Roma chiama Carinola e Matilde Serao

Giorni fa una piccola stazione radio romana pubblicizzava un evento che si sarebbe svolto lo scorso lunedì 9 maggio al teatro Piccolo Eliseo in via Nazionale, alle ore 19.00, a Roma ovviamente. Un evento che intrinsecamente aveva forti implicazioni con Carinola perché è stata presentata la ristampa di un romanzo di Matilde Serao (“Vita e avventure di Riccardo Joanna”) curata da Maria Simonetti, autrice dell’introduzione e per anni firma de l’Espresso.

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A parlare del libro assieme alla Simonetti vi erano Paolo Mieli, Bruno Manfellotto, già direttore dell’Espresso, introdotti da Luca Barbareschi, attore di punta del teatro, e alla presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi. Era invitato anche Antonio Corribolo per conto dell’Associazione Matilde Serao, anima dell’omonimo Premio al femminile che annualmente il comune di Carinola dedica alla giornalista di origini ventarolesi con la collaborazione de IL MATTINO di Napoli, uno dei giornali da lei fondati.

Incuriositi abbiamo contattato Antonio Corribolo che, dopo averci confermato che gli interventi sono stati tre, quello di Mieli, di Manfellotto e il suo appunto, ci ha dichiarato.

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Sì,  si  è trattata di una bella serata,  importante perché il romanzo ripubblicato da Maria Simonetti Vita e avventure di Riccardo Joanna è un’ opera importante anche se poco conosciuta. Si tratta del “romanzo sul giornalismo”, come lo definì Benedetto Croce, che supera quello che  prima di lei avevano fatto Balzac e Maupassant anni prima.

Dopo l’intervento di Mieli e Manfellotto, vi è stato il mio intervento nel corso del quale oltre a parlare di Matilde Serao, del Premio,  di Ventaroli, ho anche circostanziato le varie tappe dei 5 anni passati a Roma da Matilde Serao dal 1882 al 1887 che furono decisivi perché lì a Roma Matilde Serao con Edoardo Scarfoglio fondò il primo giornale Il Corriere di Roma; a Roma si sposarono il 28 febbraio del 1885 e sempre lì a Roma dopo un aborto, nel 1886 e 1887 nacquero i primi tre figli Antonio prima e poi i gemelli Carlo e Paolo. E tra gli apprezzamenti ricevuti devo dire che mi hanno fatto molto piacere quelli dei nipoti di Carlo Scarfoglio che erano presenti per onorare la loro bisnonna e che ho invitato a venire a Carinola  in occasione del prossimo Premio Giornalistico che terremo a fine giugno – inizio luglio.

A tal proposito approfitto dell’occasione per esprimere il mio ringraziamento all’amico Lorenzo Razzino per le belle parole spese per il Premio Serao e rivolte alla mia persona.

 

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Riproposto nell’edizione originale del 1887, che si apre con la dedica «Ai giornalisti d’Italia», questo romanzo, come ricordava Antonio Corribolo, fu definito da Benedetto Croce «il romanzo del giornalismo». Letto un secolo dopo, è sorprendentemente efficace, con intuizioni e giudizi di assoluta modernità. In più, è l’unico romanzo di Matilde Serao che contiene riferimenti biografici di vita vissuta, magari non autobiografici, ma la vita del giovane Riccardo Joanna, figlio di un giornalista napoletano, e la sua appassionante epopea da correttore a redattore politico, cronista mondano e infine potente direttore, assomigliano tanto alle vicende vissute dal marito Edoardo Scarfoglio cui, con l’aggiunta di alcuni capitoli nel 1908, si fa velatamente riferimento prendendo come spunto le sue disavventure economiche.

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