No ai migranti. Quale Europa?

Care amiche e cari amici, siatene certi, il tema dell’immigrazione sarà al centro del dibattito politico da qui alle elezioni politiche della prossima primavera.

Nessuno può negare che il fenomeno immigrazione non sia un grande e difficile problema che investe principalmente l’Italia e l’Europa tutta. Ma è altrettanto vero che nessuno può vantarsi di avere a portata di mano ricette semplici per la immediata risoluzione.

Partiamo dal fatto che secondo le Ong (Organizzazione non governativa) definiscono strutturale il fenomeno migrazione e fino all’anno 2050 è previsto che prenderanno il largo e tenteranno di raggiungere le sponde europee almeno sessanta milioni di profughi ed emigranti economici.

Esseri umani che sfidano la morte abbattendo come un uragano barriere, muri, le tempeste del mare, la sofferenza delle torture e busseranno alle nostre porte per fuggire dalla morte, dalla fame, dalla violenza, dall’atrocita’ delle guerre.

Come si può fronteggiare una così immane tragedia umana?

A mio avviso manca una vera e condivisa politica Europea sui flussi migratori e ciò determina un isolamento del nostro Paese che è costretto a farsi carico delle maggiori incombenze per evitare vere e proprie stragi di esseri umani.

Uno dei più urgenti provvedimenti che l’Europa dovrebbe assumere è il fronte ricollocamento, è inverosimile attendersi dalla sola Italia il farsi carico di tutti quelli che sbarcano lungo le nostre coste, né è pensabile, così come avviene oggi, che il ricollocamento possa essere effettuato solo per i migranti della Siria e dell’Eritrea che peraltro sono i meno numerosi, ma occorre aprire il ricollocamento anche a migranti di altre nazionalità.

Altro punto indifferibile è il rivedere tempestivamente il trattato di Dublino che impone il dovere dell’accoglienza al primo Paese di arrivo di conseguenza bisogna fare in modo che le navi Ogn non attracchino solo nei porti italiani ma che vengano deviate anche nei porti della Francia, del Portogallo, dell’Olanda, della Spagna ecc. È notizia di oggi, purtroppo, che Francia e Spagna hanno già manifestato la loro contrarietà.

Allora viene spontaneo chiedersi: se l’Europa non è in grado di armonizzare in negativo e positivo tutti i Paesi membri di che Unione parliamo?

Non abbiamo una Difesa comune, non abbiamo un sistema fiscale unico, non abbiamo un ‘agricoltura uguale in alcune nazioni è dato usare anticrittogamici ed antiparassitari ed in altri sono proibiti, non abbiamo tante altre cose in comune che creano enormi squilibri e grandi incertezze. Da qui l’auspicio che i responsabili europei si mettano intorno ad un tavolo ed armonizzano tutto quello che è disarmonico in Europa e solo allore potremmo dire che veramente l’Europa è nata altrimenti rimarrà l’eterna incompiuta.

Dopodiché per ritornare ai disperati che affrontano il mare per approdare sulle altre sponde esiste la legge del mare ” Il comandante di una nave ha l’obbligo di prestare soccorso a chiunque sia trovato in mare in pericolo di vita…” altro che respingimenti oppure abbandoniamoli al loro destino ed esiste anche la legge non scritta che corrisponde alla SOLIDARIETÀ che è un sentimento forte , molto più forte di ogni egoismo.

Ancora bisogna intervenire nei Paesi in crisi con investimenti e consulenze affinché si possano creare condizioni minime di sviluppo nonché intervenire nei Paesi in guerra per ristabilire un processo di pace duratura.

Tuttavia anche il nostro Paese deve fare i conti per quanto riguarda l’accoglienza diffusa per il “niet” di circa cinquemila comuni nel voler accogliere nei loro territori persone che bisogna ricordare a tutti che si trattano di collocamenti provvissori in attesa del disbrigo pratiche per il riconoscimento di diritto d’asilo.

Quindi meno egoismo aiuterebbe non poco ad affievolire pregiudizi tanto da fare in modo che i venditori di paura ed i professionisti della demagogia, al fine del ritorno elettorale, non abbiano cittadinanza in un Paese come l’Italia che negli anni fine ottocento-inizio novecento ed oltre ha visto migliaia e migliaia di propri figli che per sfuggire la miseria e la fame essere accolti in tutto il pianeta e non pochi di essi hanno dovuto subire fenomeni di razzismo, di xenofobia e tanti maltrattamenti.

È naturale che la portata della soluzione è di una portata gigantesca quindi è auspicabile che si facciano politiche che trattino il problema emigrati con misure strutturali, come strutturale è il problema, ed è quindi inimmaginabile pensare di risolvere il tutto con misure tampone, occasionali e provvisorie.

Mettere in pratica l’illuminante pensiero di papa Francesco “aiutare i migranti è un valore Europeo fondamentale” è l’auspicio che tutti dovremmo sentire proprio.

Lorenzo Razzino

 

 

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