Desirée, il Ministro della Paura e il problema “sicurezza”

In queste ore dopo il brutale delitto di Desirée Mairottini ad opera di belve inferocite, si fa tanto parlare di sicurezza ed inizia la “competizione”, tra chi immagina che le belve abbiamo un colore e chi pensa che le belve non abbiamo colore, tra questi ci sono io, e quindi tutti a mettere su Facebook violenze raccapriccianti ora ad opera delle belve di colore ora ad opera delle belve non di colore, insomma una vera e propria gara corroborata da statistiche interpretate secondo convenienza.

Aggiungiamo a tutto ciò lo sciacallaggio politico pronto a fiondarsi sulle disgrazie come avvoltoi affamati e si crea un clima di odio senza limiti ed improvvisamente aumenta la percezione di vivere in un vero e proprio inverno.

Per carità non è mia intenzione negare che c’è bisogno di più sicurezza ed allora mi viene da domandare al “ministro della paura” alias Matteo Salvini, considerato che ha poteri assoluti sia perché Ministro dell’Interno e “della paura” oltre ad essere Premier de facto, perché non mettere più uomini in divisa in strada ed in special modo nelle zone sensibili come periferie, ghetti, stazioni centrali ecc.

Anziché continuare a soffiare sul fuoco e ad incitare le persone ad armarsi, anche per fare un favore alle lobby delle armi, altro che l’annunciato “cacceremo le lobby’s dal parlamento, non sarebbe più utile e necessario aumentare mezzi ed aumentare pattuglie in strada, in particolare di notte?

È possibile garantire un minimo di sicurezza con una sola pattuglia che deve coprire un territorio grande come la provincia di Caserta, per fare un esempio?

L’avrebbero potuto fare anche quelli che lo hanno preceduto, non lo nego ed hanno sbagliato a non provvedere in merito, ma non per giustificare il passato credo che nessuno dei ministri dell’Interno precedenti abbia avuto il potere sulla sicurezza come Salvini, Ministro dell’Interno e Premier di fatto.

Buon fine settimana

 

Lorenzo Razzino

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