La vera festa è un’altra

Ho in cuore, in questa giornata così gelida sia per il meteo che per l’odioso sisma che non dà tregua, di spendere anche solo pochissime parole riguardo all’argomento del momento: San Paolo. Per carità, tanto di cappello al lavoro sodo delle persone che da anni gravitano intorno all’organizzazione della tanto amata festa patronale; è davvero lodevole portare avanti questa tradizione ed è ammirevole l’attaccamento dei più giovani, che anno dopo anno vi partecipano e vanno ad arricchire la schiera di organizzatori. Io per primo sono fortemente legato al mio paese e a questa ricorrenza così basilare nella vita della nostra comunità. Ma di fronte ai nuovi eventi, proviamo a riflettere un po’: non pare anche a voi alquanto incoerente spendere denaro per “celebrare” una ricorrenza religiosa, quando il vero messaggio di carità e misericordia suggerirebbe altro? Che spiritualità può esserci nello sprecare letteralmente in fumo dei soldi che potrebbero, con più rispondenza al messaggio cristiano, essere devoluti per i nostri fratelli devastati dal gelo, dal non avere più una dimora, dall’essere privi del conforto di un caldo ritorno a casa la sera? Per questo, rechiamoci sul nostro amato colle, lasciamoci inebriare dalla vista del suo panorama, dalla gratitudine d’essere ricchi di una quotidianità ad altri negata e omaggiamo il nostro Patrono rinnovando la tradizione, rendendo grazie per la nostra ricchezza e avendo a cuore, mentre festeggiamo, di volgere il pensiero ai nostri connazionali meno fortunati: sarebbe davvero un gesto nobile, quest’anno, rinunciare ai tradizionali “fuochi” e cristianamente destinare quel denaro per le popolazioni colpite dal sisma. E’ un mio personale pensiero e invito, che spero almeno susciti un frammento di condivisione di opinione in qualche compaesano. 

Un casalese 

30 thoughts on “La vera festa è un’altra

  1. AvatarAnonymous

    e te pareva..!!! Come sempre una spruzzata di demagogia, un po di populismo terra terra, un’infarinatura di chiacchiere (nel senso di parole), ed è servito l’articoletto che si bella la festa San paolo non si tocca ma però….spendiamo così i soldi.

    a parte che Casale e i casalesi hanno sempre risposto ad ogni chiamata x le emergenze e per i bisogni….ma che c’entra ? ma come si fa a pensare che con quattro soldi che costa una festa si possano risolvere i problemi di intere comunità, ma come si può pensare che stamani sic et simpliciter si possa fare altro con gli stessi soldi, e le spese le paghi tu ? gl’impegni presi li paghi tu ?

    ma no Lui pensa,,,,,la festa è un altra.

    ma che c’entra? se lo stato non spala la neve, è colpa delle feste ? se crolla il poliambulatorio di amatrice devo ricostruirlo io ? sempre e solo a Casale tanta INUTILE SACCENZA…….

    ….una spruzzata di demagogia, un po di populismo………….una infarinatura di chiacchiere……..

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    1. AvatarAnonymous

      “con i 4 soldi che costa una festa”… veramente me pare che facete ru mpuostu pe misi nanz’a la chiesa, non si può andare a messa in pace o scendere a bere un caffè al bar che c’è la dogana, pure alla messa di mezzanotte a Natale c’eravate, un gruzzoletto l’avrete fatto diamine

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  2. AvatarAnonymous

    Belle parole e nobili motivazioni. Ma la sostanza è che se al nostro paese togli anche sta festa ne resta ben poco. Però sono d’accordo con il senso profondo del tuo discorso.

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    1. AvatarAnonymous

      questo pure è vero… però la proposta non è di togliere la festa, per carità quella fa parte di noi, ma magari di rinunciare quest’anno a qualche sua componente come atto di solidarietà.

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  3. Avataranonymus

    Non credo però sia applicabile in posti dove la trasparenza è un optional di cui poter fare a meno: non dimentichiamo che già due analoghe iniziative sono state fatte da due Associazioni, le quali nemmeno si sono presi la briga di far sapere quanto è stato raccolto, nemmeno con un foto della ricevuta del versamento fatto… Come si reagirebbe di fronte ad un’altra raccolta?

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    1. AvatarAnonymous

      sì, vero riguardo ai 2 eventi a cui alludi, però qui non si propone una raccolta ma una destinazione diversa di una parte del denaro che dovrebbe essere speso per elementi della festa. dovrebbe essere poi eventualmente compito della commissione ragguagliare la popolazione sulla effettiva realizzazione della donazione. ma nte preoccupà che mo ve che ru fannu! Santu Paulu se essa ncazzà, nzia mai

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  4. AvatarAnonymous

    Io penso che chi abbia scritto questo articolo lo abbia fatto in buona fede … ma agli occhi di qualche malpensante è solo demagogia! Perché tanta malizia?

    Comunque condivido il pensiero dell’autore dell’articolo… non risolverebbe i broblemi dei nostri connazionali nel momento del bisogno ma sicuramente sarebbe un segno forte.

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    1. AvatarAnonymous

      Chi scrive è in buona fede, chi risponde è malpensante…..ma che logica è?
      La buonafede è univoca?
      No credo proprio di no.
      Ora dopo aver espresso tanti elevati pensieri…..da tastiera (come sempre) al calduccio pigliate una Zappa e un pala e andatespalare la neve.

      Così comincerete prima voi a dare l’esempio e ad alleviare le pene, il resto del paese e del mondo vi …….seguirà

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      1. AvatarAnonymous

        da soli si può far poco purtroppo in simili condizioni, è in gruppo che si fa la differenza. aggiungo che un po’ di gentilezza e garbo non guasterebbero, dato che qui si esprime semplicemente un pensiero in modo rispettoso e pacato.

      1. AvatarAnonymous

        E grazie anche a Nicola Aurilio per il suo bel commento che ho letto alla fine dell’articolo, inviato via Facebook. So bene che questa cosa non si farà, ma almeno sapere di essere stato compreso e aver trovato condivisione dà gioia e speranza.

    1. AvatarAnonymous

      le feste sono sacre? cosa tocca leggere… le feste sono elementi del folclore di un popolo, è il mettere in pratica il messaggio cristiano la vera manifestazione del sacro.

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  5. AvatarAnonymous

    Il nobile popolo Casalese, con tutti i suoi limiti, non si è mai tirato indietro nell’aiutare il prossimo. Lo hanno fatto in occasione del terremoto dell’Aquila, lo hanno fatto per il recente sisma e lo hanno fatto in tante altre occasioni, festeggiando comunque il santo Patrono con i “suoi” fuochi.

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  6. AvatarAnonymous

    feste e tradizioni sono sacre, sante e benedette , al messaggio cristiano c’è tempo per pensarci,domani ci penseremo forse

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  7. AvatarAnonymous

    Il messaggio cristiano si da’ in ogni attimo e non e’ affatto vero che tutte le tradizioni sono sacre e benedette, anch’io gradirei in questo momento di grandi sofferenze donare quanto piu’ si può’ agli abitanti delle zone terremotate anche a costo di rinunciare ai fuochi d’artificio, magari accompagnando l’offerta con una sentita preghiera per coloro che sono così’ fortemente provati e straziati,sono certa che sarebbe cosa molto gradita al nostro amato S. Paolo.

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  8. AvatarAnonymous

    Molto modestamente penso che quando i santi saranno onorati ‘cristianamente’ e non usati come alibi per movimentazioni di soldi, di amici e compari, per dare lustro e visibilità a persone e personaggi vari, allora saremo un po’ piu’ civili. E se proprio si vuole continuare con feste e festicciole varie, non sarebbe una cattiva idea quella di destinare una quota del ‘raccolto’ per iniziative a favore delle persone meno fortunate. Penso che i Santi non si sentirebbero sminuiti.

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  9. AvatarAnonymous

    ARIECCOCI CON STU BUONISMO, E LASCATECI FARE NA’ FESTA GRAZIE E’ DIO, VUOI DARE I SOLDI AI TERREMOTATI? BENE DAGLELI E BASTA, NON TUTTI LA PENASNO COME TE’ SI VEDE CHENOI APPARTEMNIAMO AI CRISTIANI PECCATORI, QUESTO MONDO PER ANDARE AVANTI HA BISOGNO ANCHE E SOPRATUTTO DEI PECCATORI ALTRIMENITI COME RECITA UN CANZONE “TUTTOILRESTO E’NOIA” l’asciaci peccate in pace e che c…..zzo

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    1. AvatarAnonymous

      che commento vergognoso, sorvolo sul significato orribile di quello che hai detto, ma poi perché bisogna per forza rispondere con questo tono così aggressivo quando qui si è espresso solo un pensiero? inoltre, il tuo “e lasciateci fare na festa ngrazi’e Dio” mi fa pensare che tu sia della commissione: ma chi credete di essere? sempre a martirizzare voi stessi… piuttosto, imparate il rispetto nel replicare alle garbate proposte altrui.

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  10. AvatarAnonymous

    io sono un casalese non della commissione

    E LASSATECE FA NA FESTA N’GRAZIE DI DIO

    condivido pienamente

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  11. AvatarAnonymous

    Posso tradurre in Italiano?
    Lasciateci fare la festa, di terremotati, disgraziati, affamati, migranti, alluvionati, buonisti ecc non ci interessa un ……

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    1. AvatarAnonymous

      Non ci interessa delle vostre chiacchiere al vento dei vostri ‘nciuci’ delle vostre belle pensate, della vostra prosopopea, delle vostre elucubrazioni mentali senza costrutto.

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      1. AvatarAnonymous

        non capisco perché parli al plurale, con i tuoi “possenti” e aspri paroloni… nessun inciucio o prosopopea, qui non si rivolge alcuna critica, anzi se avessi letto bene questa sorta di lettera-proposta vi avresti individuato dei complimenti alla commissione e delle parole affettuose alla festa, come è ovvio che sia per ogni casalese che ha a cuore questo culto. qui si è espresso solo un pensiero, individuale, di una sola persona, più o meno condivisibile. non c’è bisogno di rivolgersi con tanta rabbia e soprattutto di fraintendere appositamente per vittimizzarsi.

  12. AvatarAnonymous

    Come tutte le feste religiose cattoliche è solo esteriorità e spreco di denaro.
    Quando penso all’assurdità di tutto quell’oro che “possiede” la statua della madonna….
    E’ questo, sia detto chiaramente, è tutta responsabilità del clero che se ne sbatte del vero messaggio del cristianesimo.

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