Maria Gianniti, corrispondente Rai da Gerusalemme, ha vinto l’edizione 2026 del Premio di giornalismo Matilde Serao: con un’intervista di Lidia Luberto, presidente dell’Associazione Matilde Serao di Carinola,a Maria Gianniti, pubblicata nella pagina Girocittà Caserta de Il Mattino, con il titolo: «M’interessa vedere le storie dal di dentro», è stata ufficializzata la notizia che già circolava ed era in attesa di conferma. La cerimonia di consegna del Premio è in programma per il 30 settembre a Carinola, territorio al quale la grande giornalista e scrittrice è profondamente legata e dove trascorse parte della sua infanzia nella casa paterna di Ventaroli. Il Premio, istituito dal Comune di Carinola nel 2001, è dedicato ogni anno a una giornalista che si sia distinta per qualità professionali nel corso della propria carriera.
Laureata in Scienze politiche, dopo un’esperienza all’Unicef ha iniziato il suo percorso nella Rai: inviata della Redazione Esteri del TG1, Maria Gianniti per molti anni ha lavorato, sempre come inviata di esteri, per il Giornale Radio. Ha seguito le principali crisi internazionali e in particolare quelle legate all’area mediorientale. Dalla Seconda Intifada, alle guerre in Iraq, in Afghanistan, fino alle rivolte nel Mondo Arabo. Una professione vissuta sui luoghi delle crisi internazionali insomma, «Mi interessa vedere le storie dal di dentro», ma dopo il 7 ottobre 2023 tutto ciò è diventato più difficile perché «C’è molta meno speranza, meno dialogo, più violenza, intolleranza e una tensione palpabile». Non è soltanto l’analisi di una giornalista, è la testimonianza di chi quella realtà la vive sul terreno.
Maria Gianniti racconta uno degli episodi più recenti vissuti durante la realizzazione di un servizio per il Tg7 nella zona di Gaza: lei e la troupe sono stati aggrediti da alcuni coloni, che hanno lanciato pietre e li hanno minacciati con le armi, costringendoli a cercare riparo. Sono riusciti ad allontanarsi, ma il racconto descrive la quotidianità di chi lavora in quei territori: le bombe, le corse verso i rifugi, la paura e una situazione che appare «ogni giorno più esplosiva».
È questo un momento nel quale il giornalismo internazionale è chiamato a raccontare uno dei periodi più drammatici e complessi degli ultimi decenni e Maria Gianniti è immersa in queste complessità, e anche per questo che appare particolarmente significativa la sua scelta, lei che attualmente è corrispondente Rai da Gerusalemme, uno dei luoghi più caldi del Pianeta, come vincitrice del Premio giornalistico Matilde Serao 2026.
C’è un filo che, a distanza di oltre un secolo, continua a legare Matilde Serao al giornalismo contemporaneo, ed è quello della capacità di entrare nelle storie, di guardare la realtà da vicino e di raccontarla attraverso le persone che la vivono: forse da qui il titolo scelto da Lidia Luberto per l’intervista «Mi interessa vedere le storie dal di dentro». Afghanistan, Gerusalemme, le crisi mediorientali, le guerre e le tensioni che hanno attraversato questa parte del mondo hanno rappresentato per lei non soltanto materia di cronaca, ma luoghi nei quali andare a cercare le storie individuali nascoste dietro i grandi avvenimenti.
È una concezione del giornalismo che, per certi versi, sembra dialogare perfettamente con quella di Serao: non limitarsi a raccontare l’avvenimento, ma entrare nella realtà, osservare le persone, cercare ciò che c’è dietro la cronaca.
Il Premio non è soltanto un riconoscimento assegnato a una giornalista, è anche il modo attraverso il quale Carinola continua a rivendicare il proprio legame con una delle figure più importanti della storia del giornalismo italiano, un legame inscindibile e che mai potrà essere accantonato o addirittura disconosciuto.