Sabato 29.05.2010 – Il 29.05 u.s. per la prima volta in Nocelleto, frazione di Carinola, si è svolto un convegno sul tema “1860: Unificazione o Conquista?“ che si è tenuto presso la piccola e bella chiesa di San Sisto II. Convegno organizzato dal Gruppo Cultura e Spettacolo della Parrocchia sopra menzionata, con grande impegno del Dott. Sisto di Cresce Difensore Civico del Comune di Carinola, su un argomento che ha interessato veramente una grandissima quantità di gente mobilitatasi da altri luoghi per prendere contezza della nostra storia.
C’è da dire che il folto numero di persone intervenute formato non solo da locali ma anche da persone giunte da ogni parte della Campania ha realmente meravigliato un po’ tutti, ma pensandoci bene quando si parla della nostra terra siamo tutti pronti ad ascoltare ciò che realmente siamo stati, siamo e riflettendo su quello che saremo.
Con caloroso applauso è stato accolta la presenza del preside Giannone che ha intitolato la scuola primaria e dell’infanzia di Scafati a Ferdinando II di Borbone.
Rifacendomi alle parole dette con veemenza e, molto applaudite, dal Dott. Edoardo Vitale uno degli illustri relatori che ha partecipato al convegno, la cosa che a mio parere ha entusiasmato il pubblico presente è stato il fatto che non ci si è soffermati sugli episodi di violenza subiti dai nostri conterranei, da parte dei soldati Piemontesi, ma sul fatto che ci è stata tolta la nostra identità. Identità che vuol dire senso di appartenenza sottrattoci da coloro che nei libri di scuola sono dipinti come eroi. Ma è risaputo che la storia la scrive chi vince e quindi nelle scuole sui testi di storia c’è scritto un po’ di tutto.
Ci sono stati interventi piacevoli fatti dai vari relatori come quello del Dott. Golia e del monsignor Alfieri che hanno illustrato la storia come è realmente e non come ce l’hanno insegnata a scuola; intervento del commissario di Sessa Aurunca, Dott. Cervo, che si è soffermato su episodi accaduti nelle zone vicine a Nocelleto di Carinola che hanno molto interessato tutti i presenti e infine c’è stato un intervento fatto dal dott. Antonio Jossa Fasano che si è soffermato sull’importanza che il dialetto napoletano ha avuto nella nostra storia e del fatto che nel Regno delle due Sicilie era una vera e propria lingua. L’intervento si è concluso sottolineando che le nostre origini vengono , nonostante tutto ciò che abbiamo subito, diffuse in tutto il mondo tramite la nostra lingua, lingua di arte, musica e cultura. Il nostro estro è saper vivere la napoletanità.
Il messaggio che rimane da questo convegno è quello che ognuno di noi ha il dovere di andare a cercare quale sia realmente la verità e ciò che hanno subito i nostri conterranei ed inoltre di non avere nessun senso di inferiorità nei riguardi di coloro che hanno distrutto una terra ricca di arte e cultura che nonostante tutto riesce sempre a diffonderla in tutto il mondo. Basti pensare come asserisce il dott. Antonio Jossa Fasano che anche per mangiare una vera pizza: «Hanna sempe venì a Napule».
[
La figura e l’opera di Sant’Agostino Roscelli sono state trattate in un libro di padre Antonio Rungi, teologo morale mondragonese, religioso passionista: questo grande santo, facente parte della numerosa schiera dei santi italiani che sono stati canonizzati da Giovanni Paolo II, è stato fondatore delle Suore dell’Immacolata di Genova che a Carinola hanno un’importante struttura educativa e di accoglienza. La vita di questo santo sacerdote è stata interamente incentrata sul culto della Madonna Immacolata e sulla carità vissuta attraverso l’opera di assistenza ai più bisognosi. Ha operato in modo singolare nel campo della formazione e con questa finalità ha fondato il suo istituto che conta diverse presenze operative in Italia e nel mondo. 