Ogni anno, puntuale come l’Inverno, nelle cassette della posta di molte famiglie arriva un bollettino firmato dal Consorzio del Bacino del Volturno. L’importo richiesto è spesso contenuto (in media tra i 5 e i 15€), ma forse molti come chi scrive si chiederanno: “Perché devo pagarlo? È davvero obbligatorio?”
Il bollettino, un contributo consortile, che troviamo nelle nostre case è in realtà un avviso di pagamento volontario, ma obbligatorio perché previsto dalla legge (valli a capire questi salti mortali semantici del burocratese!) La dicitura “su base volontaria” è spesso una scelta di comunicazione per rendere più chiaro che non stai pagando una tassa comunale tradizionale e che il Consorzio non ti “tassa” per legge ordinaria, ma ti invita a contribuire a un servizio di cui benefici direttamente, cioè la gestione e manutenzione del bacino, e ciò è previsto dal DPR 267/1942 (Testo Unico degli Enti Locali) e dalle normative successive che regolano i consorzi di bonifica e bacini idrici.
Come detto quindi questo un invito-obbligatorio (il burocratese è pieno di questi fastidiosi ossimori!) non è certo facoltativo ma è come abbiamo visto, un contributo previsto dalla legge, necessario per la manutenzione delle opere idriche e la sicurezza del territorio. Si tratta di un contributo pro quota, calcolato sulla base di parametri come la superficie di terreni o immobili posseduti, la vicinanza a corsi d’acqua e zone soggette a rischio alluvioni, l’uso delle acque consortili per attività agricole o industriali. In altre parole, non si paga per arbitrarietà, ma perché il Consorzio deve finanziare interventi che proteggono il territorio e le proprietà dei cittadini, e il bollettino rappresenta la modalità più pratica per raccogliere questi fondi e non pagare può comportare mora e interessi sul debito, azioni legali da parte del Consorzio e, in casi estremi, il recupero coattivo della somma tramite l’ente pubblico.
Il Consorzio del Bacino del Volturno è un ente pubblico istituito ufficialmente il 23 febbraio 1952 con Decreto del Presidente della Repubblica, con compiti di gestione e manutenzione delle acque del bacino del fiume Volturno, che attraversa diverse province del Centro-Sud, però, non ha la forza di riscuotere tasse direttamente come un Comune o lo Stato e in ragione di questo limite spesso stipula accordi con i Comuni di residenza dei cittadini e il comune trasmette al Consorzio l’elenco dei contribuenti che ricadono nell’area di competenza: è basandosi su queste informazioni che il Consorzio invia i bollettini, quindi anche se il bollettino arriva “grazie al comune”, cosa che il personale del call center sottolinea spesso, il denaro non entra nelle casse comunali: resta un versamento destinato al Consorzio per manutenzione delle opere idrauliche. Quindi, quell’affermazione non significa che sia il Comune a decidere il pagamento, né che sia facoltativo.
È solo una questione pratica e amministrativa: il Consorzio usa i dati del Comune per assicurarsi che il bollettino arrivi correttamente a chi deve contribuire. Il versamento rimane obbligatorio, anche se è “mediato” dal Comune di residenza e mostra che il Consorzio non agisce da solo, ma in coordinamento con gli enti locali per identificare correttamente i cittadini interessati.
Si dice sempre che lo Stato deve essere amico del contribuente, anzi spesso è un mantra, una formula ripetuta ossessivamente dal politico in cerca di voti, ma una cosa è certa: I MEANDRI DELLA BUROCRAZIA SONO SEMPRE PIÙ TORTUOSI!