La (mia) Festa della Donna

Negli ultimi anni siamo passati dalla festa della donna a fare “la festa” alle donne. Dal 1 gennaio al 31 ottobre 2018, rispetto al totale degli omicidi commessi in Italia i femminicidi sono saliti al 37,6 per cento rispetto al 2017, quando erano al 34,8 per cento. I dati ci dicono che le violenze avvengono in famiglia (il 70,2 %) e in coppia (il 65,2 % nel periodo gennaio-ottobre 2017) [fonte www.eures.it].

Solo nell’anno scorso, le cronache giudiziarie hanno fatto registrare più di 100 omicidi e tra questi ben 6 in provincia di Caserta.

Ci ho riflettuto un po’ prima di decidermi a scrivere questa breve riflessione con la quale vorrei, in questo giorno di festa, stropicciare le coscienze di quegli uomini che pensano che un ciuffetto di mimose possa cancellare di colpo violenze, minacce esplicite o velate e l’insanità di un rapporto di coppia fondato sul possesso dell’altro.

Alla fine, però, ho scelto: meglio vedere qualche naso che si storce, dei commenti polemici piuttosto che lasciare passare sotto silenzio l’argomento.

La Festa della Donna può e deve essere l’occasione per fermarci un minuto e ricordare chi oggi non è più con noi a ridere, gioire, abbracciare e vivere l’emozione, perché la memoria è una bacinella mai definitivamente colma.

È la memoria, individuale e collettiva, a rinnovare la lezione della “spaventosa, indicibile e inimmaginabile banalità del male”, che vive e ci accompagna nella quotidianità più di quanto noi immaginiamo. Il femminicidio è, di frequente, la degenerazione di un rapporto di coppia che non si rinnova nel rispetto dell’altro, delle sue fragilità e delle sue scelte ma che, al contrario, è morbosamente legato a una visione di possesso personale ed esclusivo.

Alle tante e troppe donne, mogli, mamme e fidanzate che hanno pagato con la vita la loro richiesta di dignità, di rispetto e di libertà, in particolare, ai sorrisi che non vedremo più di Antonella e Rosanna Laurenza, di Angela Barotta, di Anna Carusone, di Immacolata Stabile e di Concetta Salomone, vorrei dedicare la mia Festa della Donna.

 

Giorgio Magliocca – Presidente della Provincia di Caserta

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