Casale di Carinola: San Paolo 2018, una tradizione che si rinnova

Ci siamo! Il rumoroso e festoso lancio delle bombe carta di pochi minuti fa, sancisce l’ufficiale inizio del periodo di festeggiamenti che da secoli il popolo di Casale di Carinola dedica a uno dei suoi Compatroni: San Paolo Apostolo, il Santo barbuto dal volto amabilmente severo e familiarmente burbero.

Inizio ufficiale sì, perché solo tra qualche ora ci sarà la prima celebrazione del Novenario a lui dedicato, perché in effetti la visita di domenica scorsa dell’abbate Roberto Dotta, responsabile dell’abbazia benedettina di San Paolo Fuori le Mura in Roma, è stata un’introduzione, un prestigioso e graditissimo prologo, visto che si è trattato di uno che di san Paolo ha fatto una ragione di vita, un prodromo forzosamente anticipato a causa di importanti impegni per il 25 gennaio quando l’Abbate riceverà sua santità papa Francesco.

Dunque tra poche ore i casalesi si raduneranno oranti ai piedi dello stupendo altare su cui è stato intronizzato pochi giorni fa il nostro Santo: un altare dai colori sgargianti, cromature che ricalcano fedelmente i toni del suo mantello, manto che da secoli è familiare per i casalesi che portano la sua pesante statua lignea in processione per le strade del paese e verso la Cappella a lui dedicata e che fa memoria della sua tappa casalese mentre era in viaggio verso Roma quasi duemila anni fa.

È possibile non emozionarsi alla prospettiva di onorare nuovamente e al meglio, con vino e lupini, San Paolo Apostolo? Non crediamo e pensiamo sia lo stesso per ogni casalese o comunque per tutti quelli che in questi giorni “casalesi” lo diverranno di adozione!

 

San Paolo, l’Apostolo delle genti

 

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