Qualità della vita 2018: Caserta risale ma di poco

Pubblicata dal Sole 24 ore la graduatoria inerente alle città italiane più vivibili: la migliore è Milano, primato inedito, la peggiore Vibo Valentia. 101a su 107 è la nostra provincia di Terra di Lavoro, risultato che per quanto ci sia ben poco da rallegrarsi, rappresenta pur sempre un miglioramento rispetto all’ultima posizione in cui fu relegata Caserta nel 2017.

42 sono gli indicatori suddivisi in sei macro-aree («Ricchezza e consumi», «Affari e lavoro», «Ambiente e servizi», «Demografia e società», «Giustizia e sicurezza», «Cultura e tempo libero»), riferiti all’anno ormai trascorso: Milano si piazza per ben sette volte nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere. E conquista così lo scettro di provincia più vivibile d’Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016.

In coda alla graduatoria, come dicevamo, Vibo Valentia, ultima per durata media dei processi e registra anche una delle più basse spese dei Comuni per minori, disabili e anziani. È la quarta volta che compare sul fondo, circondata da numerose province del Sud. Per incontrare una provincia della punta dello Stivale bisogna infatti scendere fino alla 73ª posizione dove c’è Ragusa. Solo dopo si trovano le altre siciliane, calabresi, lucane e campane. Quattro province pugliesi, poi, scivolano tra le ultime dieci (Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Taranto e Foggia). In controtendenza – nella performance rispetto all’anno scorso – solo Lecce, che sale di 12 posizioni al 92° posto, e Bari che guadagna nove posizioni. Si piazzano nella parte bassa (-18 posizioni) anche Enna e Crotone.

La classifica completa:

Qualità della vita 2018

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