone ed è stato sostituito da un suo conterraneo don Manuel Rinaldi, giovane presbitero che qualche anno fa era già stato a Casale per un anno e mezzo.

Il blog ha dato spazio alla cultura come strumento di crescita e consapevolezza, raccontando eventi, libri e momenti di riflessione collettiva. Ne è esempio “Da Casale un omaggio a donna Matilde”, che lega la memoria storica alla dimensione culturale e identitaria del territorio; altro sentito omaggio alla gloria carinolese è “Carinola: scuola intitolata a Matilde Serao”, uno dei pochi esempi, anzi crediamo sia proprio l’unico purtroppo, di Istituto Scolastico intitolato alla giornalista-scrittrice-imprenditrice greco-carinolese della fine del XVIII/inizio XIX secolo, un grave vulnus per il nostro Comune cui dovrebbe porsi rimedio. Particolarmente significativo il tema dell’emancipazione e del ruolo delle donne, e non è un caso se quest’argomento lo citiamo subito dopo il nome di Matilde Serao, tema affrontato in “Imprenditoria femminile: un crescendo importante”, dove i dati economici diventano spunto per una riflessione più ampia su cambiamento sociale, lavoro e futuro, come di sociale parla l’articolo “Cooperativa Sociale “Al di là dei Sogni”: sogno reale!”, dedicato alla comunità di reinserimento-azienda agricola operante a Maiano di Sessa Aurunca su un bene confiscato alla camorra.

Trovano spazio anche articoli di Storia e cultura varia di cui citiamo solo l’ultimo “Unità? Riscriviamone la Storia!” molto interessanti ma che purtroppo, dobbiamo riconoscerlo, non incontrano il favore che meriterebbero da parte dei nostri lettori; oppure, per tornare all’attualità, anche il riconoscimento del valore della cultura italiana nel mondo trova spazio con “La cucina e l’UNESCO: un’opportunità da cogliere”, che lega tradizione, identità e sviluppo.

Mettendo insieme questi articoli, non tutti citati ovviamente, emerge con chiarezza l’intento non solo di informare, ma anche di custodire e raccontare l’anima di una comunità. Un luogo dove il locale dialoga con il nazionale e il globale, dove la cronaca si fa memoria e la memoria diventa progetto. In un tempo segnato da disorientamento e superficialità, è opportuno continuare a scegliere la strada della parola responsabile, radicata nel territorio e aperta al futuro.

Da domani sarà 2026… AUGURI!

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