Provvedimenti radicali per contrastare il Covid-19: ridurne l’espansione è prioritario

Dopo le nuove direttive emanate dal comitato scientifico centrale per l’emergenza Coronavirus, ho inviato ieri, a mezzo pec, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dell’Unione Province Italiane e dell’Anci, una nota con la quale ho chiesto di valutare l’ipotesi di decretare la chiusura totale di tutte le scuole di ogni ordine e grado, di ogni struttura pubblica e privata per un mese.

Ho chiesto, inoltre, di valutare l’emissione del divieto assoluto di manifestazioni pubbliche e private, civili e religiose, sportive e culturali per lo stesso periodo di tempo e di stanziare fondi per le aziende, il commercio, le libere professioni e le strutture pubbliche per fronteggiare le conseguenze economiche di tali necessari e forti provvedimenti.

L’Italia non può permettersi un’ulteriore diffusione del Covid-19.

Bloccare i contagi significa evitare di portare al collasso il sistema sanitario nazionale e assicurare cure più efficaci a chi è infetto.
L’eventuale innalzamento del numero di persone che contraggono la malattia, infatti, aumenterebbe, conseguentemente, la domanda di assistenza sanitaria e gli ospedali italiani rischierebbero di non poter garantire un’offerta adeguata di cure.

Perciò, dobbiamo assolutamente evitare di arrivare a tanto.

Senza allarmismi – perché per fortuna il tasso di letalità del coronavirus non è alto – ma con grande senso di responsabilità è il momento di abbandonare le incertezze e la contraddittorietà dei provvedimenti fino ad oggi adottati e – con coraggio – agire subito con misure che impediscano drasticamente le occasioni di potenziale trasmissione del virus.

Solo così, con interventi radicali da prendere senza paura, potremmo uscire finalmente fuori dall’emergenza.

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