Piccolo miracolo

Vi voglio raccontare una brutta esperienza vissuta ieri e che per poco non…. vabbè avete capito.
 
Ecco il fatto:
Dopo una giornata di lavoro nella magnifica Napoli torno verso il piccolo paesello.
Il viaggio di ritorno, tra traffico e caldo, nonostante duri poco più di un’ora è estenuante.
Arrivato al borgo natio vengo preso da una voglia irrefrenabile di bere un bel bicchiere di birra fresca, una Guinness la mia preferita. Diligentemente, parcheggio la mia auto nella fantastica villa e mi avvio verso il bar.
La birra è pronta, magnifica con il suo colore scuro ed il cappello di cremosa schiuma.
Mi siedo ad un tavolino e sorseggiando la birra sfoglio il tabloid locale, il “Corriere di Caserta”. Al banco, due avventori discutono animatamente.
Il campionato di calcio è terminato, l’Italia non sarà al mondiale, allora di che discutono? Ma semplice, di politica.
Si spostano e vengono a sedersi ad un tavolino vicino a me.
Ad un certo punto, mentre sto per gustarmi un sorso della mia birra, 
uno dei due signori esclama: “tu nun capisci nu cazzu, di maio e un ottimo statista“.

La birra inizia a scendere, ma sbagli strada. Inizio a soffocare.

Ma ecco il miracolo.
Tutto nel bar si ferma. Le lancette dell’orologio non segnano più lo scorrere del tempo, il barista è immobile col bicchiere per metà lavato i due avventori sono rimasti con le loro birre in mano.
Un silenzio irreale mi circonda, io unico a vivere quella strana esperienza. All’improvviso, come una processione, si palesano davanti ai miei occhi le figure di alcuni personaggi.

Il primo ad entrare è Aldo Moro seguito da Giovanni Spadolini, Giorgio Almirante, Giulio Andreotti ed Enrico Berlinguer.
Gli ultimi ad entrare sono Sandro Pertini con la sua immancabile pipa stretta nella mano destra a braccetto con Alcide De Gasperi.

Fuori altri aspettano. Riconosco Pietro Nenni e Ferruccio Parri.

Nel frattempo un bel cazzottone nella mia schiena da parte di Spadolini ha fatto si che la mia birra pigliasse la strada corretta.

Si avvicinano al mio tavolino Pertini e De Gasperi. Con il pugno chiuso e pure abbastanza arrabbiato, Pertini mi fa: Ohi Pe’ scetate è sulu nu suonnu“.

De Gasperi, da parte sua, tira fuori dalla tasca della giacca un pacchetto di nazionali senza filtro e me ne offre una.

Mi accompagnano fuori dal locale e così come sono arrivati così se ne vanno.
Il tempo ritorna a scorrere normale, nessuno tranne me si è accorto di niente.
L’orologio ritorna a segnare il tempo, i due avventori discuto ancora di politica, il barista risciacqua i bicchieri.
Con la nazionale senza filtro tra le dita, mi avvio a passo lento in un muto pellegrinaggio verso il nostro Santuario.

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2 thoughts on “Piccolo miracolo

    1. Anonymous

      il dramma che parecchi “politici” non conoscono nemmeno i SIGNORI che hai sognato

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