Dopo quasi due anni di Amministrazione Apostolica affidata al vescovo di Sessa Aurunca Mons. Orazio Francesco Piazza, anche per la Diocesi di Alife-Caiazzo, la Diocesi ha un nuovo vescovo: è mons. Giacomo Cirulli.
L’annuncio è arrivato dallo stesso Vescovo Cirullli, durante una diretta streaming in contemporanea con l’annuncio fatto dalla sala stampa vaticana. Durante la diretta il Vescovo Cirulli ha voluto ringraziare il suo predecessore, per l’ottimo lavoro svolto in questi due anni.
Tutto questo lavoro, potrebbe essere il preludio ad una fusione delle tre diocesi, dove resterebbe solo Teano che assorbirebbe quelle di Alife-Caiazzo e quella di Sessa Aurunca.
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Diocesi di Alife-Caiazzo. Via Piazza, arriva Cirulli.
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Accordo per la tutela della “grande bellezza”
Sottoscritto ieri il protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica e molti Enti interessati per il recupero di opere d’arte, finalizzato a rafforzare la tutela del patrimonio artistico, potenziando l’attività di contrasto dei reati commessi ai danni di opere d’interesse storico-artistico archeologico, la cui repressione è facilitata attraverso l’acquisizione di un adeguato bagaglio informativo.
L’accordo è stato sottoscritto con:
– Direzione Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Belle Arti e Paesaggio;
– Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta e Benevento;
– Arcidiocesi di Capua;
– Diocesi di Caserta;
– Diocesi Teano-Calvi;
– Diocesi di Alife-Caiazzo;
– Diocesi di Sessa Aurunca;
– Comando Provinciale Carabinieri di Caserta;
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli;Il presente protocollo nasce dalla necessità della comune condivisione che la salvaguardia del patrimonio culturale è un dovere verso un’eredità di valore inestimabile, legata al sentimento e all’identità religiosa delle comunità. Pertanto, la conoscenza di ogni singolo bene culturale rappresenta il primo passo per salvaguardare la memoria storica e la continuità della fruizione nel contesto ecclesiale e culturale e, a tal fine, l’attività d’inventariazione rappresenta un momento prodromico assolutamente imprescindibile.
L’inventario riguarda il patrimonio variamente espresso nelle opere di architettura, scultura, pittura, arredi, suppellettili, vesti liturgiche, strumenti musicali, ecc. presenti nelle chiese.Le Diocesi della provincia di Caserta hanno aderito al programma di inventariazione della CHI realizzato in accordo con il Mibact e ha visto il coinvolgimento anche del Comando di Tutela del Patrimonio Culturale, che nel caso di denuncia di furto, può accedere alla banca dati nazionale CHI. Difatti, tale sinergia, ha portato, al recupero di numerosi beni trafugati (schedati negli inventari informatizzati delle singole Diocesi), e tale la consultazione costituisce un insostituibile strumento di tutela.
L’inventariazione permette al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di disporre di dati per l’inserimento del bene sottratto nella propria Banca Dati favorendo le conseguenti ricerche. L’attività di inventariazione e catalogaziene delle Diocesi italiane, unitamente alla creazione delle rispettive Banche dati, rappresenta uno straordinario ausilio per un’efficace tutela. Pertanto, attraverso il presente protocollo d’intesa, le Parti costituiscono e condividono una prima misura utile alla prevenzione di fenomeni di furti e danneggiamenti dei beni culturali mobili custoditi nel patrimonio delle Diocesi.
In particolare:
Le Diocesi della Provincia di Caserta si impegnano, pertanto, ad:
– accrescere gli sforzi per completare le attività di catalogazione ed inventariazione nel più breve tempo possibile;
– aggiornare costantemente i dati, anche con riferimento agli interventi di restauro e agli eventuali spostamenti dei beni da effettuare nel rispetto delle vigenti norme;
– verificare la consistenza del patrimonio culturale mobile rispetto ai precedenti censimenti, denunciando tempestivamente gli eventuali ammanchi in modo da consentirne l’inserimento
nella “Banca dati”, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale;
– attivare in tutti i luoghi che custodiscono beni culturali, nel termine massimo di 6 mesi dalla sottoscrizione del presente protocollo, il collegamento al servizio di emergenza 112 onde consentire il tempestivo intervento della pattuglia dell’Arma impegnata nel controllo del territorio.La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento, che svolge funzioni di catalogazione e tutela nell’ambito del territorio di competenza sulla base delle indicazioni e dei programmi definiti dalla Direzione Generale, è connessa al SIGECweb, Sistema Informativo Generale del Catalogo, realizzato con l’obiettivo di unificare e ottimizzare i processi di catalogazione del patrimonio culturale, assicurando, grazie al controllo delle procedure applicate, la qualità dei dati prodotti e la loro rispondenza agli standard nazionali.
II Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale si avvale della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, confluendo in essa tutte le informazioni relative ai reati che abbiano come oggetto i beni culturali e che siano segnalate dai Reparti dell’Arma dei Carabinieri, dalle altre Forze di Polizia e dagli Enti accreditati italiani ed esteri, poiché, in caso di furti di beni culturale, indipendentemente dall’Ufficio presso cui è presentata la denuncia, si forniscono informazioni descrittive e fotografiche degli oggetti rubati ed i dati dell’evento delittuoso, che permettono alle Forze di Polizia interessate dalla ricezione, di compilare le “Schede Evento TPC” inviandole al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale per l’informatizzazione dell’evento, dei beni, e per le conseguenti ricerche.
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere coordina le attività investigative e le indagini delegate alla Polizia Giudiziaria ed in particolare, al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, al fine di pervenire ad un pieno accertamento dei fatti e alla completezza delle investigazioni e trame le dovute conseguenze in relazione all’identificazione dei responsabili.
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Lettera di Lorenzo Razzino a S.E. mons. Orazio Francesco Piazza
E’ con grande attenzione e doveroso rispetto che ho letto l’intervento di S.E. il Vescovo mons. Orazio Francesco Piazza in risposta ai miei precedenti scritti sul tema dei migranti e voglio pubblicamente ringraziarLo per aver dato risposte e per aver impreziosito il mio modesto bagaglio di conoscenze. Quindi senza alcuna intenzione polemica, anche perché non ne sarei all’altezza sia perché anonimo cittadino sia perché reiterante peccatore.
Credo di non aver mai messo in discussione, nei miei scritti sui Migranti, l’operosità e la presenza instancabile della Chiesa tutta ed ancor meno della Diocesi di Sessa Aurunca.
Con molta sincerità sono in assoluta sintonia con il mio Vescovo quando afferma «il tema dell’accoglienza è un tema molto complesso, non si può pensare che la Chiesa possa rimanere indifferente» e «…perché è facile che persone in modo umorale perché vedono presenze che non hanno in alcun modo capito…».
Infatti i miei interventi si sostanziano soprattutto sul secondo aspetto e mi dolgo se non sono riuscito a comunicarlo in maniera comprensibile.Non ho mai messo in discussione l’impegno materiale e non solo di tutta la Chiesa a favore degli ultimi, sarebbe blasfemo! Metto in discussione soprattutto la grande confusione e le grandi contraddizioni che regnano pericolosamente nelle nostre parrocchie e soprattutto in molti parrocchiani che pur rivestono all’interno di esse ruoli importanti.
In molti di loro c’è buona fede ma uno sbagliato approccio nel porsi davanti ad una problematica veramente di difficile e preoccupante soluzione ma in altri scaturisce un profilo razzista e xenofobo che certamente non aiuta, anzi acuisce le distanze, a favorire un pur minimo di integrazione e su questo aspetto molti “imprenditori di paura” ci sguazzano.
Il mio auspicio perciò è che la Diocesi tutta, oltre alla meritoria ed instancabile presenza materiale faccia sentire anche attraverso i media la sua forte ed autorevole voce per affermare con forza le parole di papa Giovanni XXIII nella Pacem in terris che recita
[quote font=”georgia” font_style=”italic” bcolor=”#eeee22″]In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio che ogni essere umano è persona cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera, e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla loro stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili[/quote]
Insomma io anelo ad una Chiesa più prossima agli insegnamenti di San Francesco, del Card. Carlo Maria Martini, del Vescovo Emerito mons. Raffele Nogaro e di papa Francesco.
In chiusura come anzidetto ritengo giusto riconoscere al nostro Vescovo, ai nostri Sacerdoti alle tante persone di buona volontà che giorno dopo giorno con il loro lavoro tendono ad una Comunità che cresca in amore ed in comunione con tutti i fratelli, pur tuttavia attendendomi più coraggio e più presenza nella comunicazione su questo difficile ed angoscioso problema.
Con devozione e rispetto
Lorenzo Razzino -

Ufficio Catechistico Diocesano, incontro formativo
Proseguono le attività dell’Ufficio catechistico diocesano. Un nuovo incontro di formazione per tutti i catechisti diocesani è previsto domenica 7 febbraio 2016, alle ore 16.00, presso la parrocchia di San Rufino in Mondragone. Ospite della giornata sarà don Armando Matteo, docente di Teologia fondamentale presso la Pontificia Facoltà Urbaniana di Roma.
La giornata dal tema “Come parlare di Dio ai giovani” servirà ad approfondire e confrontarsi sul rapporto dei giovani con la fede.

Calendario Incontri