Le continue divisioni della Sinistra finiranno per favorire la Destra?

«Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole» (Mao Tse-tung). Parafrasando il leader comunista cinese potremmo dire “Grande è la confusione NELLA SINISTRA sotto il cielo DELLA CAMPANIA, perciò la situazione è favorevole PER LA DESTRA”. Ovviamente il nostro non è un timore, è solo osservazione allo stato puro: sentir dire dal leader di SEL Nichi Vendola «Mai con Vincenzo De Luca», sfilandosi così dal centrosinistra e puntando su Salvatore Vozza, già parlamentare e sindaco di Castellammare di Stabia, per la Presidenza della Regione Campania, viene naturale un pensiero: “Vuoi vedere che le divisioni della Sinistra non faranno altro che favorire la riconferma del Governatore uscente Stefano Caldoro?”

 

Dopo aver ricordato che ad appoggiare Vozza, oltre al partito di Nichi Vendola, ci saranno altre formazioni e movimenti come Rifondazione Comunista, Partito Comunista d’Italia, Sinistra in movimento, Partito del Lavoro, Green Italia e la piattaforma politica Act, urge fare un’altra precisazione. Non che il PD non ci abbia messo del suo candidando un politico dai trascorsi non certo adamantini e dal futuro appeso a un interrogativo; non che SEL smarcandosi da De Luca abbia commesso un’azione truculenta e proditoria, anzi a ben pensarci tale decisione era nell’aria; ma a questo ancora una volta si alza prepotente un interrogativo: era proprio il caso di permettergli di candidarsi alle Primarie campane?

 

Due sono le eventualità: o il PD è retto da incompetenti egocentrici che pensano di fare tutto e il contrario di tutto, o da gente talmente accecata dall’arroganza di fingere di pensare alla trasparenza nei proclami-TV ma che poi alla prova dei fatti si perde nel classico bicchier d’acqua. Non a caso alla vicesegretaria del PD Debora Serracchiani che dice «Le primarie sono state fatte, hanno votato 140 mila persone, quindi anche una grande partecipazione, e la condizione di De Luca era nota anche a chi andava a votare. E poi ricordiamoci che per il codice etico del PD De Luca era candidabile nel momento in cui ha fatto le primarie», risponde un inquieto Andrea Cozzolino, avversario di Vincenzo De Luca alle primarie del centrosinistra, che esprimendo preoccupazione striglia il PD e dice che «Occorre che in campo ci sia tutto il PD nazionale e locale perché la partita della Campania è decisiva per l’intero Mezzogiorno. Esprimiamo grandissima preoccupazione per come il Pd si sta predisponendo ad affrontare questo appuntamento».

 

Parimenti agitate però le acque del mare della Destra, o del Centrodestra se si preferisce: la possibile alleanza col leghista Salvini, è messa in forse dalla presenza dell’NCD di Alfano (che si è ufficialmente fuso con l’UDC formando Alleanza Popolare).

 

Insomma, siamo alle solite, con buona pace di tutti i propositi di rinnovamento propalati negli ultimi due anni.

 

Ma non ci si rende conto che così facendo, sedicente Sinistra e sedicente Destra, non fanno altro che offrire il destro a quei personaggi, come Beppe Grillo e il suo M5S, che continuano a gridare “Sono tutti uguali”? No non sono tutti uguali, d’accordo, ma le differenze invece di diventare tangibili, ahinoi, rimangono aleatorie, rimangono sulla Carta, fluttuano nell’aria, si esauriscono sulla scheda elettorale: a quanto sembra chi, anche ruvidamente, dice “Sono tutti uguali” forse non va tanto lontano dalla verità.

 

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Novelio Santoro

 

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