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  • Arrivano i turisti: che cosa troveranno?

    Arrivano i turisti: che cosa troveranno?

    Sono passati più di 50 anni da quel caldo pomeriggio domenicale d’Agosto, quando il popolo Casalese onorò la propria protettrice donandole delle corone in oro, oro frutto di una raccolta spontanea tra l’umile e povera popolazione del tempo. Oggi, dopo 50 anni, ci si ritrova a rivivere un’esperienza unica ed emozionante, la famosa ciliegina sulla torta. Chissà che cosa direbbe il compianto don Struffi. La piccola cappella di Santa Maria, elevata a santuario. Un sogno che si avvera, forse la rinascita di un paese. Forse.

    Qualche sera fa, durante la messa celebrata per la chiusura del mese mariano per eccellenza, don Luciano, nel comunicare che i lavori alla cappella procedono senza intoppi, per fortuna, auspicò pure l’arrivo di turisti, certo un turismo religioso, ma sempre di turismo si tratta. Questo non può che farci piacere, ma la domanda è: “che cosa troveranno i turisti?“. Certo, troveranno il santuario, per il quale verranno a Casale, ma poi?

    Arriverà il pullman, si fermerà in piazza mercato, perché pure l’occhio vuole la sua parte, e ci si incammina. Ma dove? A destra o a sinistra? No, la piazza non è provvista di indicazioni verso luoghi di interesse storico-culturale (tipo cappella di San Paolo, Vignai, etc. etc.), mancano pure i cartelli che indicano la strada per il centro, non c’è un punto informazione.
    Ora bisogna fare una considerazione. Secondo una ricerca dell’Istituto Nazionale delle Ricerche Turistiche, in Italia il turismo religioso pesa sull’economia nazionale l’1,5% sul totale dei flussi turistici, e si evidenzia come i principali fruitori siano gli adulti, che viaggiano principalmente in bassa stagione spendendo mediamente 52 euro al giorno: gli italiani spendono di più degli stranieri (rispettivamente 59 euro e 46 euro). Dove verranno spesi, questi 52 euro a Casale? Bho!!

    Vabbè, poi si vedrà. Una volta usciti dalla piazza, bisognerà chiedere informazioni a qualche passante, se lo si trova, oppure al bar. Si inizia la salita verso il santuario, la penitenza deve essere completa quindi si va a piedi, anche perché non esiste un servizio navetta, almeno per ora. Sono solo 800 metri, per carità, ma in salita e se è vero quello che dice l’Isnart, per qualcuno l’ascesa potrebbe essere impegnativa; inoltre, siccome i bagni sono stati sì costruiti, ma giù al santuario, una volta scesi dal pullman, bisognerà affrontare la salita con la vescica piena, e sono dolori.

    Ovviamente, per ora sarà un turismo mordi e fuggi, non ci sono sul nostro territorio strutture ricettive che possano assecondare eventuali richieste, e non ci sarà la possibilità, sempre per ora, di acquistare qualche souvenir.

    Ma qualcosa oltre al santuario troveranno. Che cosa? Ecco quel che troveranno, quasi sicuramente e quasi sempre, fresca e tosta al suo posto.

     

    PS: per qualcuno che volesse contribuire con qualche commento, sgombriamo il campo da equivoci. Questo scritto non ha nessuna intenzione di sminuire né l’operato del parroco né l’operato della/e commissione/i che si stanno impegnando in questa opera. E’ solo la constatazione di uno stato di fatto, innegabile e sotto gli occhi di tutti.