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  • Il patrimonio della parola – Vocabolario Casalese 2024

    Il patrimonio della parola – Vocabolario Casalese 2024

    A un certo punto della Storia l’uomo si alzò sulle gambe e gli arti superiori furono liberi di diventare mani. Forse il passo successivo fu dare un suono alle cose, un nome, inventando la parola. Allora fu uomo e non più scimmia. L’essere umano, espandendosi sul pianeta, frazionò il linguaggio in miriadi di parlate diverse, dialetti, lingue. Dunque la lingua è tratto essenziale dell’evoluzione della specie. Senza la parola saremmo ancora trogloditi incapaci di progredire, e trasmettere o ricevere emozioni. Questo il vero, grande prodigio che ci ha reso uomini senzienti. Da questa riflessione scaturisce la necessità di raccogliere in modo organico il corpus dei vocaboli che compongono il dialetto di Casale – idea primigenia nata nella mente di Novelio Santoro – in un vocabolario, a testimonianza scritta del nostro idioma.

    Idea ambiziosa e, al tempo stesso, inevitabilmente lacunosa, poiché la scarsità di una letteratura locale, riduce di molto le fonti dove attingere. Eppure esistono precedenti raccolte di vocaboli, elaborate da valenti studiosi del nostro linguaggio, ma non pubbliche, o perché sono andate perdute, oppure perché non si è voluto metterle a disposizione del tentativo attuale. Ciò, a nostro parere, è un torto verso la memoria di chi si era impegnato in questo tipo di ricerca. Pazienza… Noi per farlo, per renderlo pubblico e disponibile appunto, abbiamo deciso, al pari della volta scorsa, di renderlo liberamente scaricabile in formato PDF (acronimo di Portable Document Format, ottimo per una comoda consultazione su un telefonino per esempio), un formato di file specifico per la visualizzazione di documenti indipendentemente dall’editor di testo che è stato utilizzato per generarlo. Un programma che ha il non trascurabile pregio di essere gratuitamente reperibile in rete e che anzi è pre-installato su ogni computer.

    Anche il dialetto di un piccolo paese definisce e identifica una popolazione; questo il motivo per il quale si è intrapreso il programma di darne una versione, il più aggiornata possibile, con un testo destinato a restare per studi, conoscenza antropologiche di un gruppo, seppur ridotto di persone, curiosità riguardanti il nostro parlato. Nel nostro dire quotidiano ci sono, e prevalgono, influssi della parlata napoletana, ma non mancano elementi permeati dal linguaggio del basso Lazio, oltre a molte locuzioni che, come nella lingua madre, ci pervengono direttamente dal latino dei nostri antenati. Volutamente non si affronta una classificazione etimologica dei vocaboli inseriti, resa oltremodo aleatoria data la scarsità delle fonti consultabili, in effetti solo alcune volte si ipotizzano le radici di un termine.

    Come avviene in qualsiasi lingua viva anche nel nostro parlare vi sono evoluzioni, Sì, una lingua è cosa viva e, come tale, acquista nuovi suoni, ne accantona altri, dà luogo a significati ulteriori. In una parola: evolve, si adatta alle trasformazioni della società. Ciò, naturalmente avviene anche per il nostro dialetto che, tra l’altro, contempla piccole differenze di pronuncia, nelle varie zone del borgo.

    In questo scritto ci preme citare l’atto d’amore voluto da Adele, Nicola e Peppino, gli altri autori firmatari con Novelio di questo Vocabolario del Dialetto Casalese, per il nostro paese e del loro generoso tentativo di salvarne, nei limiti del possibile, un suo patrimonio culturale, identificativo del popolo casalese.

    Infine va rilevato il grande apporto con il quale i compaesani hanno contribuito nell’aggiungere vocaboli, dare consigli, suggerimenti: un apporto fondamentale senza il quale quest’opera non sarebbe stata possibile e che preghiamo di continuare a fornire, perché questo vocabolario è e deve essere, oggi come in futuro, patrimonio di tutti. A tal proposito un ringraziamento: non neghiamo affatto, anzi ci piace sottolinearlo, che talvolta abbiamo preso spunto da CASALESITUDINE, il gruppo Facebook dedicato a Casale di Carinola creato e curato da uno dei membri della nostra redazione, le cui “discussioni” seguiamo spesso, anzi a volte ci piace animarle: ecco è anche a tutti gli iscritti di tale gruppo che pensiamo quando auspichiamo una collaborazione sempre crescente nel nome del nostro amato borgo.

    N. Aurilio

  • Volume sui Santuari diocesani presentato a Mondragone

    Volume sui Santuari diocesani presentato a Mondragone

    Presentato ieri alle 19.00 Basilica S. Maria Incaldana di Mondragone il volume Basiliche e Santuari, un cammino millenario, testo dedicato a tutti i Santuari della Diocesi, la cui parte riguardante il Santuario di Santa Maria delle Grazie di Casale di Carinola è stata curata dalla nostra collaboratrice Adele Migliozzi, attraverso lo studio di documenti messi a disposizione dall’Archivio diocesano di Sessa Aurunca.

    Il volume presentato ieri e la prima pagina della sezione dedicata al nostro Santuario

    I saluti di apertura sono stati dell’architetto Salvatore Freda, direttore dell’ufficio diocesano BCE e del mons. Francesco Alfieri, Provicario Generale del settore pastorale della diocesi di Sessa Aurunca e responsabile della Basilica Incaldana che ospitava l’evento. Molto interessante soprattutto l’intervento della prof.ssa Ada Campione dell’Università degli Studi di Bari, una delle relatrici della serata in cui si è parlato soprattutto del ruolo storico del Santuario e dei pellegrinaggi nell’antichità. S. E. mons. O. Francesco Piazza Vescovo di Sessa Aurunca, costretto dai tempi previsti dalla scaletta, prima dei saluti finali, ha parlato della propria esperienza di pellegrinaggio a Santiago de Compostela e dell’importanza del carattere verticistico dell’incontro tra umano e divino nel raggiungimento della meta del cammino che si concretizza nel Santuario.

    Una fase della presentazione
    Il tavolo dei relatori

    La presentazione, moderata col consueto garbo da don Roberto Guttoriello, si inserisce nell’ambito di Segni di Storia, una settimana di valorizzazione dei beni culturali ed ecclesiastici organizzata dal MAB, Musei, Archivi e Biblioteche, cui ha aderito la Diocesi di Sessa e avrà la sua ideale continuazione con La Lunga Notte delle Chiese che si svolgerà domani venerdì 7 giugno dalle ore 20.00 alle 24,00 con un Concerto Mariano dal titolo Bagna e Torci dedicato alla storia dell’Apparizione.

    * in foto Adele Migliozzi con il vescovo Piazza e don Luciano Marotta