Tempo fa ho appreso dalle vostre pagine che il consiglio pastorale chiedeva al Comune di Carinola di intitolare la piazza parcheggio di Casale alla memoria di don Gicando Giuseppe Struffi già Parroco di Casale per diversi decenni e fino alla sua morte. Ho saputo che tale proposta è stata accolta e mi fa piacere.
Ma rimuginando su questo fatto mi è tornato in mente quello che era il sogno di don Gicando: la realizzazione nelle vicinanze della Cappella di S. Maria delle Grazie di “un’opera”. Posso dire senza timore di essere smentito che alla realizzazione di questo “progetto” dedicò gran parte delle sue energie nell’ultimo tratto della sua vita. Ricordo le accorate omelie per facilitare, attraverso una donazione privata, la concretizzazione del suo progetto per il santuario di S. Maria delle Grazie: un santuario di OPERE.
Poiché don Gicando non era uno sprovveduto sapeva bene che oltre al terreno occorreva anche il denaro. Ed alla raccolta del denaro si dedicò certosinamente e caparbiamente, com’era nella sua indole, mettendo da parte giorno dopo giorno offerte e donazioni. Ho sentito dire che riuscì a mettere insieme una somma che sfiorava il miliardo di lire in contanti da dedicare all’iniziativa. Alla sua morte il denaro di sicuro non è andato in eredità ai parenti per sua espressa volontà: perché doveva servire all’opera del Santuario ed era l’oro dei Casalesi.
Ma dopo la sua morte … più nulla si è saputo del denaro dei Casalesi né sull’opera da costruire né sui soldi stanziati. Viene naturale pensare quindi che il tesoretto di don Gicando sia rimasto nella disponibilità della Chiesa.
Proprio in questi giorni sento dire che c’è stata una questua per le opere di messa in sicurezza del sito. Ancora una volta i casalesi sono stati chiamati a finanziare un’opera, evidentemente necessaria per la conservazione dell’area. Ebbene mi domando: perché non si è attinto da quel miliardo di lire, oggi circa 500.000 euro, che fino a prova contraria sono dei casalesi visto che l’opera cui erano destinati non è stata realizzata. Che dite sarebbero bastati? Secondo me sì, ed anche don Gicando sarebbe stato contento, ne sono sicuro.
Su questa pagina, che non avrei mai voluto scrivere, c’è la diretta responsabilità di quanti hanno ricoperto e ricoprono all’interno della gerarchia ecclesiastica locale ruoli di responsabilità anche di rilievo diocesano.
In sintesi:
Che fine ha fatto il tesoretto di don Gicando?
Perché non sono state fatte le opere presso il Santuario?
Perché una volta che ciò non è avvenuto non si è agito per recuperare i soldi dei casalesi?
La responsabilità intrinseca è dei Parroci e dei Vescovi che si sono avvicendati dalla morte di Struffi ad oggi è evidente. Anche le autorità ecclesiastiche (… e quindi anche dell’Ufficio del Vescovo della diocesi di Sessa) non possono non sapere e se ne dovrebbero occupare.
K