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  • Approvata la progettazione definitiva per il centro di valorizzazione delle tipicità enogastronomiche e turistiche della terra dei Borbone “I Sovrani del Gusto”

    Approvata la progettazione definitiva per il centro di valorizzazione delle tipicità enogastronomiche e turistiche della terra dei Borbone “I Sovrani del Gusto”

    Con decreto monocratico presidenziale n. 181 la Provincia di Caserta ha approvato la progettazione definitiva per i lavori di realizzazione del Centro di valorizzazione delle tipicità enogastronomiche e turistiche della terra dei Borbone “I Sovrani del Gusto”, da realizzarsi presso la sede storica dell’Ente in Caserta, Corso Trieste, per un importo complessivo di euro 4.038.495,00 a valere interamente sulle risorse finanziate dal MISE, per la realizzazione di interventi strutturali, nell’ambito del Patto Territoriale – Provincia di Caserta.

    Tale sede scelta, oltre ad essere prestigiosa sul piano storico e centrale per una migliore accessibilità del pubblico, nell’ambito del progetto, risulta compatibile con le esigenze di allestimento espositive previste e con una più completa fruibilità degli spazi espositivi in programma. Gli spazi a disposizione, infatti, garantiranno la disponibilità di adeguati servizi anche per le future attività di formazione e di laboratorio gastronomico che si avvieranno.

    Il progetto si propone quale presidio enogastronomico ed agroalimentare al servizio dei cittadini e dei turisti ed intende essere uno strumento per l’approfondimento della conoscenza del mondo agroalimentare e delle relative produzioni campane e casertana in particolare, al fine di implementare il rilancio turistico-culturale del territorio di Terra di Lavoro.

    Con questo intervento socioculturale ed economico – ha dichiarato Giorgio Magliocca, presidente della Provincia di Caserta – intendiamo riportare all’attenzione della collettività provinciale e non solo tutte le tipicità enogastronomie e turistiche, che costituiscono le eccellenze del nostro territorio, anzi le vogliamo valorizzare ancora di più e creare anche un indotto per l’economia locale, così ad essere volano per uno sviluppo tangibile e concreto del territorio. Desideriamo, in questo modo – ha concluso Magliocca – anche favorire una migliore conoscenza della produzione d’eccellenza della nostra Terra e, di conseguenza, promuovere scelte più consapevoli nei consumatori. Con questo spirito, la scelta della sede del Palazzo della Provincia in Corso Trieste, epicentro per decenni della storia politica di Terra di Lavoro, vuole essere un concreto segnale per contribuire al rilancio socialeculturale ed economico del nostro territorio”.

  • Arrivano i turisti: che cosa troveranno?

    Arrivano i turisti: che cosa troveranno?

    Sono passati più di 50 anni da quel caldo pomeriggio domenicale d’Agosto, quando il popolo Casalese onorò la propria protettrice donandole delle corone in oro, oro frutto di una raccolta spontanea tra l’umile e povera popolazione del tempo. Oggi, dopo 50 anni, ci si ritrova a rivivere un’esperienza unica ed emozionante, la famosa ciliegina sulla torta. Chissà che cosa direbbe il compianto don Struffi. La piccola cappella di Santa Maria, elevata a santuario. Un sogno che si avvera, forse la rinascita di un paese. Forse.

    Qualche sera fa, durante la messa celebrata per la chiusura del mese mariano per eccellenza, don Luciano, nel comunicare che i lavori alla cappella procedono senza intoppi, per fortuna, auspicò pure l’arrivo di turisti, certo un turismo religioso, ma sempre di turismo si tratta. Questo non può che farci piacere, ma la domanda è: “che cosa troveranno i turisti?“. Certo, troveranno il santuario, per il quale verranno a Casale, ma poi?

    Arriverà il pullman, si fermerà in piazza mercato, perché pure l’occhio vuole la sua parte, e ci si incammina. Ma dove? A destra o a sinistra? No, la piazza non è provvista di indicazioni verso luoghi di interesse storico-culturale (tipo cappella di San Paolo, Vignai, etc. etc.), mancano pure i cartelli che indicano la strada per il centro, non c’è un punto informazione.
    Ora bisogna fare una considerazione. Secondo una ricerca dell’Istituto Nazionale delle Ricerche Turistiche, in Italia il turismo religioso pesa sull’economia nazionale l’1,5% sul totale dei flussi turistici, e si evidenzia come i principali fruitori siano gli adulti, che viaggiano principalmente in bassa stagione spendendo mediamente 52 euro al giorno: gli italiani spendono di più degli stranieri (rispettivamente 59 euro e 46 euro). Dove verranno spesi, questi 52 euro a Casale? Bho!!

    Vabbè, poi si vedrà. Una volta usciti dalla piazza, bisognerà chiedere informazioni a qualche passante, se lo si trova, oppure al bar. Si inizia la salita verso il santuario, la penitenza deve essere completa quindi si va a piedi, anche perché non esiste un servizio navetta, almeno per ora. Sono solo 800 metri, per carità, ma in salita e se è vero quello che dice l’Isnart, per qualcuno l’ascesa potrebbe essere impegnativa; inoltre, siccome i bagni sono stati sì costruiti, ma giù al santuario, una volta scesi dal pullman, bisognerà affrontare la salita con la vescica piena, e sono dolori.

    Ovviamente, per ora sarà un turismo mordi e fuggi, non ci sono sul nostro territorio strutture ricettive che possano assecondare eventuali richieste, e non ci sarà la possibilità, sempre per ora, di acquistare qualche souvenir.

    Ma qualcosa oltre al santuario troveranno. Che cosa? Ecco quel che troveranno, quasi sicuramente e quasi sempre, fresca e tosta al suo posto.

     

    PS: per qualcuno che volesse contribuire con qualche commento, sgombriamo il campo da equivoci. Questo scritto non ha nessuna intenzione di sminuire né l’operato del parroco né l’operato della/e commissione/i che si stanno impegnando in questa opera. E’ solo la constatazione di uno stato di fatto, innegabile e sotto gli occhi di tutti.

  • Comunicato stampa Associazione Falernum Terra Viva

    Comunicato stampa Associazione Falernum Terra Viva

    E’ stata una bellissima giornata dedicata alle bellezze del nostro territorio”, così commenta la giornata dedicata all’Immortale Falernum, Domenico Marino, Presidente dell’Associazione Falernum Terra Viva.
    Il nostro contributo alla valorizzazione del territorio continua. Nel corso del suo intervento la Presidente dell’EPT di Caserta Dottoressa Ranucci, ha plaudito alla iniziativa organizzata dall’Associazione di portare 30 bikers ad esplorare Monte Massico.
    Dall’Associazione un ringraziamento va a tutti i bikers che hanno partecipato alla passeggiata, ai volontari e a tutti coloro che hanno collaborato all’evento, al Sindaco e ai vigili urbani per la disponibilità. Gli atleti sono saliti sin sopra san Martino, in pratica sulla vetta di Monte Massico e alla discesa sono stati accolti con ottimi e gustosi prodotti tipici. “ L’itinerario proposto è bellissimo”, incalza il Presidente – “ fa molto male vedere i danni degli incendi. Restiamo in attesa di una risposta da parte del Sindaco Santoro alla nostra richiesta di istituire un tavolo permanente anti-incendio”, chiosa Marino.
    La serata è continuata in piazza Limata dove sono stati offerti prodotti tipici: dalla fresella con fagioli, calascioni e percoche con vino Falerno. “ Monte Massico e il territorio vanno difesi e salvaguardati”, il Falerno deve avere un contesto ambientale e culturale degno del suo prestigio: “va programmato un serio intervento di bonica e recupero dell’ambiente : solo così svilupperemo una economia per Falciano del Massico trainata dal Falerno” –  conclude il Presidente di Falernum Terra Viva.

     

  • QrCODE casalesi non più funzionanti?

    QrCODE casalesi non più funzionanti?

    [Riceviamo e pubblichiamo]

    “Salve, recandomi al santuario mi sono accorto che i codici da poco installati per le audio-guide dei nostri siti non funzionano più. Mi sono meravigliato e ho chiesto informazioni. A quanto pare, il Comune non ha provveduto a pagare i ragazzi che si sono occupati del progetto… E questo dopo anni! I quali, quindi, hanno temporaneamente disattivato i links. Ma è possibile mai che in questo Comune dobbiamo distinguerci sempre per incompetenza e disonestà? Ma insomma, vi sembra giusto approfittare del lavoro non remunerato di un gruppo di giovani archeologi che si prodigano per la propria terra? Avete fatto una magra figura. Probabilmente la giunta uscente non aveva più interesse al progetto, ma dal momento che alcuni membri sono stati reimpastati nella giunta attuale, speriamo che almeno abbiano la decenza di completare l’opera, se non altro per rispettare chi ha lavorato con passione allo scopo di migliorare sotto il profilo turistico il proprio paese. Non perdetevi in futilità e soprattutto siate leali. Ai posteri l’ardua sentenza…” 

    Un compaesano 

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    Non possiamo che aggiungere: ALLORA, CHE VOGLIAMO FARE??????????