L’ospedale di Sessa Aurunca specchio della sanità campana, disagio per i pazienti e i medici stessi

Ieri pomeriggio ho accompagnato un mio anziano congiunto al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sessa Aurunca. Purtroppo si è sentito male e quindi sono stato costretto dapprima a consultare la guardia medica di Carinola e poi, su indicazione della dottoressa, considerato il complessivo quadro clinico ed i sintomi accusati, a raggiungere il Pronto Soccorso dell’ospedale di Sessa per gli esami necessari.

Il Pronto Soccorso era intasatissimo. Tantissime le persone in attesa nella sala d’attesa antistante i locali del pronto soccorso. Pochissimi medici ed infermieri a portare avanti “la baracca”. Il personale è costretto davvero a fare i salti mortali per cercare di offrire il miglior servizio possibile nelle condizioni date.

Ma …

Siamo nell’A.D. 2018, spendiamo in Regione Campania fior di miliardi di euro per la sanità e certe situazioni non sono, pertanto, in alcun modo tollerabili.

L’ospedale di Sessa va potenziato e riorganizzato con urgenza.

Gli operatori vanno messi nella condizione di poter lavorare con serenità e di poter esercitare la loro missione con la professionalità di cui dispongono.

La carenza di personale e di “organizzazione” oggi schiaccia ogni sforzo dei pochi medici ed infermieri presenti, agganciandoli ad una sorta di girone infernale dantesco in cui risultano essere da un lato vittime e dall’altro carnefici.

Ebbene io credo che tutto questo debba finire ed al più presto. L’esiguità dei posti disponibili costringe a lunghissime attese nella scarna saletta del pronto soccorso.

ORE D’ATTESA, Per poter essere visitati e sottoposti ad un esame di normale routine come può essere un elettrocardiogramma.

ORE D’ATTESA, per poter fare un esame del sangue di routine per verificare gli enzimi che segnalano la presenza di un infarto.

ORE D’ATTESA, per essere sottoposti ad una TAC, ritenuta “necessaria”.

La sanità organizzata così produce solo “servizi da terzo mondo” e ciò non è più tollerabile.

Non è più tempo di barelle nei corridoi e di ambienti fatiscenti.

L’ospedale di Sessa ed il relativo pronto soccorso devono essere oggetto di un intervento urgente che consenta di erogare servizi di qualità accettabile.

Poiché la regione “spende” per la sanità risorse importanti la domanda che ieri mi sono fatto difronte a tanto sfascio sono state due:

– Ma che fine fanno i soldi che la regione Campania spende per la sanità? 

– Perché nessuno si occupa di tale scempio di risorse pubbliche?

K

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