La cipolla

La cipolla è un ingrediente presente in moltissime ricette. L’odore e il sapore che aggiunge sono inimitabili. Se c’è la cipolla si sente, si capisce. C’è chi l’apprezza cruda e chi invece preferisce friggerla.

Io personalmente la amo. Sempre e comunque. In tutti i piatti. Amo anche la sua struttura allo stesso tempo compatta e stratificata. Per le sue proprietà benefiche penso sia una vera propria pianta medicinale (anche se non so se è censita come tale).

Ma i suoi anelli concentrici sovrapposti hanno per me un qualcosa di magico. Il primo anello, quello più esterno ed a contatto con la terra, è sempre il più duro. Andando verso il centro gli anelli diventano man mano più teneri, profumati, idratati.

La cipolla ricorda tanto nella sua struttura la complessità della nostra società. Anche qui infatti troviamo uno strato esterno, duro e superficiale, in cui è facile strumentalizzare ad uso proprio, che nasconde uno o più  livelli più profondi.

Ma chi ha più tempo per approfondire? Per andare alla ricerca della verità? Ma ormai è così. Il nostro interesse si esaurisce nei titoli ad effetto, quando abbiamo il tempo di scorrerli. Il profumo della verità è andato perduto insieme a tanti altri sapori ed odori che restano ormai solo nella banca dati personale dei fortunati che li hanno potuti sentire.Ed è proprio come mangiare il primo anello della cipolla, quello che solitamente si butta via.

Questo pensiero mi è venuto leggendo, sollecitato da qualche amico, alcuni post comparsi su diversi giornali on line che fanno riferimento a vicende interne al PD locale. Perché meravigliarsi se all’indomani delle elezioni qualcuno è subito pronto a saltare sul carro del vincitore? La sconfitta è sempre orfana, i padri della sconfitta sono sempre ignoti. Il riposizionamento a bocce ferme è uno schema antico quanto l’uomo. Per quanto riguarda l’onestà intellettuale di chi lo pratica ciascuno è libero di valutarlo come ritiene.

Ma scendendo solo un livello dentro la cipolla c’è da dire che il centrosinistra a Carinola ha subito negli ultimi dieci anni due omicidi politici. Il primo perpetrato dal centrodestra carinolese ai danni di Gennaro Mannillo ed il secondo ai danni di Luigi De Risi.

Con la nomina a Presidente del PD di Carinola di Gennaro Mannillo sembra poter avere finalmente inizio una nuova fase di ricompattamento di tutte le anime del centrosinistra e di profonda riorganizzazione. Ed è questo, e non altro, quello che i veri elettori del PD ora si aspettano che il Presidente faccia all’indomani della sfortunata vicenda elettorale di Giugno.

Auguri quindi di buon lavoro al nuovo Presidente del PD Gennaro Mannillo.

K

 

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