La morte di Girolamo Maina: un altro pezzo di storia casalese che se ne va

Tra qualche ora, alle 11.00 per la precisione, la comunità di Casale tributerà l’estremo saluto a Girolamo Maina, di 68 anni, uno dei suoi tanti figli che l’ha definitivamente lasciata dopo aver combattuto per un po’ di tempo contro quel mostro che possiamo solo definire a bassa voce “male del secolo”.

Girolamo era un altro pezzo di storia del nostro amato paese.

Sappiamo bene che così dicendo rischiamo di scrivere una frase molto abusata, come sappiamo del resto che in queste tristi occasioni si rischia di scadere nella banalità del già detto o addirittura nell’ovvio, ma non è così per chi è stato testimone e parte attiva della Casale legata alle tradizioni di una volta, quella Casale che spesso ci capita di ricordare e la cui memoria diviene, ahinoi, sempre più labile. Più volte, e anche recentemente, ci è capitato di disturbarlo invitandolo a ricordare episodi di un tempo che fu o addirittura a fornirci materiale documentale ad esso relativo. Girolamo si è sempre mostrato disponibile, dando quasi l’impressione di esser grato (lui che stava per fare un favore agli altri!) di esser “costretto” a ricordare un passato di certo non più recentissimo e impolverato dal tempo. Anche questo era Girolamo!

Come faremo a “ricordare” quando, in un tempo che ci auguriamo il più lontano possibile, non ci saranno più? 

Certo questo poco interessa alla famiglia, la rilevanza che Girolamo poteva avere per la memoria storica della comunità casalese aveva sicuramente scarsa importanza, per loro era giustamente determinate l’uomo, l’affettuoso papà per le figlie Amelia, Simona e Mariangela, e l’esemplare marito per la moglie Rita, ed è a loro, come agli altri congiunti, che la redazione di casaledicarinola.net si stringe nel più fraterno degli abbracci nel ricordo del proprio caro.

Ciao Girolamo!

 

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2 thoughts on “La morte di Girolamo Maina: un altro pezzo di storia casalese che se ne va

  1. Anonymous

    Noto che a Casale ci sono troppi casi di tumore rispetto alla popolazione. Nessuno si è posto il problema di fare un’analisi epidemiologica?

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