Abbiamo appena ieri assistito alla solenne processione del Corpus Domini, una delle celebrazioni più sentite della tradizione cattolica. Al centro del corteo religioso vi è naturalmente Gesù Cristo presente nell’Eucaristia, autentico protagonista della festa per ogni credente. Accanto a questo momento di profonda spiritualità, però, vi sono anche alcuni elementi della pietà popolare che contribuiscono a rendere unica questa ricorrenza.
Lungo il percorso della processione abbiamo potuto ammirare i caratteristici altarini allestiti dagli abitanti delle varie strade e contrade. Decorati con fiori, candele, lumini, drappi e immagini sacre, essi rappresentano una testimonianza concreta della devozione delle famiglie che desiderano rendere omaggio al passaggio del Santissimo Sacramento.
Ebbene nel dialetto locale questi altarini prendono il nome di tusèllu (plurale tusiegli o tuselli). Si tratta del nome popolare attribuito a ciascuna di quelle strutture, provvisorie si ma spesso riccamente preparate, che vengono erette in mezzo alla strada, presso bivi e incroci o comunque lungo il tragitto della processione del Corpus Domini.
L’origine del termine è particolarmente interessante e testimonia le profonde influenze linguistiche che hanno segnato la storia del Mezzogiorno d’Italia. Il vocabolo deriva infatti dallo spagnolo dosel, parola entrata nell’uso durante i secoli del vicereame spagnolo di Napoli, tra il XVI e il XVIII secolo. Il dosel era il baldacchino ornato con drappi e tessuti pregiati che sovrastava il trono del sovrano di Spagna.
Non è difficile comprendere il legame tra i due significati: gli altarini del Corpus Domini, impreziositi da stoffe, addobbi e decorazioni, richiamavano proprio quei sontuosi baldacchini regali. La tradizione popolare ha così trasformato nel tempo il termine spagnolo, adattandolo alla parlata locale fino a far nascere il nostro caratteristico “tusèllu”.
Questa origine linguistica racconta ancora una volta come la nostra parlata conservi tracce profonde della storia del Mezzogiorno, custodendo parole che affondano le loro radici nei secoli e nelle vicende dei popoli che hanno attraversato queste terre.
Queste semplici costruzioni rappresentano molto più di un elemento decorativo. Esse custodiscono la memoria di una comunità, tramandano usanze secolari e raccontano l’incontro tra la fede cristiana e la cultura popolare. Ogni tusèllu è il frutto dell’impegno di famiglie, vicini e volontari che dedicano tempo e passione alla preparazione della festa, perpetuando una tradizione che affonda le proprie radici nella storia.
Il tusèllu, dunque, è il simbolo di una fede vissuta nelle case e nelle strade, della partecipazione spontanea del popolo alle celebrazioni religiose e di una tradizione che unisce devozione, memoria e identità culturale.