Carinola: esiste un’alternativa a ITL?

Ci risiamo: la crisi idrica si ripresenta come ogni anno con l’aumentare delle temperature! Anche quest’anno come purtroppo quasi sempre sono gli amici di Casanova a patirne per primi gli effetti. Siamo solo all’inizio dell’Estate e ahinoi tremiamo al pensiero di ciò che potrà succedere nel resto del Comune nelle prossime settimane, speriamo che non sia una replica degli anni scorsi quando ci si attivò per formalizzare una denuncia alla Procura della Repubblica.

Abbiamo letto della polemica nata a San Felice a Cancello sulla gestione del servizio idrico e dei tributi che il contribuente ad esso versa che si sa, per legge, non transitano per le casse comunali ma vanno direttamente all’ITL, emittente delle bollette. Essa rappresenta soltanto l’ultimo episodio di un dibattito che, ormai da anni, interessa numerosi comuni della provincia di Caserta: l’ex sindaco Giovanni Ferrara ha chiesto chiarezza sul rapporto contrattuale con ITL e sulle possibili conseguenze economiche di un’eventuale risoluzione del contratto, riportando al centro una domanda che riguarda non solo un singolo Comune, ma l’intero territorio: esiste davvero un’alternativa a ITL?

Non ci interessa lo specifico caso di San Felice a Cancello che rientra più nella normale dinamica Opposizione/Maggioranza, ma per rispondere bisogna anzitutto chiarire un aspetto spesso poco conosciuto. Il servizio idrico non è, PURTROPPO!, un’attività che ogni Comune può organizzare liberamente secondo le proprie preferenze. Negli ultimi anni la normativa nazionale ha profondamente modificato il sistema, affidando la programmazione e l’organizzazione del servizio agli Enti di Governo dell’Ambito, che in Campania coincidono con l’Ente Idrico Campano (EIC). Ogni Comune ricade in uno specifico distretto e la gestione deve rispettare le decisioni assunte a livello di ambito territoriale.

Precisiamo che l’Ente Idrico Campano (EIC) non gestisce direttamente l’acqua, è l’ente pubblico che organizza e programma il servizio idrico integrato in tutta la Campania; ITL, invece, è il gestore operativo del servizio in parte della provincia di Caserta. In pratica l’EIC è il soggetto istituzionale che governa il sistema, mentre ITL è il soggetto che lo gestisce operativamente. Sono due ruoli completamente diversi, ma strettamente collegati: uno è la mente, l’altro il braccio.

Questo significa che un Comune non può semplicemente decidere di rescindere un contratto e scegliere un altro gestore come se cambiasse un fornitore qualsiasi.

È quindi comprensibile però che, ogni volta che emergono tensioni o malcontento nei confronti del gestore, molti si chiedano se non sia possibile affidarsi ad un’altra società. La risposta, però, è molto meno semplice di quanto possa sembrare.

Le alternative teoricamente esistono. Una gestione potrebbe essere affidata ad un diverso soggetto pubblico, ad una società mista o, in alcuni casi, tornare ad una gestione completamente pubblica. Tuttavia ciascuna di queste ipotesi richiede procedure complesse, valutazioni economiche, autorizzazioni e tempi spesso molto lunghi. Inoltre occorre affrontare il tema dei debiti, dei crediti, delle reti, degli impianti e degli investimenti già effettuati.

Il vero nodo, dunque, non dovrebbe essere tanto il nome del gestore, quanto la qualità del servizio che viene garantito ai cittadini. Le famiglie chiedono reti efficienti, meno dispersioni d’acqua, interventi rapidi in caso di guasti, bollette trasparenti e investimenti continui sulle infrastrutture. Se questi obiettivi vengono raggiunti, il gestore passa quasi in secondo piano; quando invece emergono problemi, è naturale che aumentino le richieste di cambiamento.

Negli ultimi anni la provincia di Caserta ha vissuto numerose discussioni sul futuro del servizio idrico. Alcuni amministratori hanno sostenuto la necessità di mantenere gli assetti esistenti, altri hanno proposto modelli differenti, altri ancora hanno chiesto una gestione interamente pubblica. Opinioni diverse, tutte legittime, ma accomunate dalla consapevolezza che il sistema attuale presenta ancora criticità che meritano attenzione.

La domanda iniziale, quindi, resta aperta: esiste un’alternativa a ITL?

La risposta è sì, almeno sul piano teorico e giuridico. Ma trasformare un’alternativa in una soluzione concreta è tutt’altra cosa. Servono decisioni condivise, sostenibilità economica, rispetto delle norme e soprattutto una visione di lungo periodo. Pensare che basti sostituire un gestore per risolvere automaticamente tutti i problemi sarebbe un’illusione.

Si può pretendere un servizio idrico sempre più efficiente, moderno e trasparente, indipendentemente da chi lo gestisce;

si può sollecitare, e PRE-TEN-DE-RE, il rispetto dei contratti;

si può comandare nel proprio territorio, un’Amministrazione perciò viene eletta, anche per alzare la voce e puntare i piedi in terra in difesa di tutti i propri cittadini;

si può, e SI DEVE, pubblicamente prendere le distanze da ciò che non funziona e denunciarlo senza fingere giustificazioni di sorta.

Si può, si deve, perché l’acqua è un bene essenziale e i cittadini hanno diritto non soltanto ad avere un gestore che giustamente chiede i tributi, ma anche ad avere un servizio all’altezza delle loro aspettative.

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