Immigrazione: stesso problema, prospettive diverse

Per avere un più completo sguardo d’insieme sul “fenomeno migratorio”, si dovrebbe guardare un po’ più in là del “buonismo dominante”, come se in chi invita ad un pacato ragionamento prevalesse l’ “egoismo”, che ha tra i suoi massimi esponenti papa Francesco, massimo ideologo dell’«accogliamoli tutti, sempre e comunque, accogliamoli indiscriminatemente!».

Sostenere una tesi merita sempre il massimo rispetto, e in questo senso è da apprezzare l’amico Lorenzo Razzino che spesso su queste pagine difende a spada tratta il pensiero del Papa, però c’è da dire che l’argomento, divisivo come pochi, è foriero di incertezze e dubbi anche negli stessi ambienti Vaticani, prova ne sia che lo stesso atteggiamento di papa Francesco spesso è ondivago visto che “in una delle sue conferenze stampa in aereo, di ritorno dalla Svezia il 1 novembre scorso, elogiò la “prudenza” dei governanti che pongono dei limiti all’accoglienza, perché “non c’è posto per tutti””, come scrive Sandro Magister curatore del blog dell’Espresso Settimo Cielo e che da anni è uno dei più importanti vaticanisti esistenti e che pertanto, visto il suo ruolo professionale, non può certo esser tacciato di partigianeria.

Per completezza, e proprio nel nome di quella prudenza che il Papa stesso invitò a tenere, ecco il suo articolo di pochi giorni fa, esattamente del 21 agosto scorso.

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In questo mese d’agosto papa Francesco si è trovato ad essere contestato su due punti tra i più noti della sua predicazione. E contestato in una forma insolita: perché le critiche non gli sono venute da dentro la Chiesa ma da fuori, da voci autorevoli dell’opinione pubblica laica; e poi perché nella polemica non si è mai fatto esplicitamente il suo nome, pur essendo evidente che le critiche erano rivolte anche contro di lui.

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Il primo punto riguarda il fenomeno migratorio. Nei giorni scorsi, una sentenza della magistratura italiana e un appello firmato da un certo numero di intellettuali dell’ultrasinistra hanno equiparato i centri di raccolta degli immigrati che dalle coste della Libia si imbarcano verso l’Italia a dei “campi di concentramento”, e il rifiuto della loro accoglienza indiscriminata a uno “sterminio di massa” analogo a quello degli ebrei da parte dei nazisti.

Queste equiparazioni non sono nuove. Più volte in questi ultimi tempi si è fatto ricorso a parole come “lager”, “sterminio”, “olocausto” per denunciare il trattamento riservato agli immigrati da chi non li vuole accogliere senza riserve.

Ma questa volta, in concomitanza con la decisione congiunta del governo italiano e delle autorità libiche di porre un freno agli imbarchi dei migranti fin qui attuati impunemente da organizzazioni criminali a scapito della vita di molti di loro, e in concomitanza con il risoluto appoggio a questa decisione da parte del presidente della conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, l’aberrante equiparazione tra la “non accoglienza” degli immigrati e lo sterminio degli ebrei non è più passata sotto silenzio, ma ha generato un salutare soprassalto di critiche.

Propriamente, nessuno dei critici ha fatto il nome di papa Francesco. Ma anche lui non molto tempo fa aveva definito “campi di concentramento” i campi di raccolta degli immigrati, in Grecia e in Italia.

L’aveva fatto nell’omelia pronunciata il 22 aprile nella basilica romana di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, durante una cerimonia in memoria dei “nuovi martiri” del XX e XXI secolo.

E quella sua battuta aveva ancor più rafforzato la narrazione corrente che si fa di papa Francesco a proposito dell’immigrazione: come papa dell’accoglienza illimitata di tutti, sempre e ad ogni costo.

Perché è vero che Francesco, a questo riguardo, ha detto occasionalmente anche il contrario. Ad esempio in una delle sue conferenze stampa in aereo, di ritorno dalla Svezia il 1 novembre scorso, elogiò la “prudenza” dei governanti che pongono dei limiti all’accoglienza, perché “non c’è posto per tutti”.

Così come è vero che il cardinale Bassetti ha parlato con il previo consenso del papa – a sua volta fresco di un incontro riservato con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni –, quando lo scorso 10 agosto ha appoggiato la linea dura del governo di Roma contro “chi sfrutta in modo inumano il fenomeno migratorio” organizzando gli imbarchi dalla Libia verso l’Italia.

Ma resta il fatto che questi correttivi non hanno intaccato l’immagine di Francesco che si è imposta nei media, come paladino dell’accoglienza indiscriminata. E ci si può chiedere se ciò sia opera solo dei media oppure anche sua, vista la schiacciante preponderanza dei suoi appelli all’accoglienza e basta, rispetto al numero striminzito dei suoi elogi della “prudenza” nel governare il fenomeno migratorio.

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Il secondo punto della predicazione di papa Jorge Mario Bergoglio che è finito sotto il fuoco della critica ha a che fare con la sua visione politica complessiva, ostile sia alla globalizzazione, in cui vede prevalere effetti perversi, sia alle politiche liberiste, da lui frequentemente bollate come “economia che uccide”.

In un editoriale sul “Corriere della Sera” del 26 luglio, un economista di riconosciuta autorevolezza internazionale come Francesco Giavazzi, docente all’Università Bocconi di Milano e al Massachusetts Institute of Technology, ha individuato proprio in queste due ostilità le radici delle attuali ondate populiste: che sono di destra quando le origini del malessere sono individuate nella globalizzazione (Donald Trump negli Stati Uniti, Geert Wilders in Olanda, Marine Le Pen in Francia, Matteo Salvini in Italia…) e di sinistra quando invece il malessere è ricondotto a politiche liberiste (Syryza in Grecia, Podemos in Spagna, Bernie Sanders negli Stati Uniti…).

La “tempesta perfetta” di questi anni – a giudizio di Giavazzi – è che sia il populismo di destra sia quello di sinistra si sono congiunti in un comune “rifiuto delle élite”, cioè delle istituzioni sia politiche che economiche.

Giavazzi non l’ha scritto. Ma questo rifiuto è lo stesso che innerva la visione politica complessiva di papa Francesco, enunciata soprattutto in quei suoi “manifesti” che sono i discorsi da lui rivolti ai “movimenti popolari”. Un rifiuto che egli applica sistematicamente anche contro l’establishment ecclesiastico.

Un rifiuto che però non ha futuro, secondo Giavazzi. Perché sia i populisti di destra che quelli di sinistra “hanno in comune il fiato corto, una visione di breve periodo che, quando va bene, si limita a spostare i problemi al domani, rendendoli semplicemente più acuti”. E cita l’esempio della “rivolta contro le politiche liberiste attuate in Argentina durante la presidenza Menem, negli anni Novanta, che riportarono il peronismo al governo”.

Di Bergoglio non è fatto il nome, ma anche lui è qui chiamato in causa. Chissà se ne ha preso nota.

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Si può aggiungere che in questi ultimi giorni, dopo l’attacco terroristico di Barcellona, papa Francesco è stato criticato anche per un terzo motivo: per il suo rifiuto di dire le radici islamiche di questo terrorismo, da lui ridotto per l’ennesima volta a semplice atto di “violenza cieca“.

In questo caso, però, le critiche si sono rivolte esplicitamente contro di lui, facendone il nome. Come era avvenuto, per ragioni e da sponde opposte, contro Benedetto XVI, che nella memorabile lezione di Ratisbona aveva identificato e denunciato le radici di violenza insite nell’islam. E gliela fecero pagare cara.

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È di poco fa una notizia che arriva dal Canada del premier Justin Trudeau: le migliaia di disperati che si erano fidati degli slogan sull’accoglienza sbandierati dal giovane Primo Ministro del Canada, quello stesso lodato proprio per l’accoglienza dal nostro Capo dello Stato Sergio Mattarella, stanno per rendersi conto che nemmeno loro sono così più tanto “benvenuti”: «Anche noi abbiamo delle regole», dice ora il governo canadese. Qualcuno nel resto del globo riesce a dargli torto?

 

N/S

 

comments

6 thoughts on “Immigrazione: stesso problema, prospettive diverse

  1. Anonymous

    Caro Novelio con piacere e molta attenzione ho letto la tua riflessione ” Immigrazione stesso problema , prospettive diverse “.
    Condivido con te l’ assunto che il tema presenta nell’insieme non poche complessità e non pochi pareri discordanti e per questo divisivo tuttavia credo come spesso ho riportato nei miei interventi “nessuno ha la bacchetta magica” per risolvere un problema epocale che durerà ancora molti anni.
    Per questo immagino che il buon senso di tutti i paesi europei ed il buon senso di tutti i Comuni d’Italia ridurrebbe moltissimo l’impatto negativo che il fenomeno migratorio suscita .
    Naturalmente la parte negativa viene amplificata in tutta Europa da una parte politica sostanzialmente xenofoba- razzista ed in prossimità dell’appuntamento elettorale ( vedi in Italia Salvini – Meloni – Grillo) e da una certa stampa molto vicina a queste posizioni.
    Naturalmente i proclami di costoro contro i migranti sono spesso fonte di esaltazione negativa per entrare nel comune sentire delle persone ( come suol dirsi : parlano alla pancia della gente) per ricavarne un ritorno elettorale e spesso mistificando la realtà.
    Infatti tutte le fonti nelle ultime settimane danno un calo di sbarchi di emigrati riferito all’anno 2016 così come vi è un sostanziale calo di furti e di fatti delinquenziali ma i seminatori di odio , sopracitati,continuono a raccontare che siamo ” invasi” che i furti nelle abitazioni sono in aumento e tutti ascrivibili agli emigrati e poi la semplificazione più becera e manifestamente infondata che tutti i musulmani sono terroristi.
    Come scritto varie volte io rifiuto questa “speculare” narrazione ma con questo non rinnego che ci siano troppe lacune da parte dell’Europa, dell’Italia e dei Comuni Italiani nell’indirizzare politiche tese a favorire un impatto negativo meno invasivo nella percezione delle persone.
    Non mi sento di essere considerato un ” buonista ” tout court ma mi sento cittadino del mondo ed ogni altro è mio fratello e chiunque bussera’ alla mia porta per fame o disperazione, al netto degli accattoni seriali, nei limiti delle mie possibilità la trovera’ spalancata.
    Un abbraccio
    Lorenzo Razzino

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    1. Anonymous

      Un plauso alla dottoressa tuozzi.egregio signor razzino lei dice che alcune persone parlano di e stra comunitari per un tornaconto elettorale e lei per quale motivo lo fa ma da dove gli viane questo amore per questi stranieri che stanno rovinando l’Europa intera lei racconta solo le cose (positive) ma quelle negative non le dice tipo lo stupro della ragazza polacca delle aggressioni a uomini attacchi terroristici ecc vorrei vedere se sarebbe stata violentata una sua parente cosa direbbe misa che lei più degli altri ha un bel tornaconto mi piacerebbe parlare di persona con lei gliene direi da uno a mille

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      1. Anonymous

        Mi fa piacere “gentile” anonimo, come lei auspica, avere un confronto sul tema migranti, terrorismo, stupri e del ” bel tornaconto” che il sottoscritto avrebbe nel fare riflessioni sul tema migranti,ambiente ed immagino anche sulle ricorrenti riflessioni sulla politica locale.
        Tuttavia poiché lei, mi permetta, fa molta confusione e dal momento che preferisce l’anonimato e quindi è logico immaginare che sfuggira’ al confronto ” de visu” e nonostante non sia mia abitudine spiattellare fatti privati e familiari mi corre l’obbligo di chiarire che alcun tornaconto personale si può intravedere nelle mie riflessioni e per queste ragioni:
        a) sono un pensionato e felice nonno;
        b) non h
        o alcuna ambizione politica;
        nonho mai chiesto favori o sconti alla politica e stia tranquillo non ho nessuna ragione e nessun interesse a farlo in futuro;
        c) ho tre splendidi figli che con le modeste capacità economiche della mia famiglia, con enormi sacrifici e senza alcun aiuto ne dai genitori, perché poco titolati culturalmentem e né da terzi ed oggi con molto orgoglio posso dire che una è professkressa di ruolo di scuola superiore per essere vincitrice di concorso, una è assistente sociale di un comune del nord sempre perché vincitrice di concorso, l’ ultimo svolge la professione di avvocato nel ramo penale con ottimi risultati.
        Penso che tutto ciò può servire a dissipare i dubbi sui miei eventuali tornacontipersonali assumendomi , senza la pretesa di essere la verità è la prego credermi, la responsabilità di quello che scivola.
        La saluto e rimango, se ne avrà voglia e coraggio perl’incontro da lei auspicato e avrò piacere di ascoltare con molto piacere le mille cose che vorrà dirmi.
        Lorenzo Razzino

  2. Anonymous

    Signor razzino potrei dirle che i concorsi in Italia i concorsi si vincono con le raccomandazioni. E tutti diciamo che non abbiamo ricevuto favori politici ma poi alla fine tutti abbiamo ricevuto anche se piccolo un favore poi io non intendevo offendenderla o parlare della sua famiglia che anche se non conosco rispetto ma le contesto il suo tanto amore per il suo difendere gli ecstra comunitari sapendo quello che combinano ma rispetto le sue opinioni.e mi e piaciuto l’altro intervento che ha fatto riguardo il numero degli immigrati ecc ecc non si preoccupi ci incontreremo per fare due chiacchiere da persone civili non c’è lo con lei ma io sono per le cose giuste non sono ne politico ne politicante a presto

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    1. Anonymous

      Caro amico/a
      sono contento che hai abbassato i toni però mi devi concedere una elementare osservazione : sparare addosso ad una persona o adombrare chissà quali interessi possa avere senza conoscere la storia della persona stessa è la palese dimostrazione che con i pregiudizi non si fa né la storia, non è né da persone intelligente ed è antidemocratico.
      Lei è padrone di non credermi però posso confermarle che i miei meravigliosi figli hanno tuttetre concluso, aime’ da tempo ormai, gli studi universitari vecchio ordinamento ottenendo in due casi 110 con lode e nell’altro caso 110, quindi penso che è pur vero che in Italia i concorsi si superano con le raccomandazioni ma molti concorsi si superano perché si è preparati e magari si è avuto un po’ di fortuna. Non crede? Le dirò che personalmente non amo molto i pessimisti, cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno.
      Poi quando vorrà incontrarmi per farci una bella chiacchierata come lei dice, in rispetto delle ognune idee, sarò curioso sapere quale interesse avrei nella mia visione di accoglienza, di tolleranza, di rispetto di povere persone che sfidano la morte per trovare la vita.
      Proprio oggi leggevo una intervista di una persona ghanese di 53 anni che aveva otto fratelli in Ghana, lui riuscì ad emigrare ed avere la fortuna di crearsi una vita dignitosa mentre sei dei suoi fratellini sono morti per fame, per malattie infettive per aver bevuto acqua contaminata , per non poter curare banali malattie per mancanza di medicinali.
      Io mi ritengo fortunato e ringrazio Iddio che mi ha aiutato ad avere una vita soddisfacente, ma quando
      sotto i miei occhi scorrono immagini di corpi di bambini, di madri incinte, di giovani uomini che per non morire dentro o per povertà o per torture o rappreseglie, diventano cibo per i pesci le confesso un forte brivido attraversa il mio corpo.
      Da qui scatta la molla dentro di me perché tutto gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla provenienza geografica, hanno diritto ad avere ” pari dignità “.
      Mi scusera’, ancora una volta, pet aver citato fatti personali ma li dovevo esclusivamente ai miei figli per compensarli dei tanti sacrifici e delle tante rinunce che le sirene della gioventù si frappongono sul cammino di tanti giovani spesso deviandolo.
      Come al solito sono stato prolisso e me ne dolgo chiedendole scusa e aspetto con ansia caro/a anonimo l’incontro che lei vorrà avere con me.
      Buona giornata

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  3. Anonymous

    Sostituire i Cio italiani con la rifunzionalizzazione dei “serragli umani” in Libia ed Nigeria non risolverà la questione umanitaria che spinge oggi gli uomini del sud verso il Nord alla ricerca di migliori condizioni di vita. Quel poco che riusciamo a garantire ai migranti è un atto umanitario irrinunciabile per qualunque popolo si voglia definire “civile”. I flussi migratori non nascono oggi e gli italiani stessi sono stati protagonisti di storiche migrazioni: verso gli Stati Uniti; verso l’Argentina; verso il Venezuela, la Svizzera, la Germania ecc. ecc. E’ certo che l’accoglienza va organizzata e gestita e questo si fa attraverso leggi e regolamenti che però alla base devono avere una sana concezione dell’uomo, come abitante del pianeta terra, in qualunque continente si trovi a nascere. Chi innesca il malcontento su tali tematiche definisce se stesso e la forza politica di provenienza. Il Papa non può che essere con i più deboli, con gli ultimi, perchè altrimenti dovrebbe riscrivere parecchie pagine del messaggio cristiano. Ciò va oltre le capziose letture di parole raccattate qui e là in volo.

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