Terre del Falerno e Terre dell’Asprinio, basta volerlo. Dopo l’Asprinum Festival, presto Filari di Storia 2017

È stata una giornata davvero importante, forse la più importante da quando Terre del Falerno esiste o almeno da quando mi onoro di presiederla.

Un evento che si è tenuto mercoledì scorso a Cesa e che ha visto presenti le istituzioni amministrative di tutto l’agro aversano – presenti, oltre ovviamente al Sindaco di Cesa Enzo Guida, anche quelli di Aversa, Casale di Principe, Casapesenna, Villa Literno, Lusciano, Succivo, Gricignano, San Marcellino, Parete, Carinaro ed altri – in occasione della conferenza di apertura dell’Asprinum Festival, la kermesse che si è tenuta nel week end dal 9 all’11 giugno e organizzata dalla Pro Loco locale presieduta dal bravissimo Gianluca Angelino.

Il tema della conferenza, coordinata dal giornalista Carlo Scatozza e tenutasi dopo una visita guidata alle celebri “viti maritate a pioppo” e alle grotte dell’Asprinio di Cesa, è stato infatti quasi totalmente dedicato alla dichiarata ed unanime volontà, da parte dei primi cittadini intervenuti dal tavolo della “presidenza” dove hanno voluto io sedessi, di attivare anche nello straordinario comprensorio di origine del vino Asprinio e della sua originalissima tecnica di viticoltura (l’Alberata Aversana, da una recente legge regionale definita quale bene culturale da preservare) un’esperienza di aggregazione e sinergia territoriale tra stakeholder pubblici e privati (comuni, associazioni di categoria, produttori, pro loco, istituzioni culturali) proprio sul “modello” (così è stato chiamato da tutti gli intervenuti, tra cui anche la presidente provinciale dell’Unpli Maria Grazia Fiore che ha guidato la delegazione di molte delle Pro Loco dei piccoli meravigliosi centri dell’hinterland aversano) di Terre del Falerno.

Siamo stati invitati per raccontare il nostro percorso associativo. Siamo stati considerati quale “buona pratica” replicabile per giungere alla possibile costituzione di Terre dell’Asprinio, nome che, come nel caso del Falerno, oltre ad essere quello di un vino di eccezionale qualità, indica il valore culturale e storico di un territorio dall’immensa potenzialità turistica come quello dell’Agro Aversano.

È stato a mio avviso il momento più bello da quando, con le difficoltà che ogni cammino a forte contenuto sperimentale prevede, le amministrazioni locali unite a molte imprese e organismi della cultura e della promozione territoriale (ma anche istituzioni religiose, il nostro presidente onorario è Sua Eccellenza il vescovo Orazio Francesco Piazza) dell’area del Massico hanno avuto il coraggio di avviare l’esperienza di Terre del Falerno.

Durante la conferenza si è avuto modo di vedere e ascoltare una potente determinazione dei sindaci Guida, De Cristofaro, Natale, De Rosa, Pellegrino, Tamburrino, Colombiano, Moretti, Esposito, Dell’Aprovitola e tutti gli altri – alcuni dei quali ho avuto il grande piacere di incontrare per la prima volta e che ringrazio, unitamente alla Pro Loco di Cesa, per il grande onore che ci hanno assegnato.

Credo proprio che molto presto Terre dell’Asprinio – se così si chiamerà mi emozionerà non poco- vedrà la luce e renderà percorribile una splendida rotta di conoscenza per un altrettanto splendido territorio, che anche io come le migliaia di visitatori che qui verranno per ammirare le sue bellezze culturali e gustare il connubio con i suoi prodotti agroalimentari unici, ho scoperto solo oggi.

Grazie a Gianluca e la pro loco di questa cittadina che non sapevo così meravigliosamente ricca di fascino, si è aperto l’Asprinum Festival con la magia di Cesa, la città delle Alberate alte 15 metri e delle 99 grotte, dove siamo scesi per un incredibile percorso sotterraneo. Abbiamo osservato gli “uomini ragno” che, arrampicandosi con le loro speciali scale, hanno simulato la vendemmia delle viti più “strane” del pianeta. Abbiamo gustato i prodotti locali e il vino prestigioso di cantine d’eccezione.

Presto il programma del nostro Filari di Storia, che dal 2017 (anno 2770 ab Urbe condita) vedrà uniti i due millenari racconti del Falerno e dell’Asprinio, che sarà ospite a sua volta d’onore per un formidabile gemellaggio tra due terre scrigni di cultura, archeologia, eccellenze.

Nel 2016, alle fiere intenazionali del vino di New York, Seoul e Hong Kong fu presente per la prima volta il Falerno accanto, per rendere l’idea, al Barolo e al Brunello. La prossima volta, sono certa, ci sarà anche l’Asprinio.

Alle fiere internazionali del turismo di Berlino, di Londra, di Milano e di Napoli, nel 2016 e nei primi mesi del 2017 la Campania, oltre che dai grandi attrattori quali Pompei, Peastum, Capri e la Reggia di Caserta, fu rappresentata anche dalla destinazione meno nota dell’archeologia e dalla monumentalità dell’Agro Falerno, uno dei comprensori agricoli e culturali più esclusivi d’Italia.

Ai prossimi appuntamenti la Campania sarà anche l’Agro Aversano, con la sua nuova carta di identità che potrà esibire a tutto il mondo.

Grazie di Cuore.

Maria Zampi, presidente Associazione Terre del Falerno

 

 

 

 

One thought on “Terre del Falerno e Terre dell’Asprinio, basta volerlo. Dopo l’Asprinum Festival, presto Filari di Storia 2017

  1. AvatarAnonymous

    BENISSIMO ,BRAVISSIMA ECOMPLIMENTI DI CUORE,MIA CARA MARIETTA,PER QUEL CHE FAI CON IMPEGNO E DEDIZIONE ,PER MIGLIORARE QUESTE NOSTRE BELLE,RICCHE MA NEGLETTE TERRE.

    Donato Iannotta

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