Dall’antica Cales alla moderna Carinola

Le origini di Cales risalgono all’epoca degli Ausoni, un antico popolo italico che abitava queste terre ben prima dell’espansione di Roma. Fu proprio su questo nucleo primitivo che, nel 334-335 a. C., i Romani fondarono una colonia latina, come riportano le fonti storiche tra cui Tito Livio. La fondazione non fu casuale: Roma intendeva consolidare il proprio controllo su un’area cruciale della Campania settentrionale, creando un avamposto militare e commerciale capace di contenere eventuali ribellioni e garantire sicurezza lungo le principali direttrici viarie e infatti la sua posizione strategica, lungo le vie naturali di collegamento tra l’entroterra e il mare, ne fece fin dalle origini un centro di grande rilievo, capace di controllare traffici, eserciti e scambi culturali.

L’area in cui sorgeva l’antica Cales si trova in una fascia di territorio compresa tra l’entroterra collinare e la pianura che degrada verso il litorale domizio. Più in generale, tutta questa fascia territoriale è compresa tra due elementi geografici fondamentali: da una parte il Monte Massico, che domina il paesaggio collinare, e dall’altra la pianura attraversata dal Volturno, uno dei principali corsi d’acqua del Sud Italia.

Il riferimento principale è l’attuale Calvi Risorta, e infatti proprio nel suo territorio comunale si trovano i resti archeologici dell’antica città. Tuttavia, guardando il quadro geografico più ampio, si nota che Cales era inserita in un sistema territoriale che oggi comprende diversi comuni: in buona sostanza l’antica Cales non era un unico centro isolato, ma parte di un sistema territoriale che continua a vivere attraverso una costellazione di comuni vicini, ciascuno con una propria identità ma legati da una storia comune che affonda le radici nell’età romana e ancora prima.

Cales conobbe così un periodo di grande prosperità: inserita nel sistema viario romano, in particolare grazie alla vicinanza con la Via Latina, la città oltre ad essere un centro fiorente divenne nota anche per la produzione di ceramiche pregiate e per la fertilità delle campagne circostanti. La sua importanza era tale che venne più volte coinvolta nelle grandi vicende della Repubblica romana, restando però quasi sempre fedele a Roma anche nei momenti più critici.

Il declino arrivò molti secoli dopo, in un contesto completamente mutato: con la caduta dell’Impero romano e l’instabilità che ne seguì, Cales iniziò progressivamente a perdere centralità. Il colpo definitivo giunse nel IX secolo, quando le incursioni saracene devastarono ampie zone della Campania. Intorno all’879 d.C., la città fu saccheggiata e distrutta dai Saraceni, ponendo fine alla sua lunga storia urbana. Le popolazioni superstiti abbandonarono progressivamente il sito originario, cercando rifugio in luoghi più sicuri e difendibili.

Ed è proprio da questa fuga e da questa necessità di protezione che nasce il legame con l’attuale Carinola, situata verso sud-ovest e che rappresenta in qualche modo l’erede storica e territoriale di quella civiltà.

A differenza dell’antica Cales, Carinola si sviluppò in una posizione più facilmente difendibile rispetto alle incursioni. Non si tratta dunque di una semplice continuità urbana, ma di una vera e propria trasformazione geografica e strategica: la città si sposta, cambia assetto, si adatta a un’epoca in cui la sicurezza prevale sugli scambi commerciali. Spostandosi poco più a sud si incontra Falciano del Massico, alle pendici del Monte Massico, mentre verso ovest, in direzione della pianura costiera, si estende Sessa Aurunca, uno dei centri storicamente più importanti dell’area, già colonia romana con un ruolo rilevante.

Oggi, mentre Cales resta un sito archeologico che conserva ancora tracce imponenti del suo passato romano, tra cui resti di mura, edifici e necropoli, Carinola rappresenta la continuità viva di quel territorio. Da una parte le rovine immerse nella campagna, testimonianza silenziosa di una civiltà antica e potente; dall’altra un centro abitato che ha attraversato i secoli reinventandosi, senza mai perdere il legame con le proprie radici.

Cales e Carinola sono accomunate dalla stessa storia e in fondo confrontarle significa osservare da vicino il modo in cui la storia modella il paesaggio e le comunità si adattano e si trasformano. Dove un tempo si affermava una città aperta e prospera, oggi resta la memoria archeologica di vestigia antiche, qualcosa che che, pur avendo perso il ruolo centrale che aveva in epoca romana, è pur sempre una zona che resta ancora oggi densamente abitata e ricca di piccoli centri; poco più in là vive una comunità che è figlia diretta di quella storia, ma anche della necessità di sopravvivere ai suoi momenti più difficili.

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