Erano anni che non vedevamo Casale così! Così affollato, così coinvolto e partecipe, così divertente e divertito, così voglioso di essere artefice di sé stesso, così aperto alle esperienze altrui. Erano anni che non vedevamo il paese vivere in questo modo, con una partecipazione che non sembrava limitata a pochi, ma che riusciva a coinvolgere persone di età diverse, provenienze diverse e con interessi diversi.
E se pensiamo che tutto questo abbia una scadenza, anzi, se pensiamo che ormai la Festa della Vendemmia 2026 sia già storia, viene davvero un magone immenso.
Perché questa edizione della Festa della Vendemmia ha avuto qualcosa di diverso, qualcosa che forse non è immediatamente riconducibile a un singolo evento, a un concerto o a una particolare iniziativa, ma che si è respirato per le strade del paese, nelle piazzette, lungo il percorso delle manifestazioni e soprattutto nella partecipazione della gente.
I concertini d’intrattenimento? C’erano già stati, anche se quest’anno il miglioramento è stato netto, sia in qualità sia in quantità. Il taglio dell’uva? Già visto, anche se quest’anno è stato spostato lungo la strada principale del paese, diventando così ancora più visibile e partecipato. Il trekking? Visto pure quello, ma non affollato come quest’anno, visto che si è pensato di sdoppiarlo in due giornate proprio a causa dell’alto numero di prenotazioni. I balli tradizionali, i bambini che illustrano in dialetto le perle di saggezza del nostro borgo? Tutta roba che fa parte del DNA della Festa della Vendemmia, elementi che appartengono ormai alla sua storia e alla sua identità.
Le vere sorprese di questa edizione, però, sono state altre.
La prima è stata la Caccia al Tesoro di sabato 19 settembre, con dieci squadre, quasi tutte composte da otto componenti: circa 80 persone, ottanta!, anzi cento considerando i giudici, che hanno percorso in lungo e in largo Casale, affrontando prove di abilità fisica e mentale e dimostrando la propria padronanza del dialetto casalese per riuscire a risolvere l’enigma conclusivo e conquistare il tesoro. Ma, in verità, tutti sono arrivati primi al traguardo del nostro cuore, non solo perché spesso il distacco tra le varie squadre è stato risicatissimo, ma soprattutto per l’entusiasmo dimostrato e non soltanto dai componenti più giovani delle squadre. Un entusiasmo coinvolgente, contagioso, capace di trascinare chi guardava e di far ben sperare per il futuro del paese.
E poi c’è stata un’altra novità, altrettanto significativa: il Premio di poesia “Michele Lepore”.
Questa è stata la prima Festa della Vendemmia senza il suo ideatore, scomparso lo scorso novembre, e sarebbe stato giusto e doveroso omaggiarlo in qualche modo. Ebbene, oltre quaranta poesie sono arrivate all’organizzazione, che le ha analizzate con l’ausilio di una giuria composta da dodici elementi e ha attribuito la vittoria nella cerimonia di premiazione di ieri pomeriggio, in piazzetta Deportati, sancendo un successo clamoroso e inatteso.
Dovremmo gioire, dunque. E infatti gioiamo. Eppure…
SIAMO PREOCCUPATI!
Le parole di Antonio Santaniello, il front-man dell’associazione Viviamo Casale, organizzatrice della Festa, ci lasciano con l’amaro in bocca. È solo una sensazione, per carità, una sensazione che ci auguriamo sia sbagliata, ma quelle sue parole pronunciate alla presentazione di uno dei tanti eventi di questa edizione, si trattava del concerto di Bucalone, sono sembrate strane, quasi una richiesta d’aiuto.
«NON LASCIATECI SOLI!» Ha detto proprio così. Parole che fanno pensare.
Speriamo che sia soltanto «una voce dal sen fuggita», ma non crediamo che lo sia, conoscendo l’accortezza e l’avvedutezza di Antonio. Per questo quelle parole non possono essere liquidate semplicemente come una frase pronunciata in un momento di stanchezza. Che significa?
Che c’è chi rema contro? Che c’è qualcosa che non conosciamo? Che questa straordinaria esperienza, capace di riportare Casale a essere per qualche giorno un paese vivo, aperto, partecipato e protagonista, rischia di non avere un futuro? Ci sembra impossibile. E ci sembra ancora più impossibile se pensiamo a quello che abbiamo visto in questi giorni.
Se ottanta persone si mettono in gioco per una Caccia al Tesoro, se più di quaranta poeti rispondono a un invito nel nome di Michele Lepore, se il trekking deve essere sdoppiato per l’alto numero delle prenotazioni, se le strade si riempiono, se i bambini parlano il nostro dialetto davanti alla gente, se la musica porta persone in piazza e se, soprattutto, tanti casalesi tornano ad avere voglia di stare insieme, allora significa che qualcosa c’è.
E quel qualcosa va difeso. Perché quello che la Festa della Vendemmia 2026 ha dimostrato su Casale non può essere disperso. Perché erano anni che non vedevamo Casale così, e dunque “NO RAGAZZI NON VI LASCEREMO SOLI!”
2 thoughts on “Casale non lo vedevamo così da anni: allora perché siamo preoccupati?”
Questo testo è un brivido lungo la schiena e, insieme, una promessa che tutta Casale deve fare a sé stessa. La Festa della Vendemmia 2026 ha dimostrato una cosa fondamentale: il paese non è affatto spento, aveva solo bisogno della scintilla giusta per tornare a brillare come non faceva da anni.
Vedere ottanta persone correre per la Caccia al Tesoro, leggere l’omaggio straordinario a Michele Lepore e assistere alle piazze piene e ai bambini che custodiscono il nostro dialetto è la prova che la comunità c’è, è viva e ha fame di futuro. Proprio per questo, il magone per la fine della festa deve trasformarsi immediatamente in energia pulita.
L’appello di Antonio Santaniello — quel «NON LASCIATECI SOLI!» pronunciato dal palco — non può e non deve cadere nel vuoto. Chi si spende anima e corpo nell’associazione “Viviamo Casale” non può essere lasciato a farsi carico, da solo, del peso organizzativo, burocratico ed economico di eventi che fanno il bene di tutti. Dietro un successo simile ci sono mesi di fatiche, notti insonni e sacrifici che spesso restano invisibili a chi si gode la piazza. Se un’esperienza del genere rischia il futuro, la colpa non sarà di chi “rema contro”, ma dell’indifferenza di chi sta a guardare senza sporcarsi le mani.
La risposta a questo articolo deve essere corale e immediata: “No, ragazzi, non siete soli” non deve restare un bellissimo slogan da social. Deve diventare un impegno concreto da domani mattina. Difendiamo quello che è stato costruito in questi giorni. Mettiamoci a disposizione, sosteniamo l’associazione, partecipiamo non solo come spettatori ma come motori attivi del paese. Casale ha dimostrato di saper essere splendida; ora dimostriamo di saper proteggere questa bellezza.
Sono felicissimo che i festeggiamenti siano andati così bene da accontentare veramente tutti
Il motivo principale è perché so quanto ci teneva a questo il compianto M
Lepore di cui ero un caro e vecchio amico
Inoltre son contento perché tutti voi siate rimasti gioiosi ed orgogliosi
Possa essere spre così come ora. Auguroni