Requisiti da possedere per accedere ai buoni spesa alimentari

I buoni spesa alimentari e medicinali rientrano nell’ultima misura presentata il 29 Marzo 2020 dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia. Sono rivolta alle persone e alle famiglie che presentano una specifica domanda al segretariato sociale del proprio territorio, anche per via telefonica o via mail. Ogni Comune, Municipio e Distretto sociale comunicherà i canali con cui poter inviare la richiesta.

I requisiti da possedere per accedere ai buoni spesa alimentari:

  • residenza o domicilio nel Comune o Municipio in cui viene fatta la richiesta;
  • per i cittadini stranieri non appartenenti all’Unione Europea, il possesso di un titolo di soggiorno in corso di validità;
  • essere in carico ai servizi sociali comunali e/o distrettuali;
  • per i nuclei familiari non in carico ai servizi sociali, sarà cura dei servizi sociali stessi accertare lo stato di bisogno e procedere alla presa incarico;
  • di trovarsi in una situazione di bisogno a causa dell’applicazione delle norme relative al contenimento della epidemia da Covid-19, previa autocertificazione che ne attesti lo stato;
  • di non essere beneficiari di altre forme di sostegno al reddito erogati da Enti pubblici (es. reddito di cittadinanza etc.). Solo in casi eccezionali è possibile procedere al contributo, a seguito della certificazione dei servizi sociali stessi.

Al fine di aiutare il maggior numero di persone possibile, l’importo massimo che un singolo nucleo familiare può beneficiare in buoni spesa – pacchi alimentari è di 100€ a settimana. Mentre per le spese medicinali il tetto massimo è di 100€ al mese.

 

© Caaf Cgil Lazio e Basilicata

5 thoughts on “Requisiti da possedere per accedere ai buoni spesa alimentari

  1. AvatarAnonymous

    speriamo che alla fine non finisca come sempre, figli figliastri e figli di nessuno.
    P.S. se qualcuno fa il furbo “CHE IL SIGNORE LO FULMINI SUBITO”

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  2. AvatarAnonymous

    Mi auguro che questi aiuti vadano a famiglie realmente bisognose e soprattutto con bambini, e non ha falsi poveri.
    Mi auguro che i furbi vengano colpiti dal Signore

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  3. AvatarAnonymous

    Tanto sono buoni che finiscono nelle tasche dei dipendenti comunali e così via altro che poveri loro.. solo magna magna

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  4. AvatarAnonymous

    Quello che percepisco dai commenti che precedono è tanta sfiducia nei confronti delle istituzioni riguardo alla gestione delle risorse messe a disposizione di chi non ce la fa.
    E’ il risultato di un sistema di welfare e di sostegno alle fasce povere che va ripensato.
    Magari iniziando da una riorganizzazione dei servizi sociali comunali, troppo spesso carenti per non dire inesistenti.
    Mi auguro che sia materia di confronto in campagna elettorale tra quanti si candideranno a governare Carinola.

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