Il dibattito sul possibile insediamento di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) a Castel Volturno continua ad alimentare il confronto politico e istituzionale. Dopo settimane di discussioni, il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, ha incontrato a Roma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per affrontare una questione che tocca direttamente il futuro del territorio, segnato da anni da criticità sociali, pressione migratoria, abusivismo e carenze strutturali.
Al termine del confronto, il primo cittadino ha espresso una posizione chiara: l’eventuale apertura di un Cpr non rappresenterebbe una risposta adeguata ai problemi di Castel Volturno. Una dichiarazione netta che mira a spostare l’attenzione dal tema dei centri di rimpatrio verso interventi più ampi e strutturali.
Secondo Marrandino, la situazione del Comune richiede strumenti straordinari. L’idea avanzata è quella di una “legge speciale” capace di affrontare contemporaneamente le molteplici fragilità che caratterizzano il territorio: dalla sicurezza urbana al recupero ambientale, passando per il sostegno ai servizi pubblici, la riqualificazione e la gestione dei fenomeni migratori.
Il confronto con il Ministro si inserisce in un quadro complesso. Castel Volturno rappresenta da decenni uno dei punti più delicati del Mezzogiorno per quanto riguarda l’immigrazione e le difficoltà legate all’integrazione, con una presenza significativa di comunità straniere e una storia segnata da emergenze sociali che spesso hanno attirato l’attenzione nazionale. L’ipotesi di realizzare un Centro di permanenza per i rimpatri aveva generato reazioni differenti, tra chi considera i Cpr strumenti necessari per l’attuazione delle politiche di espulsione e chi teme che strutture di questo tipo possano accentuare tensioni già presenti senza affrontare le cause profonde delle criticità territoriali.
La posizione espressa dal sindaco sembra collocarsi in quest’ultima prospettiva: non il rifiuto del tema sicurezza, ma la richiesta di una strategia più articolata, che tenga conto della specificità di Castel Volturno. Da qui l’insistenza su misure eccezionali e investimenti dedicati, ritenuti indispensabili per intervenire in modo duraturo.
L’incontro con il ministro dell’Interno potrebbe rappresentare soltanto il primo passo di un dialogo istituzionale destinato a proseguire. Resta da capire se alle richieste avanzate dal territorio seguiranno provvedimenti concreti e quale sarà l’orientamento del governo rispetto sia all’ipotesi del Cpr sia all’eventuale definizione di strumenti normativi straordinari. La discussione, intanto, conferma come il futuro di Castel Volturno continui a intrecciarsi con temi nazionali: gestione dei flussi migratori, sicurezza, inclusione sociale e sviluppo di aree che da anni convivono con condizioni di emergenza permanente.