No ai fuochi: costano “un botto” e sono soldi “in fumo”

[Riceviamo e pubblichiamo]

PROPOSTA:

La pirotecnica consiste nel fabbricare e lanciare oggetti incendiari, prodotti da tecnici esperti mediante l’uso di polvere da sparo per l’esplosione e altri reagenti per ottenere colori e effetti visivi. Nasce in Cina ad opera dei monaci intorno all’anno 1000; i popoli mongoli introducono la polvere pirica in Europa intorno al 1200, ma rimane poco utilizzata per fini ludici, poiché usata principalmente a scopo militare. I primi esempi di un uso puramente spettacolare risalgono al Basso Medioevo (XIII-XV secolo), per accompagnare le Sacre Rappresentazioni. L’Italia è uno dei paesi con spiccata identità pirotecnica; esistono diverse scuole, manifestazioni e campionati mondiali di rilevanza internazionale. Inoltre, essa è una componente essenziale delle feste patronali dei borghi italiani. Quello che, però, si accantona in nome della tradizione è quanto la pirotecnica possa essere nociva.

In Italia durante l’anno si festeggiano sagre di paese e feste di Santi Patroni con fuochi d’artificio, mortaretti e petardi. Eppure è dimostrato scientificamente che i fuochi d’artificio hanno effetti negativi sull’ambiente, sull’uomo, sugli animali domestici e sulla fauna selvatica, terrorizzata dai rumori. Gli animali hanno un udito più sviluppato di quello umano, sia per intensità che per frequenza: un cane, ad esempio, percepisce un rumore a una distanza 4 volte superiore rispetto a noi; l’uomo sente una gamma di suoni fino a 20 mila hertz, il cane da 40/46 mila hertz, i gatti a 70.000 Hz , i pipistrelli oltre 100.000 Hz. I botti pirotecnici scatenano negli animali paura e panico, inducendoli a reazioni incontrollate e pericolose, come quelle di cani e gatti che fuggono perdendo l’orientamento con il rischio di smarrirsi e vagare per strada esponendosi a incidenti con gravi conseguenze anche per gli automobilisti, o gettandosi nel vuoto se lasciati sui balconi. Per gli animali selvatici i botti dei fuochi sono un momento d’inferno; le improvvise detonazioni determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane. Meno conosciuto, ma grave per l’uomo e l’ambiente, è il problema causato dalle polveri fini emesse dagli spettacoli pirotecnici, che possono peggiorare malattie esistenti e provocarne nuove. I fuochi d’artificio provocano un vertiginoso aumento delle polveri sottili, sostanze non salutari come le polveri di stronzio, bario, rame, alluminio, titanio e ferro, che supera di 8 volte il valore limite. In più, quando si accendono, si sprigiona una miscela che provoca reazioni chimiche che formano nuove sostanze velenose e spesso sconosciute.

fuochi
No ai botti

I fuochi non rappresentano solo una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute.

Sappiamo che serve coraggio per rompere una tradizione che va avanti da anni, ma bisogna iniziare a dare l’esempio. Ultimamente, molti comuni hanno vietato le feste pirotecniche ed hanno optato per le “novità alternative”: i fuochi senza botti, che nulla hanno da invidiare a quelli tradizionali ma senza controindicazioni e con costi più ridotti; gli spettacoli piromusicali (come quello in video), accompagnati da brani di musica sinfonica senza detonazione. Altra alternativa che non inquina e non danneggia animali e uomini sono gli spettacoli di luce, di grande effetto, come quelli svolti alla Reggia di Caserta.

Non sarebbe il caso di riflettere maggiormente sulle conseguenze dei botti, di cui anche noi facciamo ampio uso nelle nostre feste paesane? Perché sprecare denaro, perché inquinare? Ho un forte legame con le tradizioni del mio paese, ma far evolvere un uso, consolidato sì, ma nocivo, significa camminare insieme verso un miglioramento che ci riguarda tutti. In fin dei conti, essere svegliati alle 7 da “bum bum” assordanti non è poi così festoso; musica, campane, tante le alternative… La gara dei 3 fuochisti è, sì, una tradizione a cui siamo tutti legati, ma che senso ha inquinarci tutti per assistere a uno pseudospettacolo in cui c’è solo il botto? Per respirare insieme il fumo e vederci cadere lentamente addosso il materiale solido in combustione? Mentre i neogenitori sono costretti a correre a casa con i loro passeggini perché i più piccoli hanno giustamente paura. La pirotecnica diurna è veramente un nonsenso! Io credo che San Paolo non abbia bisogno di soldi spesi letteralmente in fumo, per farci del male; ogni spreco inutile è un’offesa verso chi ha davvero bisogno e, se riflettiamo bene, è perfino un qualcosa di opposto al messaggio cristiano. San Paolo sarebbe molto più contento se provassimo per una volta a uscire dagli schemi, proporre soluzioni più ecologiche, ricordarci di avere nel cuore del paese un colle meraviglioso da conservare pulito durante tutto l’anno, mentre troppo spesso lo trattiamo come una discarica; e destinare quei “soldi bruciati” ad attività più caritatevoli. 

23 thoughts on “No ai fuochi: costano “un botto” e sono soldi “in fumo”

  1. AvatarAnonymous

    Ok, allora togliamo da mezzo pure i lupini, visto che buttarli in aria può causare un pericolo per l’incolumità delle persone presenti. Essere colpiti da una busta di lupini è pericoloso. Traumi facciali e ossa rotte sono all’ordine del giorno, senza considerare il panico che si scatena per la gente che scappa terrorizzata e per ultimo, ma non meno importante, è lo spreco che se ne fa. Per ogni busta di lupini caduta a terra si stima un aumento del 25%, su base mondiale, di particelle di cenere(con la quale sono bolliti) nell’atmosfera.

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  2. AvatarAnonymous

    è chiaro che stai ironicamente esagerando, ma sinceramente non fa poi così ridere. il paragone non sussiste. semmai si potrebbe optare per tenere il piazzale sottostante la cappella più pulito, senza gettare i biglietti dei lupini a terra, senza gettare le bucce a terra. e poi se vogliamo proprio dirla tutta, non penso che San Paolo si offenderebbe se i lupini non venissero più lanciati, ma gentilmente porti: o anche questa sarebbe una rottura della tradizione perché nel lontano I secolo anche a San Paolo sul nostro colle i lupini furono lanciati al volo e non offerti con un gentile gesto della mano??!

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  3. Avataranonymus

    certo che casale non si smentisce, o meglio qualche casalese.
    parlare male della festa di San Paolo 2016 è impossibile, non c’è stata alcuna sbavutura, è andato tutto bene, si sono addirittura bolliti i lupini, tanta gente, le corrnucopie a ruba, se n’è parlato tanto, Mons. Superbo…….ed ecco qua la polemica :
    I fuochi fanno male no ai fuochi, la posizione radical chic quasi vegana no/alla carne.
    addirittura le scorze di lupini biologiche inquinano. INSOMMA PER SPARLARE NON SAPETE PIU’ COSA INVENTARE.
    I fuochi diurni sono la somma espressione dell’arte pirotecnica, è nelle bombe sparate di giorno che si misura la maestria dei fuochisti, l’altezza del lancio, il numero di aperture che fa la bomba (gli spacchi), la ritmica e la musica delle botte, nonché il disegno scenico che si forma, insomma arte, poesia e musica allo stesso tempo. Se così non fosse non si capirebbe nemmeno le migliaia di gare pirotecniche che si svolgono nel MONDO e non solo al sud.
    A Casale una cosa sola tradizionale è rimasta San Paolo e la Sua festa e sicuramente non la violenteremo per far felice il sapiente di turno.

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  4. Avataranonymus

    Io non credo sia una polemica, anzi secondo me è più che lecito che si possa pensarla così contro i fuochi in generale e non solo quelli di San Paolo ma tutti i fuochi.
    A me personalmente piacciono in nome di san Paolo ma abolirei tutti gli altri: allora come la mettiamo? Anch’io sto criticando la festa di quest’anno? Te lo dico io e cercate di capire bene: ASSOLUTAMENTE NO!!!!!!!!!!

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  5. AvatarAnonymous

    È un opinione e va rispettata , io personalmente non la condivido ma la rispetto e penso che l’amico che non ama i fuochi per svariati motivi non si un denigratore della festa o il sapiente di turno.La festa del nostro caro Patrono è sempre molto sentita e anche quest’anno i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro quindi complimenti a tutti e viva San Paolo.( fuoco rosso)

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    1. Avataranonymus

      è UNA GRANDE CAVOLATA casale è sempre il paese dei perché, dei ma però, si potrebbe, io farei, e così via…..
      IL SOLITO SACCENTE CHE PER PASSARE IL TEMPO LANCIA PROVOCAZIONI.
      N’atu scienziatu, che non potendo ridire nulla sulla festa a sparatu la botta a muru…….
      …..farà fetecchia

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  6. AvatarAnonymous

    non è affatto una critica alla festa, ma perché dovete sempre cambiare il senso delle cose? il riferimento a San Paolo è solo perché la festa è appena passata, ma si parla dei fuochi in generale e della loro nocività. quanto a chi dice di amarli x il legame con Casale, non mi pare che si condannino del tutto, ma visto che si è scoperto col tempo quanto siano dannosi si sono proposte alternative più ecologiche che già molti comuni stanno adottando.

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  7. AvatarAnonymous

    povero San Paolo… poveri Santi, povera cristianità strumentalizzata. Dio guarda dall’alto le nostre feste patronali con tanto di botti alle 7 del mattino e “pirotecnica diurna” in cui qualcuno dice di sentire musica e poesia, e se la ride, di sicuro!

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    1. Avataranonymus

      allora eliminiamo le processioni, le statue, le feste, le bande e tutto ciò he è profano, tutto strumentalizza la cristianità, ma secondo me tu proponi di eliminare ciò che non ti piace o ti da fastidio…… secondo me abiti vicino dove hanno sparato i botti alle 7 del mattino, e ti capisco.
      COMITATO SPARATE I BOTTI ALTROVE

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  8. AvatarAnonymous

    “Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sì: con bastoni e pietre” scriveva Einstein. Senza un’etica ambientale l’uomo si autodistruggerà. I fuochi d’artificio di oggi sono la distruzione di domani. Ci preoccupiamo delle feste patronali private dei botti come dei “seni femminili”, ma questa è una superficialità gigantesca! Bendarsi gli occhi, far finta di non vedere e capire, accusare gli altri di essere “sapientoni” per negare la verità è un gioco infantile! Verrà il giorno in cui la natura si ribellerà e saremo anche noi ad aver contribuito. Viva San Paolo che significa? Amare San Paolo non significa farsi crescere la barba e andare a leggere la seconda lettura in Chiesa solo a ridosso della festa… Io amo il suo personaggio, amo le sue lettere, amo la sua festa e le tradizioni del mio paese, ma farle evolvere nel rispetto dell’ecosistema non significa togliere qualcosa alla sacralità di un culto, tutt’altro! Significa usare la testa unitamente al cuore e CRESCERE! Viva Casale pulito e sano! Viva i nostri figli, sperando potranno crescere in un luogo migliore!

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  9. AvatarAnonymous

    DICIAMOLO ANCORA W IFUOCHI ,W I LUPINI ,W SAN PAOLO
    TUTTO IL RESTO ……………COME DICEVA UN GRANDE CANTAUTORE ……..E’ NOIA !!!!!!!!!!!!!!!!!

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  10. AvatarAnonymous

    ma perché continuate a fare riferimenti alla festa?! non capite che non è una critica alla festa?? nessuno vuole criticare! è solo una proposta ambientale ed ecologica che prende spunto dalla festa solo perché è appena passata.

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  11. AvatarAnonymous

    Per carità, ognuno può pensarla come vuole, ma qui si esagera. Non certo per i fuochi ma per tutto quanto è stato di contorno scritto. I fuochi sono pericolosi, i fuochi sono dannosi all’ambiente, le bestie si spaventano…ecchec…o, non è mica l’apocalisse?? Ci sono realtà vicino alla nostra, Cascano, dove forse per la tradizione dei fuochi di San Giuseppe davvero si può configurare il reato di disastro ambientale. Falò enormi nei vicoli, con le cannelle del gas quasi a contatto e nessuno parla, poi tu che scrivi della enorme pericolosità dei botti di San Paolo, magari allegramente passeggerai per quelle strade la sera della vigilia, tra fumo e fiamme.

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  12. AvatarAnonymous

    TOCCATE TUTTO MA NON TOCCATE LA FESTA DI SAN PAOLO PERCHE SCOPPIA N’A’ RIVOLUZIONE E ADDIO CHIESA PRETE E CAMPANARO

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  13. Avataranonymus

    VISTO CHE LA FESTA SI FA CON I SOLDI DEI CITTADINI, FINO A QUANDO VORRANNO LE BOMBE CARTA DARANNO I SOLDI E LA FESTA CI SARA’ COSI’ COME SEMPRE E’ STATA.

    Io sono stufo non delle bombe carta (piccolo e irrisorio problema), ma della mania casalese di ricercare e trovare il pelo nell’uovo o meglio l’ago nel pagliaio. QUESTO NON SUCCEDE A NESSUN POSTO, solo a CASALE.
    E sono stufo dei troppi teatranti delle arci-ripetute passioni natività e cose simile che nulla hanno di tradizionale ma servono perlopiù a far mostra di se. Sono stufo delle polemiche create artatamente per azzoppare quel poco di buono che ancora conserviamo; che il paese sprofondi sembra quasi colpa dei fuochi d’artificio, che poi nonostante sprofondi ancora sia capace di attirare persone e organizzare belle manifestazioni passa in secondo piano, la realtà è che chi c’affibbiato il nome “passeri” non ha sbagliato…..

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  14. AvatarAnonymous

    non avete capito niente, la proposta non riguarda i botti di san paolo ma i fuochi in generale e tutto ciò che è pericoloso x l’ambiente, fumi di cascano compresi (ma quelle sono cose loro…)

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  15. AvatarAnonymous

    ma falla finita hanno inquinato persino ci non è ancora nato, e mo quattro fuochi sembrano la bomba atomica
    basta con ste critiche del c…..

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