Rianimiamo la nostra Festa d’Agosto. Lettera aperta di un cittadino innamorato di Casale

Ci è arrivata in redazione una lettera aperta molto intensa, scritta col cuore da un nostro compaesano. È una riflessione profonda sulla nostra Festa d’Agosto e sulla devozione a Maria SS. delle Grazie, ma è soprattutto un invito a non rassegnarsi. Abbiamo deciso di condividerla integralmente perché crediamo che le idee e lo spirito costruttivo di chi ama davvero Casale meritino sempre spazio e ascolto. L’autore ha chiesto di rimanere anonimo per far sì che la discussione si concentri solo sul bene del paese e sulle proposte concrete, senza personalismi. Buona lettura.

Cara Casale, cari concittadini e membri del Comitato Festeggiamenti,

Vi scrivo da semplice compaesano, da persona che ogni anno sente il cuore battere più forte per Maria SS. delle Grazie. La nostra “Festa d’Agosto” è un patrimonio di tutti noi, un legame indissolubile con le nostre radici e la nostra identità.

Proprio per questo immenso affetto, però, non posso nascondere un velo di tristezza nel vedere come, anno dopo anno, le giornate centrali stiano perdendo vitalità, lasciando spazio a lunghi “buchi” durante le ore diurne. Il primo giorno si attende la sera per la fiaccolata, il secondo si aspetta il complesso bandistico sempre in serata, l’ultimo si resta in attesa del concerto di musica leggera in Piazza Struffi, del quale peraltro, a pochissimo tempo dall’evento, non conosciamo ancora l’artista. Di giorno, il paese sembra quasi addormentato, privo di quel fermento e di quell’allegria che una festa patronale meriterebbe.

Capisco che organizzare eventi sia diventato burocraticamente complesso e che la carenza di fondi sia una scure che pende su ogni iniziativa. Ma lamentarsi continuamente della mancanza di risorse e di ostacoli insormontabili, senza tentare strade nuove, non risolverà il problema.

A questo proposito, sorge spontaneo un paragone: un’altra realtà del nostro paese, l’associazione della banda musicale, è riuscita a organizzare ben due serate di musica senza trovare tutti gli impedimenti e i drammi economici che la commissione festa continua a sbandierare. Se loro ci sono riusciti, perché il comitato non può fare lo stesso? Non possiamo arrenderci all’idea che la festa debba “spegnersi”, né possiamo permetterci di non comunicare con i cittadini, lasciando tutto nel mistero fino all’ultimo secondo.

Le idee a costo zero esistono, e la voglia dei casalesi di partecipare c’è sempre, basta solo accenderla. Vorrei quindi lanciare, in modo del tutto propositivo, alcune proposte concrete per riempire quelle ore vuote e, soprattutto, per aiutare il comitato ad autofinanziarsi e fare cassa immediatamente.

Per quanto riguarda il riempimento delle ore diurne, una prima idea potrebbe essere l’istituzione del “Torneo delle Grazie”. Si tratterebbe di organizzare tornei rapidi direttamente in Piazza Struffi o nei bar del paese, riscoprendo attività come il calcio balilla, la pallavolo o i classici giochi di carte come Scopa e Tresette. Chiedendo una piccola quota di iscrizione per squadra, potremmo coprire un premio simbolico, magari un cesto gastronomico locale, e destinare tutto il resto netta ai fondi della festa.

Sulla stessa scia si potrebbero recuperare i giochi popolari di una volta, come la corsa nei sacchi, il tiro alla fune o la rottura delle pignatte per i più piccoli. Il costo dei materiali sarebbe di pochissimi euro, ma il guadagno in termini di allegria e partecipazione delle famiglie sarebbe inestimabile.

Sul fronte dell’autofinanziamento, una soluzione immediata è rappresentata dalla cosiddetta “Scatolata” o pesca di beneficenza last-minute. Basterebbe chiedere ai commercianti della zona e alle famiglie di donare oggetti nuovi, casalinghi o prodotti commerciali. Con biglietti venduti a un prezzo simbolico di uno o due euro durante i pomeriggi, si creerebbe un’attrazione continua in grado di garantire un guadagno pulito al cento per cento per le casse della festa.

Un’altra importante fonte di reddito potrebbe arrivare dall’allestimento di un punto ristoro del Comitato. Se mancano i fondi per grandi strutture, basterebbe un piccolo stand autogestito in piazza durante le sere per vendere bibite fresche e panini con salsiccia o porchetta. Comprando i prodotti all’ingrosso o tramite sponsor, i margini di profitto sulle tre serate sarebbero fondamentali per salvare il bilancio complessivo. A questo si potrebbe aggiungere una lotteria flash golosa, vendendo biglietti a tappeto durante le sfilate e i tornei pomeridiani. Mettendo in palio un maxi cesto di eccellenze del nostro territorio, come la mozzarella di bufala e il vino Falerno, si potrebbe procedere all’estrazione direttamente l’ultima sera prima del concerto, garantendo un’entrata economica immediata.

Infine, se le casse piangono e non si conosce ancora l’artista di musica leggera, non c’è assolutamente da vergognarsi. Invece del silenzio e dell’attesa, si potrebbe proporre una grande cover band di successo, orientata alla musica popolare campana, alle tammurriate o ai tributi a grandi artisti come Renzo Arbore o Pino Daniele. Spesso queste band sanno far ballare e sanno riempire la piazza molto più di un nome altisonante, costando tuttavia solo una frazione del prezzo di un grande big.

Superiamo le barriere del silenzio, la Madonna delle Grazie merita una festa viva, e Casale merita di tornare a sorridere unita.

Un paesano anonimo, ma profondamente innamorato di Casale.

3 thoughts on “Rianimiamo la nostra Festa d’Agosto. Lettera aperta di un cittadino innamorato di Casale

  1. Anonymous

    Ne aggiungerei un’altra di idea un’unica festa organizzata da due comitati diversi uno esclusivamente per lato religioso e uno per quello civile ognuno cerca i fondi per conto proprio e con quelli organizza. per ricominciare bisogna avere il coraggio di rompere alcuni schemi …

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  2. Anonymous

    Questo intervento del compaesano anonimo merita una riflessione seria. Sulle singole proposte si può essere d’accordo o meno, è legittimo: c’è a chi piace l’idea dei giochi di giorno e dei tornei in piazza e chi preferisce la festa tradizionale. Il punto vero però è un altro.

    Ciò che non è affatto bello, e che fa rabbia, è il silenzio totale del Comitato.

    Davanti a una lettera così educata, propositiva e mossa chiaramente dall’amore per Casale e per la nostra Madonna delle Grazie, la reazione è stata il nulla. Nessuna risposta diretta, nessun cenno e nemmeno due righe di chiarimento sui loro canali ufficiali o sulla pagina Facebook. Questo non è giusto: la comunicazione e il rispetto verso i cittadini devono esserci sempre, soprattutto quando si organizza una festa che è di tutti, e non di una cerchia ristretta.

    Purtroppo questo silenzio sta facendo venire il dente amaro a parecchia gente in paese. Il malcontento cresce proprio per questo modo di fare. Spesso alcuni componenti del comitato, non tutti, sia chiaro, danno proprio una sensazione di arroganza e maleducazione. Sembra quasi che i suggerimenti o le critiche costruttive di noi compaesani diano fastidio, come se fossero un attacco personale invece di una mano tesa.

    La festa si fa con il paese e per il paese. Ignorare i cittadini, tenere tutto nel mistero fino all’ultimo e rifiutare il dialogo non fa bene a nessuno. Speriamo che decidano finalmente di ascoltare, perché Casale merita rispetto e trasparenza.

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