Carinola: nel 90° dalla morte, convegno a Ventaroli su donna Matilde

Martedì 25 luglio presso la Basilica di Santa Maria in Foro Claudio di Ventaroli, convegno in ricordo della figura di Matilde Serao, in occasione del 90° anniversario della sua morte. Tra i tanti interventi di alto spessore, tra Sindaci e personalità politiche varie, due cose ci piace osservare: in primo luogo il riconoscimento alla memoria di Antonietta Iannettone, la giovane avvocato recentemente scomparsa, e la presenza di Donatella Trotta, giornalista de Il Mattino , vincitrice del Premio Serao nel 2008 e quasi certamente uno dei massimi biografi viventi di Matilde Serao.

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Locandina 90° Matilde Serao

L’evento organizzato da mesi per celebrare degnamente quest’ “anno seraiano”, ha preso definitivamente corpo durante la celebrazioni per il 125° della fondazione de Il Mattino con le trasferte a Napoli in Primavera di parte dell’Associazione Serao e parte dell’Amministrazione del comune di Carinola.

Spesso è il funerale, l’occasione che più rimane impressa nell’arco della permanenza terrena di un personaggio famoso, perché costituisce una sorta di apprezzamento di quanto realizzato in vita e la gente intende riconoscerlo con la sua presenza. Ebbene il funerale di Matilde Serao, il 27 luglio, è stato qualcosa di storico, di epocale, in cui tutta Napoli salutava per l’ultima volta questa gran donna, la vera e propria Signora di Napoli: solo il funerale di Totò quasi quarant’anni più tardi è un evento assimilabile. L’amore, la venerazione quasi, che la gente provava per Matilde Serao è dovuta al fatto che lei era solita sfidare il potere e le convenzioni dell’epoca, con una particolare attenzione ai più deboli e alle donne e ai bambini.

Era nata a Patrasso il 7 marzo 1856 da un avvocato, Francesco Serao di Ventaroli di Carinola, che fu anche un giornalista indipendente, lavorò presso la redazione de Il Pungolo, e molto attivo ed impegnato contro il regime borbonico, e da Paolina Borely, nobile greca decaduta. Visse così fin da piccola a contatto con la redazione di un giornale. Nonostante avesse frequentazioni, diciamo così, un po’ più alte del normale, fino all’età di otto anni non aveva ancora imparato né a leggere né a scrivere: imparò più tardi, da autodidatta, cosa di cui non fece mai mistero. A 15 anni decide di iscriversi ad un corso per prendere il diploma di maestra e per aiutare il magro bilancio familiare si adattò a tanti lavori in primis quello di telegrafista su cui ha scritto parlando dell’alienazione del lavoro femminile quasi in anticipo su Freud.

La sua fama comincia a Parigi e prosegue a Napoli, città per molti versi collegate, e fu una femminista ante litteram capace di dar vita, oltre un secolo fa, a molte delle cose per il cui ottenimento il movimento femminista si batte da decenni, e infatti oltre alla sua capacità di creare modelli di imprenditoria femminile. Nonostante ciò era una donna a tutto tondo anche nel privato e il suo primo detrattore, autore della prima recensione negativa, Edoardo Scarfoglio, è diventato suo marito. Fondarono insieme quattro giornali: Corriere di Roma nel 1885, Corriere di Napoli nel 1887, Il Mattino nel 1892 e infine Il Giorno nel 1903.

Inventa il gossip con la rubrica “Api, vespe e mosconi”, poi ribattezzata semplicemente “Mosconi” su Il Mattino, non convenzionale, mai banale, fuori dagli stereotipi, capace di svariare dalle sempre geniali note di costume, che in realtà costituivano una critica costruttiva della società napoletana, all’invettiva politica. «Aveva la capacità di essere multitasking, cioè di racchiudere tante donne in una: scrittrice, organizzatrice e promotrice culturale», (citazione dalla scrittrice Antonella Cilento). Fu una pioniera in molti campi infatti fu poligrafa, epistolografa, ma soprattutto è stata la prima donna redattrice d’Italia.

Cronista di razza prendendo le parti della sua città nel 1884 polemizzò aspramente col Primo Ministro Agostino Depretis e col suo progetto di sventrare Napoli flagellata dal colera nel tentativo di risolvere quella Questione Meridionale che già preoccupava il giovane Regno d’Italia, chiamando il governo alle proprie responsabilità nel suo romanzo Il ventre di Napoli:

[quote font=”helvetica” bcolor=”#eeee22″]BISOGNA SVENTRARE NAPOLI – Efficace la frase, Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto, perchè voi siete il Governo e il Governo deve saper tutto. Non sono fatte pel Governo, certamente, le descrizioncelle colorite di cronisti con intenzioni letterarie, che parlano della via Caracciolo, del mare glauco, del cielo di cobalto, delle signore incantevoli e dei vapori violetti del tramonto: tutta questa rettorichetta a base di golfo e di colline fiorite, di cui noi abbiamo già fatto e oggi continuiamo a fare ammenda onorevole, inginocchiati umilmente innanzi alla patria che soffre; tutta questa minuta e facile letteratura frammentaria, serve per quella parte di pubblico che non vuole essere seccata per racconti di miserie. Ma il governo doveva sapere l’altra parte; il governo a cui arriva la statistica della mortalità e quella dei delitti; il governo a cui arrivano i rapporti dei prefetti, dei questori, degli ispettori di polizia, dei delegati; il governo a cui arrivano i rapporti dei direttori delle carceri; il governo che sa tutto: quanta carne si consuma in un giorno e quanto vino si beve in un anno, in un paese; quante femmine disgraziate, diciamo così, vi esistano, e quanti ammoniti siano i loro amanti di cuore, quanti mendichi non possano entrare nelle opere pie e quanti vagabondi dormano in istrada, la notte; quanti nullatenenti e quanti commercianti vi sieno; quanto renda il dazio consumo, quanto la fondiaria, per quanto s’impegni al Monte di Pietà e quanto renda il lotto. Quest’altra parte, questo ventre di Napoli, se non lo conosce il Governo, chi lo deve conoscere? E se non servono a dirvi tutto, a che sono buoni tutti questi impiegati alti e bassi, a che questo immenso ingranaggio burocratico che ci costa tanto? E, se voi non siete la intelligenza suprema del paese che tutto conosce e a tutto provvede, perchè siete ministro?[/quote]

Si separò dal marito nonostante avesse perdonato il suo umiliante tradimento con una ballerina francese, dando ascolto al suo istinto materno accolse con sé la figlia che Scarfoglio aveva concepito con l’amante suicida, figlia cui diede il nome dell’amatissima madre Paolina, e un altro giornalista, Giuseppe Natale, con cui fondò il Giorno, entrò nella sua vita (lo sposò solo dopo la morte di Scarfoglio). Nonostante le sue cronache fossero diventate ben più pacate, la franchezza e la schiettezza di sempre, unita probabilmente a una palese inimicizia col regime fascista di Benito Mussolini, le costarono il Premio Nobel per la letteratura del 1926 che andò alla sarda Grazia Deledda: non che costei non lo meritasse, anzi la stessa Serao l’aveva spesso lodata, ma fu una piccola cicatrice sulla sua bella carriera.

Colpita da un infarto mentre era intenta a scrivere che, a suo dire «era il mio destino», chissà forse neanche lei sarebbe mai nata come era solito dire Eduardo De Filippo, se non avesse fatto quel mestiere. È stato calcolato che nella sua vita avesse scritto 3000 parole al giorno, in tutto 5 milioni di parole in un numero incalcolabile di articoli saggi novelle e romanzi, l’ultima parola che è riuscita a completare col pennino mentre redigeva il suo ultimo articolo, è stata Amabile.

 

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3 thoughts on “Carinola: nel 90° dalla morte, convegno a Ventaroli su donna Matilde

  1. Anonymous

    Benissimo! e che DONNA!!!! un vero faro luminoso nel campo culturale-letterario ed umano da imitare,ammirare e di cui andare orgogliosi e fieri ,specialmente noi del carinolese.
    Unplauso ed un grazie sincero per l’organizzazione del doveroso convegno-ricordo.
    Spero di poterci essere! Donato Iannotta

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  2. Anonymous

    Ma che svista clamorosa, non so e non mi interessa sapere di chi è la responsabilità, ma un minimo di armonizzazione ci vorrebbe. Non è possibile che nella stessa giornata alla stessa ora due eventi davvero molto interessanti si vanno ad accavallare. Ma non è mica stato fatto apposta?

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  3. Anonymous

    è inaudito, ma come è possibile che le personalità invitate non si siano poste il problema delle manifestazioni simultanee? ma che serietà è questa? il sindaco e la Di Maio si sdoppieranno? boh

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