La farsa del CdM a Caserta e la banale vacuità delle parole “stellate”

Leggo i resoconti della cronaca politica inerente la messinscena sui rifiuti e apprendo che al di là dei roboanti annunci e frasi fatte, come sono soliti fare ormai da tempo Salvini e Di Maio in costante campagna elettorale, la montagna ha partorito un topolino.

Frasi ad effetto di Di Maio riferendosi agli interessi criminali “con noi faranno la fame, con noi non avranno scampo” e Bonafede “abbiamo le mani libere, noi…”, mi fanno dedurre che i predecessori al Governo facevano ingrassare i criminali ed erano in commistione con i loro sporchi interessi camorristici e se è vero questo credo che Di Maio e Bonafede avevano l’obbligo prima ed ora ancora di più, visto i ruoli governativi e di responsabilità che ricoprono, di denunciare alla magistratura chi consentiva l’arricchimento dei criminali sulla pelle della gente.

Ho la certezza che nessuna denuncia è stata fatta prima e nessuna denuncia sarà fatta dopo di ieri ma intanto passa il messaggio che i governanti di prima erano dei delinquenti in combutta con il crimine e Salvini con Di Maio e Bonafede i “vendicatori” del malaffare e del ripristino della legalità.

Intanto da oggi la nostra Provincia non sarà più la “Terra dei Fuochi” ma sarà la “Terra dei cuori” e tutti vissero felici e contenti.

 

Lorenzo Razzino 

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